Cara ADUC
Contratto affitto uso commerciale
Domanda
12 febbraio 2018
Il 27 agosto 1999 ho stipulato un contratto di affitto ad uso commerciale per la durata di anni 6+6, dopo aver trascorso i primi sei anni, il contratto si è rinnovato di altri e 6 (sei) con il tacito consenso delle parti, sino alla scadenza definitiva del 27 agosto 2011.
A seguito di contatti verbali fui messo a conoscenza che il rapporto di locazione poteva proseguire senza alcun problema, infatti il proprietario invio i successivi bollettini precompilati per i canoni da pagare Successivamente, con il pagamento dell’imposta di registro mi fu riferito che il contratto si era rinnovato.
Purtroppo, tre anni rima della scadenza dei 12 anni, ci furono dei gravi problemi strutturali che impedirono il funzionamento della caldaia per causa imputabile alla canna fumaria e delle vistose infiltrazioni di acqua che causarono la chiusura di un locale ove si trovava un Solarium.
Seguirono le varie segnalazioni, regolarmente documentate, ma come sempre più spesso capita il proprietario tardava ad intervenire e l’attività di Parrucchiera e Estetica venne messa in ginocchio per mancanza di riscaldamento, acqua calda e per il mancato uso di un solarium che si trovava nella stanza chiusa per le gravi infiltrazioni.
Finalmente, dopo 10 (dieci) anni i locali sono stati risanati e sostituita la caldaia.
Alla luce di quanto sopra, in considerazione del mancato godimento del bene locato e per i gravi danni economici subiti dall’attività svolta nell’interno dei locali, chiedevo la restituzione di un terzo dell’affitto pagato, per tutto il periodo in cui è mancato il godimento del locale affittato.
La mia richiesta fu respinta perche, da quanto riferito dal proprietario, la mia era una “occupazione post contrattuale”, e verbalmente mi è stato detto che non avevo alcun contratto per cui potevo andare via in qualunque momento.
Sono rimasto allibito ero convinto che il contratto si era rinnovato automaticamente, anche perche ho subito dei piccoli aumenti sul canone, non giustificati, che credevo imputabili all’indice Istat.
Detto questo desidero sapere quanto di seguito indicato:
-Alla scadenza dei dodici anni (sei+sei) si può rinnovare un contratto scaduto per tacito consenso;
-Il proprietario era obbligato a comunicare la volontà di voler rientrare in possesso del bene locato;
-Ci sono le condizioni per pensare che il contratto si era rinnovato ancora una volta.
Allego una copia della pagina del contratto ove indicata la durata concordata e una copia del bollettino prestampato che sta a significare il proseguo della locazione.
Rimango in attesa di una cortese risposta
Salvatore, da Altavilla (VI)
A seguito di contatti verbali fui messo a conoscenza che il rapporto di locazione poteva proseguire senza alcun problema, infatti il proprietario invio i successivi bollettini precompilati per i canoni da pagare Successivamente, con il pagamento dell’imposta di registro mi fu riferito che il contratto si era rinnovato.
Purtroppo, tre anni rima della scadenza dei 12 anni, ci furono dei gravi problemi strutturali che impedirono il funzionamento della caldaia per causa imputabile alla canna fumaria e delle vistose infiltrazioni di acqua che causarono la chiusura di un locale ove si trovava un Solarium.
Seguirono le varie segnalazioni, regolarmente documentate, ma come sempre più spesso capita il proprietario tardava ad intervenire e l’attività di Parrucchiera e Estetica venne messa in ginocchio per mancanza di riscaldamento, acqua calda e per il mancato uso di un solarium che si trovava nella stanza chiusa per le gravi infiltrazioni.
Finalmente, dopo 10 (dieci) anni i locali sono stati risanati e sostituita la caldaia.
Alla luce di quanto sopra, in considerazione del mancato godimento del bene locato e per i gravi danni economici subiti dall’attività svolta nell’interno dei locali, chiedevo la restituzione di un terzo dell’affitto pagato, per tutto il periodo in cui è mancato il godimento del locale affittato.
La mia richiesta fu respinta perche, da quanto riferito dal proprietario, la mia era una “occupazione post contrattuale”, e verbalmente mi è stato detto che non avevo alcun contratto per cui potevo andare via in qualunque momento.
Sono rimasto allibito ero convinto che il contratto si era rinnovato automaticamente, anche perche ho subito dei piccoli aumenti sul canone, non giustificati, che credevo imputabili all’indice Istat.
Detto questo desidero sapere quanto di seguito indicato:
-Alla scadenza dei dodici anni (sei+sei) si può rinnovare un contratto scaduto per tacito consenso;
-Il proprietario era obbligato a comunicare la volontà di voler rientrare in possesso del bene locato;
-Ci sono le condizioni per pensare che il contratto si era rinnovato ancora una volta.
Allego una copia della pagina del contratto ove indicata la durata concordata e una copia del bollettino prestampato che sta a significare il proseguo della locazione.
Rimango in attesa di una cortese risposta
Salvatore, da Altavilla (VI)
Risposta ADUC
a mio avviso, l'invio dei bollettini e l'aggiornamento del canone, dimostrano il rinnovo per tacito consenso, del contratto.
Il contratto si è, per l'effetto, rinnovato per facta concludentia, ovvero per il comportamento posto in essere dal locatore che supera la clausola presente nel contratto.
In conseguenza, ritengo che sia buon diritto chiedere il risarcimento per il mancato godimento, da qualificarsi, in concreto, con una richiesta di riduzione del canone di affitto per il periodo in cui vi sono state problematiche che hanno impedito il legittimo godimento del bene.
Per tutelare la Sua posizione e veder riconosciuta la legittimità della sua domanda, dovrà contestare al locatore quanto descritto per lettera raccomandata a.r.
Qualora non abbia riscontro positivo, potrà rivolgersi ad un Organismo di Conciliazione, all'uopo depositando domanda di mediazione sulla questione rappresentata, procedura obbligatoria prima di adire il Tribunale.
----------------
Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
Il contratto si è, per l'effetto, rinnovato per facta concludentia, ovvero per il comportamento posto in essere dal locatore che supera la clausola presente nel contratto.
In conseguenza, ritengo che sia buon diritto chiedere il risarcimento per il mancato godimento, da qualificarsi, in concreto, con una richiesta di riduzione del canone di affitto per il periodo in cui vi sono state problematiche che hanno impedito il legittimo godimento del bene.
Per tutelare la Sua posizione e veder riconosciuta la legittimità della sua domanda, dovrà contestare al locatore quanto descritto per lettera raccomandata a.r.
Qualora non abbia riscontro positivo, potrà rivolgersi ad un Organismo di Conciliazione, all'uopo depositando domanda di mediazione sulla questione rappresentata, procedura obbligatoria prima di adire il Tribunale.
----------------
Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti