Cara ADUC
Condominio - regolamento condominiale
Domanda
5 maggio 2009
Salve,
io sono proprietario di un appartamento in un condominio di 6 unità immobiliari.
nel 1993 ci siamo dotati di regolamento condominiale, su espressa richiesta di un condomino.
In tale regolamento, redatto da un tecnico esterno, sono state inserite alcune tabelle millesimali che riguardavano il riscaldamento.
Inoltre è stato inserito l'art. 7 che così recita:
"non è ammessa alcuna rinuncia ai servizi comuni. Ciascun condomine deve contribuire alle spese di manutenzione e conservazione dell'immobile e alle spese di gestione del condominio.
Le quote spettanti ad ogni condomino devono essere corrisposte per intero anche se le unità immobiliari non sono abitate o utilizzate."
Questo regolamento è stato approvato nella riunione del luglio 1993 in cui risultava presidente proprio il condomino che aveva voluto il regolamento.
nel corso degli anni lo stesso condomino ha poi, in maniera fraudolenta, aumentato il numero degli elementi radianti nel proprio appartamento senza comunicare niente, aspettando il suo turno di amministratore per fare una riunione farsa in cui, a distanza di tre o quattro anni da quando aveva fatto la modifica, si autorizzava a fare l'ampliamento, con la compiacenza di un altro condomino che faceva la stessa operazione.
Gli altri 4 condomini abbiamo allora deciso, venuto a sapere il fatto a distanza di 8 mesi, di non procedere per il quieto vivere.
Oggi sempre quel condomino, che nel frattempo si è trasferito altrove, ci fa la richiesta di esclusione dal pagamento del riscaldamento, e sapendo che ciò viola l'articolo 7 del nostro regolamento, afferma che esso è illegale e quindi che ci conviene modificarlo.
inoltre afferma di aver sezionato la parte d'impianto che riscalda il suo appartamento.
La mia domanda è la seguente: come possiamo difenderci da costui?
Mi spiego meglio: prima ha preteso il regolamento, interagendo, e forse suggerendo modifiche, al professionista.
poi ha fraudolentemente modificato l'impianto, e questa modifica ha portato a malfunzionamenti della caldaia che si hanno costretto a costose riparazione.
oggi in ultimo chiede di non pagare le quote di riscaldamento, non per tutto l'anno, ma per i periodi in cui ha l'appartamento sfitto (quest'anno da marzo) o fino a quando lo vende.
Inoltre chiede di modificare a suo volere il regolamento.
Sarei grato se mi poteste dare la più preso una risposta, segnalandomi eventuali riferimenti normativi.
grazie
Agostino, da Mistretta (ME)
io sono proprietario di un appartamento in un condominio di 6 unità immobiliari.
nel 1993 ci siamo dotati di regolamento condominiale, su espressa richiesta di un condomino.
In tale regolamento, redatto da un tecnico esterno, sono state inserite alcune tabelle millesimali che riguardavano il riscaldamento.
Inoltre è stato inserito l'art. 7 che così recita:
"non è ammessa alcuna rinuncia ai servizi comuni. Ciascun condomine deve contribuire alle spese di manutenzione e conservazione dell'immobile e alle spese di gestione del condominio.
Le quote spettanti ad ogni condomino devono essere corrisposte per intero anche se le unità immobiliari non sono abitate o utilizzate."
Questo regolamento è stato approvato nella riunione del luglio 1993 in cui risultava presidente proprio il condomino che aveva voluto il regolamento.
nel corso degli anni lo stesso condomino ha poi, in maniera fraudolenta, aumentato il numero degli elementi radianti nel proprio appartamento senza comunicare niente, aspettando il suo turno di amministratore per fare una riunione farsa in cui, a distanza di tre o quattro anni da quando aveva fatto la modifica, si autorizzava a fare l'ampliamento, con la compiacenza di un altro condomino che faceva la stessa operazione.
Gli altri 4 condomini abbiamo allora deciso, venuto a sapere il fatto a distanza di 8 mesi, di non procedere per il quieto vivere.
Oggi sempre quel condomino, che nel frattempo si è trasferito altrove, ci fa la richiesta di esclusione dal pagamento del riscaldamento, e sapendo che ciò viola l'articolo 7 del nostro regolamento, afferma che esso è illegale e quindi che ci conviene modificarlo.
inoltre afferma di aver sezionato la parte d'impianto che riscalda il suo appartamento.
La mia domanda è la seguente: come possiamo difenderci da costui?
Mi spiego meglio: prima ha preteso il regolamento, interagendo, e forse suggerendo modifiche, al professionista.
poi ha fraudolentemente modificato l'impianto, e questa modifica ha portato a malfunzionamenti della caldaia che si hanno costretto a costose riparazione.
oggi in ultimo chiede di non pagare le quote di riscaldamento, non per tutto l'anno, ma per i periodi in cui ha l'appartamento sfitto (quest'anno da marzo) o fino a quando lo vende.
Inoltre chiede di modificare a suo volere il regolamento.
Sarei grato se mi poteste dare la più preso una risposta, segnalandomi eventuali riferimenti normativi.
grazie
Agostino, da Mistretta (ME)
Risposta ADUC
in base alla legge ogni condomino è tenuto a partecipare alle spese per la conservazione delle cose comuni e non puo' rinunciare. Nel vs. caso il vecchio condomino potrebbe al massimo chiedere di non partecipare alle spese d'uso, ma quelle di conservazione del bene e' obbligato per legge a pagarle.
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