Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

consiglio legale posizione debitoria

5 febbraio 2013
Domanda 5 febbraio 2013
buongiorno,
dipendente bancaria dal 1982,nubile,figlio a carico nato nel 1998. nel 2008, per gravi problemi psicologici personali ho dovuto accedere al credito da una finanziaria. con la mia banca avevo gia' prestiti, circa 400 eur mensili,tasso agevolato per circa 40000,00 euro. dalla finanziaria ho ottenuto 50.000 euro, una finanziaria associata per partecipazioni al 30% alla mia banca. tengo a precisare che, nel sistema creditizio i prestiti in essere contratti con la mia banca, non appaiono. o almeno penso, rata 600 euro. 2010 la mia situazione personale e' ancora devastante, brevemente, ho subito frodi molto gravi anche da maghi e cartomanti. accedo ancora al credito per 25000, euro da un altra finanziari. rata 400. euro. stipendio 2000,00 euro rata banca 400 euro, prima finanziaria 600 euro seconda finanziaria 470 euro affitto 480 euro. situazione insostenibile. 2010 incomincio a far presente al mio istituto la situazione.ho subito da quel momento qualsiasi vessazione possibile, sospetti, perdita di fiducia, sono stata declassata e penalizzata nelle mansioni, ma nessun aiuto. 2011 2012 ho usato le carte delle finanziarie per pagare le rate e ho dato fondo a tutto quello che avevo. chiedo riconsolidamenti alle finanziarie, ottenuti ma con poco beneficio, riparlo con la mia banca. altre vessazioni e umiliazioni. dicembre del 2012 la banca mi revoca un fido di cassa di 10000m euro e mi congela lo stipendio, non ho potuto prelevare niente,era gia' da settembre che non pagavo le finanziarie e tutte le bollette e ho dovuto chiedere aiuto ai parenti. gennaio 2013 altro stipendio congelato, per prelevare 100 euro del mio stipendio, ho dovuto pregare i miei superiori.ho chiesto parte della mia liquidazione e la banca si e' pagata lo scoperto del conto, tengo a preisare che, non posso che ottenere lo stipendio se non accreditato al conto della mia banca ovviamente e che sono assolutamente obbligata a pagare, prima il loro debito di 400 euro e poi mangiare io e mio figlio. e' di questa mattina l ennesima notizia che la banca non mi aiuta, se non con una firma di un garante che non ho. rischio il decreto ingiuntivo da parte delle finanziarie e il tracollo decisivo per me e per mio figlio. non so come uscire da questa incubo. teniamo presente che, con i soldi che ho versato nel mese di dicembre 2012 avrei potuto chiudere con un saldo e stralcio di una finanziaria, e l'avevo gia' concordato, ma la mia banca, revocandomi il fido me l'ha impedito. penso di essere vittima di una grande ingiustizia senza via d uscita. da dipendente bancario non posso chiedere aiuto a privati,vengo controllata come una ladra e e ora che potrei essere piu' serena, mi rendo conto che la mia vita e' finita. vi chiedo un aiuto legale per me e per mio figlio grazie
Lucia, da Tortona (ALESSANDRIA)

Risposta ADUC
Dalla situazione che descrive, sottolineiamo un punto che di sicuro avrà già considerato, ovvero il punto di forza che deriva dal fatto che non ha altri beni aggredibili dai creditori. Ed infatti una finanziaria era disposta, come del resto quasi sempre avviene, a transare la situazione con una operazione di "saldo e stralcio".
In situazioni come quella in cui versa è fondamentale il dialogo con le controparti, che evita ad entrambe il doversi sobbarcare in spese evitabili.
Facciamo notare che da pochissimo è stata estesa la funzione anti-usura che fa capo alle prefetture, le quali ora possono chiedere l'intervento dell'Arbitro Bancario Finanziario per questioni relative alla valutazione del merito di credito del cliente. La condizione in cui si trova potrebbe essere considerata tale, poiché gli odierni comportamenti sono figli della valutazione del merito della cliente. Vero anche che la banca può rispondere di aver adottato determinate misure per via del mancato rispetto delle scadenze.
Una strada del genere potrebbe però servire per ammorbidire la banca, che certo non è contenta dell'intervento della prefettura e dell'Arbitro Bancario Finanziario.
Trattandosi di una dipendente, poi, la questione potrebbe essere inquadrata anche dal punto di vista sindacale.
Riguardo le singole posizioni debitorie, una strada può essere quella di contrattare un saldo e stralcio (o soluzione analoga come l'allungamento delle scadenze con contestuale calo degli importi delle rate) per ciascuna di esse, ovvio però che si deve essere poi in grado di rispettare le nuove condizioni.
Un'arma da usare è quella, in caso di estinzione, che attribuisce al cliente il diritto a vedersi restituire la quota-parte di premio assicurativo versata con premio unico anticipato ed anche, con le medesime condizioni, le eventuali spese prelevate tutte all'inizio ma riferite all'intero piano di versamenti.
Ci contatti pure nuovamente, per qualsiasi chiarimento.
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