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Cara ADUC

La 'consulenza' pagata tramite le commissioni dei prodotti

1 marzo 2007
Domanda 1 marzo 2007
Sono un laureato Bocconi con specializzazione in Finanza che lavora in una Sim (non nel commerciale) e ogni tanto mi diletto a leggere forum tipo il vostro che trovo molto interessanti ma per gli "addetti ai lavori" e molto meno per i profani, mi spiego meglio: i consigli che voi date sono assolutamente corretti ma hanno una piccola controindicazione nel fatto che il 90% delle persone che leggono queste lettere sono persone che non sanno nulla o quasi di finanza (lo dimostra il fatto che si rivolgono a voi, se fossero preparati non lo farebbero) ed e' quindi logico che si affidino a persone pagate per dare consulenza, mi riferisco alle banche classiche tramite i direttori e i responsabili dell'ufficio titoli e a quelle piu' moderne, tramite la rete vendita dei promotori. Il fatto che esistano dei costi insiti nei prodotti che vengono proposti mi sembra di conseguenza un fatto normale visto che la consulenza (e voi lo sapete meglio di me visto che vivete di consulenza) ha sempre avuto un costo ed e' semplicistico affermare che per esempio gli Etf sono migliori dei fondi attivi classici solo perche' hanno meno costi, questo e' vero solo per persone preparate che sanno diversificare i rischi e fare un'analisi finanziaria passata presente e futura razionale. La realta' e' che senza costi i promotori (quelli onesti e preparati) non avrebbero interesse a dare consulenza e voi sapete meglio di me che se un cliente che investe in azioni con un orizzonte temporale adeguato invece di guadagnare il 7% ci guadagna a causa dei costi il 5% quella persona e' comunque contenta e se non ci fosse stato il tal direttore o il tal promotore che gli ha fatto pagare la consulenza non avrebbe guadagnato quel 5% e magari avrebbe pure fatto scelte azzardate. Il problema vero e' ripulire il mercato dalle societa'/venditori disonesti e smettere di fare solo allarmismo ma accettare anche il fatto che un panettiere che si affidi ad un consulente che gli venda un Pac o un'obbligazione strutturata dopo averne spiegato i vincoli e le caratteristiche del prodotto fa solo che del bene a quella persona che tanto un Etf non sa nemmeno che esista. Vi ringrazio in anticipo anche se dubito che pubblicherete mai una lettere che non fa disfattismo e demonizza il sistema.
Stefano, da Milano

Risposta ADUC
Pubblichiamo senza difficolta', invece.
L'equivoco, come ripetiamo sempre, sta nel termine "consulenza". Se un venditore (perche' di questo stiamo parlando, che sia promotore, bancario o altro) viene pagato in maniera differenziata (o minacciato di trasferimento) a seconda del prodotto che vende non potra' mai fare consulenza. Prendiamo il caso dei prodotti previdenziali: se vende un fondo pensione non guadagna praticamente nulla, se vende una polizza FIP guadagna molto bene. Cosa potra' mai fare un venditore? Potra' mai dire al cliente che il fondo pensione e' molto meglio? Pertanto, a banche-sim-assicurazioni-poste e' sufficiente pagare bene i prodotti che si desidera spingere per annullare qualsiasi "voglia" di consulenza del venditore. Da qui si originano tutti i disastri che abbiamo visto in questi anni. Magari si trattasse solo di guadagnare il 5% anziche' il 7% del mercato (e comunque quel 2% di differenza rappresenta sempre un costo occulto), qui parliamo di veri e propri scandali come i MyWay-4You, il Capitale Subito del Credem, la spinta verso decine di emissioni obbligazionarie poi finite in default o che lo hanno evitato per un soffio. Per non parlare delle vendite sempre fuori tempo: fondi azionari ai massimi, prodotti a capitale garantito ai minimi: e questa sarebbe consulenza del sistema ai clienti? Ecco alcuni articoli in cui abbiamo trattato il tema
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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