Cara ADUC
Condominio
Domanda
18 settembre 2008
Spett.ADUC
Mia moglie e' proprietaria di un alloggio al piano terra di uno stabile
con giardino composto da sei alloggi in Liguria.
Da anni andiamo molto di rado anzi,quest'anno non ci siamo proprio mai andati.
Per questo gli altri proprietari che sono assidui frequentatori dello stabile fanno da padroni.
Non esiste un regolamento di condominio e neppure un amministratore nominato ma solo un comproprietario che a fine anno si incarica di conteggiare e ripartire le spese sostenute seguendo una vecchia e secondo me ormai imprecisa ripartizione millesimale (sono avvenute variazioni degli interni). Questa attribuzione dei millesimi e' riportata sull'atto notarile di acquisto unico per tutti.
Su questo documento non esiste alcun accenno ad un regolamento condominiale ma solo espressa la superficie millesimale per ciascun alloggio e l'indicazione dei vani in comproprieta'(centrale termica, un magazzino ed un gabinetto). Nessun regolamento venne poi fatto successivamente.
Ultimamente gli altri comproprietari hanno deciso di abbattere un vano in precarie condizioni statiche costruito da loro stessi subito dopo l'acquisto dello stabile (trenta anni fa).In effetti avevano chiuso con muratura le relative porte una preesistente tettoia formando un "ricetto" al fine di creare una entrata coperta antistante la loro scala di ingresso.(lavori dei quali non sembra esista concessione edilizia.)
Alla scala noi non abbiamo accesso perche' la nostra entrata e' un'altra. A questi lavori,dietro Vostro suggerimento per averVi gia' posto il quesito, abbiamo risposto che non intendevamo partecipare in relazione a quanto previsto dall'art.1123.del Cod.Civ.
Nonostante cio' gli altri comproprietari, hanno iniziato i lavori di abbattimento dei muri del ricetto, lasciandone solo la copertura ed i pilastri portanti riportando così tutto come all'origine percio' il tutto e' da ritenersi un ripristino dei luoghi.
Di questo ci avevano informati che stavano eseguendo i lavori.
Il fatto piu strabiliante e' che hanno eseguito lavori di ricostruzione dei marciapiedi,sistemazione del giardino,illuminazione dello stesso,creazione di posti auto con percorso di queste ultime oltretutto davanti alla nostra entrata, messa in opera di una centralina con temporizzatore per il cancello automatico, interventi sulle fogne,ripristino di parte della facciata, per un totale di 24000 euro,TUTTO A NOSTRA INSAPUTA TANTO DA VENIRE A CONOSCENZA DELL'ACCADUTO ALLA LETTURA DEL SUCCINTO ESTRATTO CONTO PRESENTATOCI A FINE LAVORI.
A parole ci avevano invece detto che per sistemare il ricetto e qualche altro piccolo intervento occorrevano 12000 euro.
Ora il comproprietario che si incarica bonariamente di pagare le bollette e le spese dice di avere gia' ha anticipato i soldi e ci presenta il conto con la nostra quota. Noi abbiamo 254 millesimi percio'!
A questo punto intendiamo rifiutarci di pagare perche':
1) hanno deciso ed eseguito gran parte dei lavori senza neppure farcelo
sapere percio' senza un nostro parere e/o consenso
2) Che in base all'art.1123 del cod.civ. l'abbattimento della parte del ricetto non ci compete(anzi, avevano occupato un androne che era anche di
nostra comproprieta' e che ora ritorna ad essere aperto e libero come al momento dell'acquisto con un nostro diritto di passaggio sotto lo stesso
3) Le fogne non sono state riparate a dovere anzi,la cosa si e' aggravata, il bagno puzza e l'acqua del lavandino rigurgita nella vasca da bagno. (non hanno tenuto conto della nostra situazione ma si sono ripristinate le loro
Ci permettiamo percio' di chiederVi
Dobbiamo accettare le loro decisioni senza poter esprimere una nostra opinione?
E' giusto che agiscano a nostra insaputa e poi ci obbligano a pagare?
Non bisogna almeno concordare per iscritto questi lavori?
Non si presentano dei preventivi?
La fornitura delle pietre per i marciapiedi ed i lavori edili sono stati effettuati da uno dei comproprietari che e' capomastro coadiuvato da un conoscente.
Molti interventi non erano necessari. Non devono esserci le fatture di tutto?
Non si accenna neppure ad una domanda in comune per le opere edili
Cosa dobbiamo fare? Pagare e tacere?
Nel vivamente ringraziare per i preziosi consigli che ci saprete dare distintamente salutiamo.
Mia moglie e' proprietaria di un alloggio al piano terra di uno stabile
con giardino composto da sei alloggi in Liguria.
Da anni andiamo molto di rado anzi,quest'anno non ci siamo proprio mai andati.
Per questo gli altri proprietari che sono assidui frequentatori dello stabile fanno da padroni.
Non esiste un regolamento di condominio e neppure un amministratore nominato ma solo un comproprietario che a fine anno si incarica di conteggiare e ripartire le spese sostenute seguendo una vecchia e secondo me ormai imprecisa ripartizione millesimale (sono avvenute variazioni degli interni). Questa attribuzione dei millesimi e' riportata sull'atto notarile di acquisto unico per tutti.
Su questo documento non esiste alcun accenno ad un regolamento condominiale ma solo espressa la superficie millesimale per ciascun alloggio e l'indicazione dei vani in comproprieta'(centrale termica, un magazzino ed un gabinetto). Nessun regolamento venne poi fatto successivamente.
Ultimamente gli altri comproprietari hanno deciso di abbattere un vano in precarie condizioni statiche costruito da loro stessi subito dopo l'acquisto dello stabile (trenta anni fa).In effetti avevano chiuso con muratura le relative porte una preesistente tettoia formando un "ricetto" al fine di creare una entrata coperta antistante la loro scala di ingresso.(lavori dei quali non sembra esista concessione edilizia.)
Alla scala noi non abbiamo accesso perche' la nostra entrata e' un'altra. A questi lavori,dietro Vostro suggerimento per averVi gia' posto il quesito, abbiamo risposto che non intendevamo partecipare in relazione a quanto previsto dall'art.1123.del Cod.Civ.
Nonostante cio' gli altri comproprietari, hanno iniziato i lavori di abbattimento dei muri del ricetto, lasciandone solo la copertura ed i pilastri portanti riportando così tutto come all'origine percio' il tutto e' da ritenersi un ripristino dei luoghi.
Di questo ci avevano informati che stavano eseguendo i lavori.
Il fatto piu strabiliante e' che hanno eseguito lavori di ricostruzione dei marciapiedi,sistemazione del giardino,illuminazione dello stesso,creazione di posti auto con percorso di queste ultime oltretutto davanti alla nostra entrata, messa in opera di una centralina con temporizzatore per il cancello automatico, interventi sulle fogne,ripristino di parte della facciata, per un totale di 24000 euro,TUTTO A NOSTRA INSAPUTA TANTO DA VENIRE A CONOSCENZA DELL'ACCADUTO ALLA LETTURA DEL SUCCINTO ESTRATTO CONTO PRESENTATOCI A FINE LAVORI.
A parole ci avevano invece detto che per sistemare il ricetto e qualche altro piccolo intervento occorrevano 12000 euro.
Ora il comproprietario che si incarica bonariamente di pagare le bollette e le spese dice di avere gia' ha anticipato i soldi e ci presenta il conto con la nostra quota. Noi abbiamo 254 millesimi percio'!
A questo punto intendiamo rifiutarci di pagare perche':
1) hanno deciso ed eseguito gran parte dei lavori senza neppure farcelo
sapere percio' senza un nostro parere e/o consenso
2) Che in base all'art.1123 del cod.civ. l'abbattimento della parte del ricetto non ci compete(anzi, avevano occupato un androne che era anche di
nostra comproprieta' e che ora ritorna ad essere aperto e libero come al momento dell'acquisto con un nostro diritto di passaggio sotto lo stesso
3) Le fogne non sono state riparate a dovere anzi,la cosa si e' aggravata, il bagno puzza e l'acqua del lavandino rigurgita nella vasca da bagno. (non hanno tenuto conto della nostra situazione ma si sono ripristinate le loro
Ci permettiamo percio' di chiederVi
Dobbiamo accettare le loro decisioni senza poter esprimere una nostra opinione?
E' giusto che agiscano a nostra insaputa e poi ci obbligano a pagare?
Non bisogna almeno concordare per iscritto questi lavori?
Non si presentano dei preventivi?
La fornitura delle pietre per i marciapiedi ed i lavori edili sono stati effettuati da uno dei comproprietari che e' capomastro coadiuvato da un conoscente.
Molti interventi non erano necessari. Non devono esserci le fatture di tutto?
Non si accenna neppure ad una domanda in comune per le opere edili
Cosa dobbiamo fare? Pagare e tacere?
Nel vivamente ringraziare per i preziosi consigli che ci saprete dare distintamente salutiamo.
Risposta ADUC
la situazione che ci descrive e' molto articolata ed una coniglio pratico su come affrontarla rischierebbe di rivelarsi un boomerang. Si rivolga ad un suo legale di fiducia in modo che con tutte le carte a sua disposizione possa aiutarvi nel migliore dei modi.
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Ha risposto Alessandro Gallucci: clicca qui
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