Cara ADUC
Consiglio pubblicità ingannevole da Immobiliare
Domanda
17 settembre 2013
Annuncio non veritiero Agenzia Immobiliare
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio in merito al comportamento da tenere con una agenzia immobiliare che ritengo abbia operato in modo poco trasparente nei miei confronti e che mi ha causato e mi sta causando notevoli disagi. Per essere preciso ho riassunto il tutto nel file allegato. Ringrazio sin da ora per l'attenzione che riceverò, sperando che la mia esperienza possa essere di aiuto ad altri cittadini che eventualmente venissero a trovarsi in analoga situazione.
Cordialmente
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Nel mese di novembre 2012 io e la mia futura moglie ci rechiamo presso una agenzia immobiliare del paese nel quale cercavamo una abitazione in quanto interessati alla ricerca di un appartamento in affitto. Parlando con la titolare dell’agenzia esprimiamo le seguenti esigenze:
- Appartamento arredato completamente (non intendiamo restare per molti anni e vorremmo evitare le noie di un trasloco di mobili) in buone condizioni, avente 2 stanze letto o 1 stanza letto più disbrigo.
- Avente garage o tettoia coperta (abbiamo due auto recenti, moto, biciclette e vorremmo poter mettere al riparo le nostre cose)
- Avente disponibilità ad ospitare animali (ho un cane che vive con i miei genitori ma potrebbe capitarmi di poterlo tenere per alcuni periodi con me)
- Disponibile massimo entro il mese di aprile 2013 in quanto l’8 giugno 2013 ci saremmo sposati e volevamo prendere possesso dell’appartamento qualche mese prima per sistemare le nostre cose e definire tutta la burocrazia (residenza, forniture, ecc).
- Spesa mensile di circa € 450,00 Dopo aver visionato alcuni appartamenti che, per una caratteristica o per l’altra non rispondevano alle nostre esigenze, ci viene mostrata la soluzione dell’annuncio allegato, che possiamo visionare per la prima volta “da fuori” nel mese di dicembre 2012, appurando che trattasi di ristrutturazione/nuova costruzione in atto, quindi impossibile vedere gli spazi interni in quanto cantiere. Ci diciamo interessati e disponibili ad un precontratto, previa visione degli spazi interni appena il cantiere fosse avanzato in modo da poter entrare (mancavano i pavimenti). I primi di gennaio 2013 ci contatta la titolare dell’agenzia, prendiamo visione dell’interno dell’appartamento, che si trovava allo stato grezzo ma, rassicurati dalla consegna entro il mese di marzo, decidiamo di concludere un impegno scritto. Ci trasferiamo quindi presso l’agenzia e viene concluso un impegno da parte nostra a prendere l’appartamento in affitto con la clausola della consegna entro il 31/03/2013, con versamento di caparra pari a tre mensilità (ossia € 420 x 3). Il 20 marzo 2013, passando davanti al cantiere ci rendiamo conto che lo stato esterno dei lavori è fermo come lo avevamo visto a gennaio, decido quindi di contattare l’agenzia per assicurarmi dello stato della consegna, la titolare ci risponde di non preoccuparci, che comunque non era il 31 marzo. Il 31 marzo contatto nuovamente l’agenzia chiedendo l’appuntamento per la stipula del contratto e la consegna dell’immobile, la titolare non si fa ricevere al telefono, parlo con una dipendente che mi avvisa esserci un ritardo nella conclusione dei lavori e che sarò richiamato a breve dalla proprietaria dell’agenzia. Vengo correttamente richiamato entro poche ore, mi viene confermata la mancata consegna a causa di ritardi dei lavori causati dal continuo maltempo, mi viene data certezza della consegna entro i primi giorni di maggio. In accordo con la mia compagna decidiamo di non rompere l’accordo potendo contare ancora su di un mese di anticipo della consegna rispetto al matrimonio. Il 6 maggio contatto nuovamente l’agenzia, mi viene comunicato che i lavori sono in via di ultimazione, e che avrei dovuto pazientare ancora. Faccio presente il mio disappunto in quanto a questo punto diventa un problema per me, sia per organizzarmi al meglio prima del matrimonio sia, a per cercare una soluzione abitativa alternativa. Non potendo più fare diversamente decidiamo di attendere la consegna dell’appartamento. Ci siamo sentiti presi in giro in quanto a marzo potevamo chiedere la restituzione del doppio della caparra e cercarci con calma una nuova sistemazione. La consegna dell’abitazione non avviene neppure entro la data del matrimonio. A fine maggio otteniamo di visitare l’appartamento per vedere lo stato dei lavori, che risultano non ultimati, durante questo incontro, faccio presente che la nostra prima notte di nozze io e mia moglie non avremo una casa dove dormire a meno di dormire separati dai nostri rispettivi genitori. La proprietà dell’appartamento si offre di pagare per le due notti prima della nostra partenza per il viaggio di nozze (il 10 giugno) un pernottamento in un residence a Lendinara, decidiamo di rifiutare per essere liberi di trascorrere la nostra prima notte di nozze in un luogo di nostra scelta. Veniamo rassicurati che al ritorno dal viaggio (il 20 giugno) la casa sarebbe stata consegnata. Al nostro ritorno dal viaggio di nozze ci viene consegnata copia delle chiavi dell’appartamento, che tuttavia riteniamo di non abitare (nonostante fossimo invitati a farlo) in quanto ancora facente parte del cantiere lavori dell’intero residence, non è stato possibile stipulare il contratto di locazione in quanto deve essere ancora fatto il rogito dell’immobile, sono presenti presso l’abitazione operai che lavorano presso gli altri appartamenti, nel parcheggio è posizionato il bagno chimico del cantiere, mancano gli allacciamenti ad alcuni impianti (gas, acqua collegata al cantiere e non a contatore personale). L’agenzia immobiliare ci invita ad utilizzare l’appartamento, noi ribadiamo che preferiamo accedere solo per cominciare a sistemare le nostre cose, non potendola considerare a casa nostra, mancando addirittura il gas, lei ribadisce che tanto la doccia si può fare fredda. Decidiamo nonostante tutto di pazientare convinti che i lavori potessero essere ultimati in breve tempo. Sin dal primo accesso all’appartamento ci rendiamo conto che neppure all’interno i lavori sono ultimati. Manca una porta della quale erano state sbagliate le misure, mancano i cassetti della cucina che non erano arrivati, manca un termosifone in bagno, manca la copertura dei posti auto. L’arredamento, che l’immobiliare aveva definito “completo ed elegante” presenta parte di mobilio usato e recuperato, oltreché minimale nella quantità; contrariamente a quanto programmato decidiamo quindi di acquistare a nostre spese il mobilio necessario alle nostre esigenze (alcune sedie in quanto ve ne erano solo quattro, un mobile soggiorno in quanto era composto da due mobiletti di recupero, un divano ulteriore in quanto ve ne era solamente uno di piccole dimensioni, un comò per la camera da letto in quanto non sapevamo dove mettere alcune parti dell’abbigliamento, un mobile per il bagno in quanto era arredato solo di specchio e portascugamani). Avendo finalmente occasione di parlare con la proprietà mi viene spiegato che sin da marzo per loro era chiaro che non avrebbero potuto consegnare l’immobile prima di luglio, affermano di aver spiegato ciò all’immobiliare, comunicandole al contempo la disponibilità a liberare noi dall’accordo restituendo la caparra con gli oneri previsti, cosa che l’immobiliare non ci ha mai comunicato. La proprietà aggiunge invece di aver sempre subito pressanti richieste dall’immobiliare affinché consegnasse la casa il più presto possibile. Dal 3 luglio 2013, dopo aver trascorso numerosi giorni ospiti ognuno dei propri genitori (appena sposa ti già obbligati a dormire separati), siamo chiamati a firmare il contratto e prendere definitivo possesso dell’appartamento. Anche in questo caso alcune sorprese. Il contratto non può partire da subito per i già accennati problemi di rogito, lo firmiamo quindi privo della data che sarà apposta in seguito con decorso da primo agosto. Mi comunicano che per il mese di luglio avremmo dovuto versare la mensilità dell’affitto in contanti senza ricevuta; non potendo attendere un altro mese a casa dei genitori accettiamo senza molta convinzione, ma ci trovavamo in condizioni di emergenza, privi di soluzioni alternative a quelle prospettateci nel la situazione di necessità nella quale ci avevano portato con l’inganno. Alla lettura del contratto prima della firma sento nominare il termine “posti auto scoperti”, mi permetto di fermare la lettura e faccio presente che, come scritto nel preliminare, i posti auto devono essere coperti e che tale fattore era per me indispensabile, in caso contrario non avrei scelto l’appartamento indirizzandomi altrove sin da subito. Mi viene risposto che sarà scritto così per motivi legati all’accatastamento, che in tal modo era stato fatto nel residence limitrofo dove vive la proprietà e che erano stati coperti successivamente senza problemi con tettoia, che stavano valutando il tipo di copertura da fare, rassicurandomi sul fatto che il lavoro sarebbe stato fatto. Ancora una volta nell’impossibilità di rinunciare per cercare un nuovo alloggio abbiamo dovuto fidarci firmando il contratto con posti scoperti, contrariamente a quanto indicato nel precontratto e nell’annuncio dell’immobiliare. Nel mese di luglio viviamo nell’appartamento da “abusivi”, non possiamo portare la residenza, dovendo rinunciare a richiedere il servizio di raccolta rifiuti al comune. Siamo pertanto costretti a portare i rifiuti presso le abitazioni dei nostri genitori. Nel frattempo ad ogni maltempo temiamo per le automobili, una sera grandina per fortuna senza danneggiare i veicoli. Dobbiamo tuttavia rinunciare alla moto ed alle biciclette, per utilizzare le quali dobbiamo spostarci presso casa dei miei genitori dove le abbiamo dovute lasciare per non esporle alle intemperie. Tra i disagi dobbiamo inoltre aggiungere il fatto che ripetutamente ci viene richiesto di dare disponibilità agli operai che passavano per fare qualche ultimazione dei lavori: elettricista che chiude una presa aperta, idraulico che carica l’impianto, serramentista che monta una porta, idraulico che monta il termosifone. Ogni volta abbiamo dovuto chiedere permessi lavorativi o rinunciare ad altre attività per attendere operai che a volte non si son presentati, mentre i lavori avrebbero dovuto essere conclusi prima della consegna dell’appartamento. Nonostante i disagi e l’assenza di servizi richiesti (posti auto coperti) abbiamo corrisposto i canoni di affitto pieni come concordato. A luglio per contanti, da agosto con bonifico bancario, senza avere alcuna riduzione di importo. Una sera al ritorno dal lavoro troviamo sul pianerottolo, vicino alla porta di casa la porta scorrevole mancante in soggiorno, il serramentista l’aveva appoggiata li in nostra assenza. Chiamo la titolare avvisandola che non mi sarei ritenuto responsabile di possibili incidenti o danni dato che in quei giorni non sarei stato disponibile per aprire l’appartamento in quanto impossibilitata causa lavoro, obiettando che quella era una abitazione e non più un cantiere. Dopo aver cercato una soluzione insieme offro la disponibilità a consegnare chiave di casa alla proprietaria, che avrebbe aperto i montatori della porta in mia vece. Così abbiamo fatto e la sera successiva ho ritirato senza problemi la chiave. Solo a distanza di vari giorni, abbassandomi a terra per togliere pelucchi incastrati sotto la porta, mi sono accordo di una lieve ammaccatura allo spigolo della porta. In quei giorni stavamo definendo con l’immobiliare l’inventario dell’abitazione, ho informato pertanto di questo difetto e concordato che avrei inviato una foto dello stesso da allegare all’inventario. Dopo qualche giorno vengo richiamato dall’immobiliare, che mi obietta il fatto che avrei avvisato troppo tardi del difetto; ribadisco che al montaggio era presente la proprietà e che avendola accettata con tale difetto per me non era un problema, permettendomi di segnalarlo solo per evitare mi potesse essere attribuita in futuro una qualsiasi colpa. Arrabbiato per la mancanza di fiducia chiedo un incontro con la proprietaria dell’agenzia, che si presenta a casa mia il giorno successivo. Una volta verificato l’esiguo difetto della porta, ribadisco che mi sento preso in giro in quanto in due mesi avevo ancora le stesse mancanze: mancanza dei posti auto coperti, mancanza dei cassetti della cucina, mancanza del termosifone in bagno, calcando soprattutto sul primo dei problemi. Lei, in modo aggressivo mi risponde che se non sto bene possiamo andarcene, che al prezzo che paghiamo non troveremo nulla. Chiedo a questo punto se posso chiedere i danni all’agenzia immobiliare, in quanto ritengo abbia in primo luogo pubblicato un annuncio ingannevole (ne allego copia ), in secondo luogo ci abbia continuamente raccontato falsità per farci arrivare ad un punto in cui non avremmo potuto far altro che accettare le cose fornite, presi dalla necessità di aver almeno un tetto sulla testa. In questo modo abbiamo dovuto sopportare danni economici (paghiamo per servizi che non abbiamo, abbiamo pagato un albergo per la nostra prima notte di nozze e morali (preoccupazioni prima e dopo il matrimonio, disagi per approntare l’appartamento quando eravamo già rientrati al lavoro, corse per arredare una casa semivuota, discussioni tra due novelli sposi, quasi due settimane dormendo separati dopo il matrimonio, perdite di tempo per lavori da completare da parte degli operai, pulizie delle parti comuni per togliere lo sporco lasciato dagli operai del cantiere, vivere in cantiere con annessi rumori). Vorrei sapere se firmando quel contratto abbiamo accettato tutte le condizioni senza poter avanzare richieste in seguito o se la responsabilità dell’immobiliare per quanto abbiamo attraversato siano individuabili.
Ecco l’annuncio:
In verità:
appartamento di 56mq, arredamento minimale con mobili in parte di recupero in parte Ikea, posti auto non coperti. Disponibile non a primavera ma a estate piena.
Grazie per l’aiuto che saprete darmi.
Cordiali saluti.
Alessandro, da Lendinara (RO)
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio in merito al comportamento da tenere con una agenzia immobiliare che ritengo abbia operato in modo poco trasparente nei miei confronti e che mi ha causato e mi sta causando notevoli disagi. Per essere preciso ho riassunto il tutto nel file allegato. Ringrazio sin da ora per l'attenzione che riceverò, sperando che la mia esperienza possa essere di aiuto ad altri cittadini che eventualmente venissero a trovarsi in analoga situazione.
Cordialmente
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Nel mese di novembre 2012 io e la mia futura moglie ci rechiamo presso una agenzia immobiliare del paese nel quale cercavamo una abitazione in quanto interessati alla ricerca di un appartamento in affitto. Parlando con la titolare dell’agenzia esprimiamo le seguenti esigenze:
- Appartamento arredato completamente (non intendiamo restare per molti anni e vorremmo evitare le noie di un trasloco di mobili) in buone condizioni, avente 2 stanze letto o 1 stanza letto più disbrigo.
- Avente garage o tettoia coperta (abbiamo due auto recenti, moto, biciclette e vorremmo poter mettere al riparo le nostre cose)
- Avente disponibilità ad ospitare animali (ho un cane che vive con i miei genitori ma potrebbe capitarmi di poterlo tenere per alcuni periodi con me)
- Disponibile massimo entro il mese di aprile 2013 in quanto l’8 giugno 2013 ci saremmo sposati e volevamo prendere possesso dell’appartamento qualche mese prima per sistemare le nostre cose e definire tutta la burocrazia (residenza, forniture, ecc).
- Spesa mensile di circa € 450,00 Dopo aver visionato alcuni appartamenti che, per una caratteristica o per l’altra non rispondevano alle nostre esigenze, ci viene mostrata la soluzione dell’annuncio allegato, che possiamo visionare per la prima volta “da fuori” nel mese di dicembre 2012, appurando che trattasi di ristrutturazione/nuova costruzione in atto, quindi impossibile vedere gli spazi interni in quanto cantiere. Ci diciamo interessati e disponibili ad un precontratto, previa visione degli spazi interni appena il cantiere fosse avanzato in modo da poter entrare (mancavano i pavimenti). I primi di gennaio 2013 ci contatta la titolare dell’agenzia, prendiamo visione dell’interno dell’appartamento, che si trovava allo stato grezzo ma, rassicurati dalla consegna entro il mese di marzo, decidiamo di concludere un impegno scritto. Ci trasferiamo quindi presso l’agenzia e viene concluso un impegno da parte nostra a prendere l’appartamento in affitto con la clausola della consegna entro il 31/03/2013, con versamento di caparra pari a tre mensilità (ossia € 420 x 3). Il 20 marzo 2013, passando davanti al cantiere ci rendiamo conto che lo stato esterno dei lavori è fermo come lo avevamo visto a gennaio, decido quindi di contattare l’agenzia per assicurarmi dello stato della consegna, la titolare ci risponde di non preoccuparci, che comunque non era il 31 marzo. Il 31 marzo contatto nuovamente l’agenzia chiedendo l’appuntamento per la stipula del contratto e la consegna dell’immobile, la titolare non si fa ricevere al telefono, parlo con una dipendente che mi avvisa esserci un ritardo nella conclusione dei lavori e che sarò richiamato a breve dalla proprietaria dell’agenzia. Vengo correttamente richiamato entro poche ore, mi viene confermata la mancata consegna a causa di ritardi dei lavori causati dal continuo maltempo, mi viene data certezza della consegna entro i primi giorni di maggio. In accordo con la mia compagna decidiamo di non rompere l’accordo potendo contare ancora su di un mese di anticipo della consegna rispetto al matrimonio. Il 6 maggio contatto nuovamente l’agenzia, mi viene comunicato che i lavori sono in via di ultimazione, e che avrei dovuto pazientare ancora. Faccio presente il mio disappunto in quanto a questo punto diventa un problema per me, sia per organizzarmi al meglio prima del matrimonio sia, a per cercare una soluzione abitativa alternativa. Non potendo più fare diversamente decidiamo di attendere la consegna dell’appartamento. Ci siamo sentiti presi in giro in quanto a marzo potevamo chiedere la restituzione del doppio della caparra e cercarci con calma una nuova sistemazione. La consegna dell’abitazione non avviene neppure entro la data del matrimonio. A fine maggio otteniamo di visitare l’appartamento per vedere lo stato dei lavori, che risultano non ultimati, durante questo incontro, faccio presente che la nostra prima notte di nozze io e mia moglie non avremo una casa dove dormire a meno di dormire separati dai nostri rispettivi genitori. La proprietà dell’appartamento si offre di pagare per le due notti prima della nostra partenza per il viaggio di nozze (il 10 giugno) un pernottamento in un residence a Lendinara, decidiamo di rifiutare per essere liberi di trascorrere la nostra prima notte di nozze in un luogo di nostra scelta. Veniamo rassicurati che al ritorno dal viaggio (il 20 giugno) la casa sarebbe stata consegnata. Al nostro ritorno dal viaggio di nozze ci viene consegnata copia delle chiavi dell’appartamento, che tuttavia riteniamo di non abitare (nonostante fossimo invitati a farlo) in quanto ancora facente parte del cantiere lavori dell’intero residence, non è stato possibile stipulare il contratto di locazione in quanto deve essere ancora fatto il rogito dell’immobile, sono presenti presso l’abitazione operai che lavorano presso gli altri appartamenti, nel parcheggio è posizionato il bagno chimico del cantiere, mancano gli allacciamenti ad alcuni impianti (gas, acqua collegata al cantiere e non a contatore personale). L’agenzia immobiliare ci invita ad utilizzare l’appartamento, noi ribadiamo che preferiamo accedere solo per cominciare a sistemare le nostre cose, non potendola considerare a casa nostra, mancando addirittura il gas, lei ribadisce che tanto la doccia si può fare fredda. Decidiamo nonostante tutto di pazientare convinti che i lavori potessero essere ultimati in breve tempo. Sin dal primo accesso all’appartamento ci rendiamo conto che neppure all’interno i lavori sono ultimati. Manca una porta della quale erano state sbagliate le misure, mancano i cassetti della cucina che non erano arrivati, manca un termosifone in bagno, manca la copertura dei posti auto. L’arredamento, che l’immobiliare aveva definito “completo ed elegante” presenta parte di mobilio usato e recuperato, oltreché minimale nella quantità; contrariamente a quanto programmato decidiamo quindi di acquistare a nostre spese il mobilio necessario alle nostre esigenze (alcune sedie in quanto ve ne erano solo quattro, un mobile soggiorno in quanto era composto da due mobiletti di recupero, un divano ulteriore in quanto ve ne era solamente uno di piccole dimensioni, un comò per la camera da letto in quanto non sapevamo dove mettere alcune parti dell’abbigliamento, un mobile per il bagno in quanto era arredato solo di specchio e portascugamani). Avendo finalmente occasione di parlare con la proprietà mi viene spiegato che sin da marzo per loro era chiaro che non avrebbero potuto consegnare l’immobile prima di luglio, affermano di aver spiegato ciò all’immobiliare, comunicandole al contempo la disponibilità a liberare noi dall’accordo restituendo la caparra con gli oneri previsti, cosa che l’immobiliare non ci ha mai comunicato. La proprietà aggiunge invece di aver sempre subito pressanti richieste dall’immobiliare affinché consegnasse la casa il più presto possibile. Dal 3 luglio 2013, dopo aver trascorso numerosi giorni ospiti ognuno dei propri genitori (appena sposa ti già obbligati a dormire separati), siamo chiamati a firmare il contratto e prendere definitivo possesso dell’appartamento. Anche in questo caso alcune sorprese. Il contratto non può partire da subito per i già accennati problemi di rogito, lo firmiamo quindi privo della data che sarà apposta in seguito con decorso da primo agosto. Mi comunicano che per il mese di luglio avremmo dovuto versare la mensilità dell’affitto in contanti senza ricevuta; non potendo attendere un altro mese a casa dei genitori accettiamo senza molta convinzione, ma ci trovavamo in condizioni di emergenza, privi di soluzioni alternative a quelle prospettateci nel la situazione di necessità nella quale ci avevano portato con l’inganno. Alla lettura del contratto prima della firma sento nominare il termine “posti auto scoperti”, mi permetto di fermare la lettura e faccio presente che, come scritto nel preliminare, i posti auto devono essere coperti e che tale fattore era per me indispensabile, in caso contrario non avrei scelto l’appartamento indirizzandomi altrove sin da subito. Mi viene risposto che sarà scritto così per motivi legati all’accatastamento, che in tal modo era stato fatto nel residence limitrofo dove vive la proprietà e che erano stati coperti successivamente senza problemi con tettoia, che stavano valutando il tipo di copertura da fare, rassicurandomi sul fatto che il lavoro sarebbe stato fatto. Ancora una volta nell’impossibilità di rinunciare per cercare un nuovo alloggio abbiamo dovuto fidarci firmando il contratto con posti scoperti, contrariamente a quanto indicato nel precontratto e nell’annuncio dell’immobiliare. Nel mese di luglio viviamo nell’appartamento da “abusivi”, non possiamo portare la residenza, dovendo rinunciare a richiedere il servizio di raccolta rifiuti al comune. Siamo pertanto costretti a portare i rifiuti presso le abitazioni dei nostri genitori. Nel frattempo ad ogni maltempo temiamo per le automobili, una sera grandina per fortuna senza danneggiare i veicoli. Dobbiamo tuttavia rinunciare alla moto ed alle biciclette, per utilizzare le quali dobbiamo spostarci presso casa dei miei genitori dove le abbiamo dovute lasciare per non esporle alle intemperie. Tra i disagi dobbiamo inoltre aggiungere il fatto che ripetutamente ci viene richiesto di dare disponibilità agli operai che passavano per fare qualche ultimazione dei lavori: elettricista che chiude una presa aperta, idraulico che carica l’impianto, serramentista che monta una porta, idraulico che monta il termosifone. Ogni volta abbiamo dovuto chiedere permessi lavorativi o rinunciare ad altre attività per attendere operai che a volte non si son presentati, mentre i lavori avrebbero dovuto essere conclusi prima della consegna dell’appartamento. Nonostante i disagi e l’assenza di servizi richiesti (posti auto coperti) abbiamo corrisposto i canoni di affitto pieni come concordato. A luglio per contanti, da agosto con bonifico bancario, senza avere alcuna riduzione di importo. Una sera al ritorno dal lavoro troviamo sul pianerottolo, vicino alla porta di casa la porta scorrevole mancante in soggiorno, il serramentista l’aveva appoggiata li in nostra assenza. Chiamo la titolare avvisandola che non mi sarei ritenuto responsabile di possibili incidenti o danni dato che in quei giorni non sarei stato disponibile per aprire l’appartamento in quanto impossibilitata causa lavoro, obiettando che quella era una abitazione e non più un cantiere. Dopo aver cercato una soluzione insieme offro la disponibilità a consegnare chiave di casa alla proprietaria, che avrebbe aperto i montatori della porta in mia vece. Così abbiamo fatto e la sera successiva ho ritirato senza problemi la chiave. Solo a distanza di vari giorni, abbassandomi a terra per togliere pelucchi incastrati sotto la porta, mi sono accordo di una lieve ammaccatura allo spigolo della porta. In quei giorni stavamo definendo con l’immobiliare l’inventario dell’abitazione, ho informato pertanto di questo difetto e concordato che avrei inviato una foto dello stesso da allegare all’inventario. Dopo qualche giorno vengo richiamato dall’immobiliare, che mi obietta il fatto che avrei avvisato troppo tardi del difetto; ribadisco che al montaggio era presente la proprietà e che avendola accettata con tale difetto per me non era un problema, permettendomi di segnalarlo solo per evitare mi potesse essere attribuita in futuro una qualsiasi colpa. Arrabbiato per la mancanza di fiducia chiedo un incontro con la proprietaria dell’agenzia, che si presenta a casa mia il giorno successivo. Una volta verificato l’esiguo difetto della porta, ribadisco che mi sento preso in giro in quanto in due mesi avevo ancora le stesse mancanze: mancanza dei posti auto coperti, mancanza dei cassetti della cucina, mancanza del termosifone in bagno, calcando soprattutto sul primo dei problemi. Lei, in modo aggressivo mi risponde che se non sto bene possiamo andarcene, che al prezzo che paghiamo non troveremo nulla. Chiedo a questo punto se posso chiedere i danni all’agenzia immobiliare, in quanto ritengo abbia in primo luogo pubblicato un annuncio ingannevole (ne allego copia ), in secondo luogo ci abbia continuamente raccontato falsità per farci arrivare ad un punto in cui non avremmo potuto far altro che accettare le cose fornite, presi dalla necessità di aver almeno un tetto sulla testa. In questo modo abbiamo dovuto sopportare danni economici (paghiamo per servizi che non abbiamo, abbiamo pagato un albergo per la nostra prima notte di nozze e morali (preoccupazioni prima e dopo il matrimonio, disagi per approntare l’appartamento quando eravamo già rientrati al lavoro, corse per arredare una casa semivuota, discussioni tra due novelli sposi, quasi due settimane dormendo separati dopo il matrimonio, perdite di tempo per lavori da completare da parte degli operai, pulizie delle parti comuni per togliere lo sporco lasciato dagli operai del cantiere, vivere in cantiere con annessi rumori). Vorrei sapere se firmando quel contratto abbiamo accettato tutte le condizioni senza poter avanzare richieste in seguito o se la responsabilità dell’immobiliare per quanto abbiamo attraversato siano individuabili.
Ecco l’annuncio:
In verità:
appartamento di 56mq, arredamento minimale con mobili in parte di recupero in parte Ikea, posti auto non coperti. Disponibile non a primavera ma a estate piena.
Grazie per l’aiuto che saprete darmi.
Cordiali saluti.
Alessandro, da Lendinara (RO)
Risposta ADUC
potrete chiedere all'agenzia i danni che avete subito per loro colpa. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Faccia una segnalazione al Garante della concorrenza e del mercato per pratica commerciale scorretta: http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html#wrapper
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Faccia una segnalazione al Garante della concorrenza e del mercato per pratica commerciale scorretta: http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html#wrapper
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