Cara ADUC
Connessioni involontarie
Domanda
10 novembre 2010
Buongiorno,
sono un ex-cliente Vodafone che possedeva 2 contratti abbonamento privati con la stessa. Su di un numero mi veniva fatta una offerta vantaggiosa,compreso 150 ore mensili ripartite in 5 ore giornaliere di navigazione internet tramite cellulare, non me ne faccio nulla ma me la regalano. E fin qui tutto bene. Nell'altro numero, veniva previsto solo una riduzione a metà dell'importo senza nessun'altra promozione. Il numero più utilizzato risulta essere quello con più promozioni, mentre l'altro ha un utilizzo minore. Verso ottobre 2009 mi veniva presentata una fattura con importo di quasi 700 euro che riguardava l'utilizzo di internet per centinaia di ore sul numero che non aveva promozioni. Connessioni involontarie del telefono che partivano in automatico ma senza realmente utilizzarle, quindi senza navigazione. Cerco di parlare con qualcuno in Vodafone, ma oltre al call center non riesco ad andare. Mi contatta finalmente l'amministrazione, che non sa cosa dirmi e ogni tanto cade la linea, poi silenzio. Nel frattempo la fattura non viene pagata e ne arriva un'altra di 400 euro sempre carica di minuti di connessione involontaria rivolti al numero meno utilizzato e senza promozioni. Io a gennaio 2010 cambio indirizzo, e compagnia telefonica intestando i numeri a mio padre, ovviamente Vodafone non lo sa, e non mi preoccupo di avvertirla. Verso marzo-aprile 2010 comincio ad essere contattato da un recupero crediti di Roma, dove pago solo il costo effettivo delle 2 bollette, circa 350 euro, stornando il costo dei minuti internet che io non ho mai utilizzato. Poi di nuovo silenzio. Dal silenzio si fa sotto un altro recupero crediti di Milano, dicendomi con modi abbastanza aggressivi che mi ha inviato vari solleciti, che io non ho mai ricevuto per via del cambio indirizzo, minacciando di azioni legali se non pago. Non ne tengo conto e proseguo. Questa estate mi contatta la GE.RI, presentandosi come gestione rischi Vodafone e anche questa, minacciando azioni legali mi intima il pagamento della rimanenza proponendomi il saldo e stralcio a 315 euro, che io non pago. Minaccia di azione legale ma lascio correre. Sabato mattina 6 novembre, vengo contattato da una persona con numero privato( credo sempre GE.RI) che dice di chiamare per conto dello studio legale e di voler risolvere in via bonaria il contenzioso, proponendomi sempre il saldo e stralcio a 315 euro. Mi spiega come fare e dandomi il numero di fax, facendo una ricerca, scopro sempre che è la GE.RI.. Facendo ricerche su internet,ho scoperto vari casi di contenzioso con svariate compagnie telefoniche e il nome di GE.RI. appare spesso e volentieri con critiche abbastanza negative. Poi scopro che l'AGCOM ha deciso di stoppare le bollette per chi si connette erroneamente tramite rete 3G, adottando la linea imposta dall’Unione Europea che ha introdotto un limite temporale di connessione oltre il quale i gestori debbono provvedere a bloccare la linea. Come mi comporto?
Alessandro, da Padova
sono un ex-cliente Vodafone che possedeva 2 contratti abbonamento privati con la stessa. Su di un numero mi veniva fatta una offerta vantaggiosa,compreso 150 ore mensili ripartite in 5 ore giornaliere di navigazione internet tramite cellulare, non me ne faccio nulla ma me la regalano. E fin qui tutto bene. Nell'altro numero, veniva previsto solo una riduzione a metà dell'importo senza nessun'altra promozione. Il numero più utilizzato risulta essere quello con più promozioni, mentre l'altro ha un utilizzo minore. Verso ottobre 2009 mi veniva presentata una fattura con importo di quasi 700 euro che riguardava l'utilizzo di internet per centinaia di ore sul numero che non aveva promozioni. Connessioni involontarie del telefono che partivano in automatico ma senza realmente utilizzarle, quindi senza navigazione. Cerco di parlare con qualcuno in Vodafone, ma oltre al call center non riesco ad andare. Mi contatta finalmente l'amministrazione, che non sa cosa dirmi e ogni tanto cade la linea, poi silenzio. Nel frattempo la fattura non viene pagata e ne arriva un'altra di 400 euro sempre carica di minuti di connessione involontaria rivolti al numero meno utilizzato e senza promozioni. Io a gennaio 2010 cambio indirizzo, e compagnia telefonica intestando i numeri a mio padre, ovviamente Vodafone non lo sa, e non mi preoccupo di avvertirla. Verso marzo-aprile 2010 comincio ad essere contattato da un recupero crediti di Roma, dove pago solo il costo effettivo delle 2 bollette, circa 350 euro, stornando il costo dei minuti internet che io non ho mai utilizzato. Poi di nuovo silenzio. Dal silenzio si fa sotto un altro recupero crediti di Milano, dicendomi con modi abbastanza aggressivi che mi ha inviato vari solleciti, che io non ho mai ricevuto per via del cambio indirizzo, minacciando di azioni legali se non pago. Non ne tengo conto e proseguo. Questa estate mi contatta la GE.RI, presentandosi come gestione rischi Vodafone e anche questa, minacciando azioni legali mi intima il pagamento della rimanenza proponendomi il saldo e stralcio a 315 euro, che io non pago. Minaccia di azione legale ma lascio correre. Sabato mattina 6 novembre, vengo contattato da una persona con numero privato( credo sempre GE.RI) che dice di chiamare per conto dello studio legale e di voler risolvere in via bonaria il contenzioso, proponendomi sempre il saldo e stralcio a 315 euro. Mi spiega come fare e dandomi il numero di fax, facendo una ricerca, scopro sempre che è la GE.RI.. Facendo ricerche su internet,ho scoperto vari casi di contenzioso con svariate compagnie telefoniche e il nome di GE.RI. appare spesso e volentieri con critiche abbastanza negative. Poi scopro che l'AGCOM ha deciso di stoppare le bollette per chi si connette erroneamente tramite rete 3G, adottando la linea imposta dall’Unione Europea che ha introdotto un limite temporale di connessione oltre il quale i gestori debbono provvedere a bloccare la linea. Come mi comporto?
Alessandro, da Padova
Risposta ADUC
la delibera Agcom riguarda il caso di utenti che hanno una soglia di traffico in abbonamento e lo sforano, senza che il gestore segnali l'approssimarsi del limite. il suo caso ci pare diverso: se il problema dipende dal suo telefono, non ne e' responsabile il gestore, se non nella misura in cui doveva per buona fede nell'esecuzione del contratto, segnalarle del traffico anomalo.
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