Cara ADUC
Consulenti finanziari autonomi: come siamo sicuri che non intaschino le commissioni?
Domanda
7 febbraio 2019
Buongiorno, sto apprezzando moltissimo gli articoli di Alessandro Pedone sulle tipologie dei consulenti finanziari. Sono particolarmente interessato a capire la figura del Consulente Autonomo e quelle che immagino seguiranno, ovvero Consulenti Finanziari Autonomi e Società di Consulenza Finanziaria.
Mi sorge però spontanea una domanda: come facciamo ad essere ragionevolmente sicuri che i vari Consulenti Autonomi siano veramente autonomi, e non incassino anche loro qualche percentuale dalle società che gestiscono ETF e Fondi?
Grazie, cordiali saluti
Bruno, dalla provincia di TO
Mi sorge però spontanea una domanda: come facciamo ad essere ragionevolmente sicuri che i vari Consulenti Autonomi siano veramente autonomi, e non incassino anche loro qualche percentuale dalle società che gestiscono ETF e Fondi?
Grazie, cordiali saluti
Bruno, dalla provincia di TO
Risposta ADUC
il consulente finanziario indipendente (lavori esso come libero professionista individuale o all'interno di società di consulenza finanziaria indipendenti) non ha alcun rapporto con l'intermediario presso il quale il cliente esegue le raccomandazioni che fornisce.
Non chiede mai, infatti, di spostare il denaro presso questo o quell'intermediario.
Il cliente rimane con l'intermediario che ha scelto. Talvolta può assistere il cliente per negoziare le condizioni del suo intermediario o di altri scelti dal cliente, ma non ha mai alcun rapporto diretto. Questo è proprio vietato dalla legge.
A riprova di questo fatto, in genere, i consulenti indipendenti utilizzano ETF o comunque titoli acquistabili sui mercati regolamentati senza dover passare da qualche intermediario specifico.
E' piuttosto raro che i consulenti indipendenti raccomandino prodotti finanziari con commissioni importanti, l'ottimizzazione dei costi è uno dei loro punti di forza.
Gli ETF non retrocedono alcuna commissione (anche perché i costi di gestione sono così bassi che non ci sarebbe spazio).
In ogni caso, l'assoluta indipendenza è anche un requisito di legge.
Qualora venissero meno, oltre ad essere soggetti a risarcimenti, rischierebbero la radiazione dall'albo e l'intermediario che si prestasse a questo gioco rischierebbe delle pesantissime sanzioni da parte della Consob.
Il mondo della finanza è altamente regolamentato.
Questo non ha impedito in passato - purtroppo - e non impedirà in futuro che i clienti subiscano comportamenti scorretti da parte degli intermediari, ma certamente non così sfacciati e grossolani come la retrocessione di commissioni sottobanco.
La ringrazio dei suoi apprezzamenti sugli articoli relativi all'evoluzione della consulenza finanziaria. Però i 4 archetipi che affronto, non riguardano tanto la forma giuridica, ma proprio la tipologia di consulenza. Quindi non troverà articoli sul consulente autonomo o sulle società di consulenza finanziaria. Certamente il consulente-venditore è tipicamente un dipendente o un agente di commercio e molto raramente il consulente-pianificatore è un agente di commercio. Se ha acquisito la professionalità per svolgere il servizio di pianificazione finanziaria, il ruolo di agente di commercio, in genere, gli starà un po' stretto.
Il senso di questi articoli è quello di far capire come si sta evolvendo il servizio in sé, a prescindere dalla forma giuridica con i quali i consulenti svolgono la professione.
Fino a dicembre dell'anno scorso, praticamente, l'attività di consulenza sotto forma di libera professione era vietata.
Potevano operare come indipendenti solo quelli che già lo facevano prima del dicembre 2007.
Quindi è normale che oggi, in larga prevalenza, i consulenti siano agenti di commercio o dipendenti bancari.
Crediamo che in futuro, piano piano, la cosa possa cambiare.
Dipenderà molto anche dalla richiesta del mercato stesso.
----------------
Ha risposto Alessandro Pedone: https://www.aduc.it/info/pedone.php
Non chiede mai, infatti, di spostare il denaro presso questo o quell'intermediario.
Il cliente rimane con l'intermediario che ha scelto. Talvolta può assistere il cliente per negoziare le condizioni del suo intermediario o di altri scelti dal cliente, ma non ha mai alcun rapporto diretto. Questo è proprio vietato dalla legge.
A riprova di questo fatto, in genere, i consulenti indipendenti utilizzano ETF o comunque titoli acquistabili sui mercati regolamentati senza dover passare da qualche intermediario specifico.
E' piuttosto raro che i consulenti indipendenti raccomandino prodotti finanziari con commissioni importanti, l'ottimizzazione dei costi è uno dei loro punti di forza.
Gli ETF non retrocedono alcuna commissione (anche perché i costi di gestione sono così bassi che non ci sarebbe spazio).
In ogni caso, l'assoluta indipendenza è anche un requisito di legge.
Qualora venissero meno, oltre ad essere soggetti a risarcimenti, rischierebbero la radiazione dall'albo e l'intermediario che si prestasse a questo gioco rischierebbe delle pesantissime sanzioni da parte della Consob.
Il mondo della finanza è altamente regolamentato.
Questo non ha impedito in passato - purtroppo - e non impedirà in futuro che i clienti subiscano comportamenti scorretti da parte degli intermediari, ma certamente non così sfacciati e grossolani come la retrocessione di commissioni sottobanco.
La ringrazio dei suoi apprezzamenti sugli articoli relativi all'evoluzione della consulenza finanziaria. Però i 4 archetipi che affronto, non riguardano tanto la forma giuridica, ma proprio la tipologia di consulenza. Quindi non troverà articoli sul consulente autonomo o sulle società di consulenza finanziaria. Certamente il consulente-venditore è tipicamente un dipendente o un agente di commercio e molto raramente il consulente-pianificatore è un agente di commercio. Se ha acquisito la professionalità per svolgere il servizio di pianificazione finanziaria, il ruolo di agente di commercio, in genere, gli starà un po' stretto.
Il senso di questi articoli è quello di far capire come si sta evolvendo il servizio in sé, a prescindere dalla forma giuridica con i quali i consulenti svolgono la professione.
Fino a dicembre dell'anno scorso, praticamente, l'attività di consulenza sotto forma di libera professione era vietata.
Potevano operare come indipendenti solo quelli che già lo facevano prima del dicembre 2007.
Quindi è normale che oggi, in larga prevalenza, i consulenti siano agenti di commercio o dipendenti bancari.
Crediamo che in futuro, piano piano, la cosa possa cambiare.
Dipenderà molto anche dalla richiesta del mercato stesso.
----------------
Ha risposto Alessandro Pedone: https://www.aduc.it/info/pedone.php
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti