Cara ADUC
Controffensiva 'Banca Bassotti'?
Domanda
27 dicembre 2008
In questo periodo, complice anche la necessità di capirne sempre di più visti i tempi che corrono, mi sono dilettato a leggere molti libri riguardanti la finanza. Tra gli ultimi che mi sono capitati tra le mani, "Io non ci casco più! I primi quattro passi per rialzarsi da questa crisi finanziaria" venduto assieme al Corriere Economia e "Vaffanbaka!" edito da Rizzoli.
Entrambi hanno l'innegabile pregio di esporre in maniera molto semplice tanti concetti di finanza di base. Soprattutto il primo (che ha pure l'innegabile pregio di un costo di copertina davvero contenuto). Ed entrambi hanno un interessante capitolo riguardo alla finanza comportamentale, con lo scopo lodevole di cercare di calmare le crisi di panico maggiori nel lettore.
D'altra parte alcune prese di posizione di entrambi i volumi mi hanno lasciato a dir poco basito. Innanzitutto la presenza di un capitolo che sconsiglia vivamente il fai da te finanziario. Sia ben chiaro, non un "se non ve la sentite di fare da soli, meglio affidarsi ad un esperto", consiglio che sarebbe stato tutto sommato comprensibile. Si tratta di un ben più netto "se non siete dei professionisti, meglio evitare di gestirsi i soldi da soli: affidatevi ad un buon promotore". Eppoi via di consigli su come scegliersi il promotore finanziario di fiducia. Il che, essendo sponsorizzato il primo libro da Azimut, ed essendo tra gli autori del secondo un promotore finanziario è alquanto sospetto. Come se un pescivendolo mi sconsigliasse di andare a pesca, e mi consigliasse piuttosto di cercarmi una pescheria seria. Bah!
La seconda cosa che mi ha lasciato perplesso è che in nessuno dei due libri ho trovato una riga che parlasse dell'impatto dei costi di gestione sul rendimento di lungo periodo degli investimenti.
Il messaggio finale che passa è quindi "non preoccuparti della crisi finanziaria, ma continua ad investire con noi promotori finanziari, senza preoccuparti delle nostre commissioni".
Inoltre, il libro "Vaffanbanka!" arriva anche a consigliare a tutti di investire (potendo, ovviamente) negli ottimi Hedge funds, lamentandosi che la legislazione italiana non permette a tutti di utilizzare questi ottimi strumenti finanziari. Con una interessante casualità, noto che uno degli autori è un "private banker", ossia sostanzialmente un promotore di hedge funds. Nessun accenno ovviamente al fatto che tali fondi, a fronte di vantaggi teorici tutti da dimostrare, fanno pagare commissioni di gestione altissime, sono assolutamente poco trasparenti verso i sottoscrittori ed hanno pure un tasso di mortalità da non sottovalutare (soprattutto confrontati con i fondi normali e gli etf che invece non possono fallire).
Ora, non voglio arrivare a sconsigliare la lettura di detti libri: la cultura non occupa mai spazio e più campane si sentono e meglio è. Solo, vorrei consigliare di leggere tali libri solo abbinati ai libri di Beppe Scienza o agli articoli di Paolo Sassesi. Cosa ne pensate?
Cordialmente
Vittorio, da Marzabotto (BO)
Entrambi hanno l'innegabile pregio di esporre in maniera molto semplice tanti concetti di finanza di base. Soprattutto il primo (che ha pure l'innegabile pregio di un costo di copertina davvero contenuto). Ed entrambi hanno un interessante capitolo riguardo alla finanza comportamentale, con lo scopo lodevole di cercare di calmare le crisi di panico maggiori nel lettore.
D'altra parte alcune prese di posizione di entrambi i volumi mi hanno lasciato a dir poco basito. Innanzitutto la presenza di un capitolo che sconsiglia vivamente il fai da te finanziario. Sia ben chiaro, non un "se non ve la sentite di fare da soli, meglio affidarsi ad un esperto", consiglio che sarebbe stato tutto sommato comprensibile. Si tratta di un ben più netto "se non siete dei professionisti, meglio evitare di gestirsi i soldi da soli: affidatevi ad un buon promotore". Eppoi via di consigli su come scegliersi il promotore finanziario di fiducia. Il che, essendo sponsorizzato il primo libro da Azimut, ed essendo tra gli autori del secondo un promotore finanziario è alquanto sospetto. Come se un pescivendolo mi sconsigliasse di andare a pesca, e mi consigliasse piuttosto di cercarmi una pescheria seria. Bah!
La seconda cosa che mi ha lasciato perplesso è che in nessuno dei due libri ho trovato una riga che parlasse dell'impatto dei costi di gestione sul rendimento di lungo periodo degli investimenti.
Il messaggio finale che passa è quindi "non preoccuparti della crisi finanziaria, ma continua ad investire con noi promotori finanziari, senza preoccuparti delle nostre commissioni".
Inoltre, il libro "Vaffanbanka!" arriva anche a consigliare a tutti di investire (potendo, ovviamente) negli ottimi Hedge funds, lamentandosi che la legislazione italiana non permette a tutti di utilizzare questi ottimi strumenti finanziari. Con una interessante casualità, noto che uno degli autori è un "private banker", ossia sostanzialmente un promotore di hedge funds. Nessun accenno ovviamente al fatto che tali fondi, a fronte di vantaggi teorici tutti da dimostrare, fanno pagare commissioni di gestione altissime, sono assolutamente poco trasparenti verso i sottoscrittori ed hanno pure un tasso di mortalità da non sottovalutare (soprattutto confrontati con i fondi normali e gli etf che invece non possono fallire).
Ora, non voglio arrivare a sconsigliare la lettura di detti libri: la cultura non occupa mai spazio e più campane si sentono e meglio è. Solo, vorrei consigliare di leggere tali libri solo abbinati ai libri di Beppe Scienza o agli articoli di Paolo Sassesi. Cosa ne pensate?
Cordialmente
Vittorio, da Marzabotto (BO)
Risposta ADUC
Specie nel primo caso, e' ovvio che ci sia un diretto interesse. Non ci si puo' certo aspettare che Azimut spinga le persone verso soluzioni che non siano quelle che Azimut stessa vende. I fondi speculativi possono essere validi ma il loro inserimento nel portafoglio deve essere molto ragionato.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti