Cara ADUC
Condominio - impugnazione delibera
Domanda
15 dicembre 2008
Questa è fresca di giornata. Un anno fa ho comprato un seminterrato uso laboratorio (non professionale) in un "minicondominio familiare". Quest'anno avrei dovuto partecipare alle prima riunione di condominio... senonché (preciso che mentre io abito a Como gli altri 3 nuclei della stessa "famiglia" abitano nello stabile in questione a Milano e a me capita di passare dal "laboratorio" poche volte al mese):
1) La convocazione all'assemblea dell'amministratore, datata 20.10.2008 (lunedì), è stata spedita via raccomandata il 24.10.2008 (venerdì) alle ore 10.58 da Milano (fa fede il timbro postale), arriva a Como e viene ricevuta il 31.10.2008 (venerdì) (data del timbro postale).
2) L'assemblea era fissata in seconda convocazione il 30.10.2008 alle ore 18.00 e l'amministratore, pur essendo a conoscenza dei miei recapiti telefonici e di cellulare non ha ritenuto necessario avvisarmi anche per questa via.
3) sembrava comunque una normale assemblea con le solite tabelle (spese sostenute, consuntivo, preventivo, ecc...), non si riscontravano cambiamenti particolari rispetto all'anno precedente, senonché al punto 4 (e ultimo) all'OdG si leggeva: "Esame ed Approvazione Preventivo spese di gestione ordinaria 2008/09 e relativo stato di riparto" (la sottolineatura e mia).
Attendo il verbale, passo da Milano, ho modo di vedere uno dei condomini che mi parla vagamente di problemi con l'amministratore e che un "piccolo" diverbio sulle spese di pulizia delle parti comuni sarebbe comunque stato risolto "amichevolmente tra di noi".
4) Arriva via posta prioritaria una lettera dell'amministratore del 25.11.2008 (spedita il 28.11.2008 alle ore 11.16) con allegata una lettera di un altro dei 3 rimanenti condomini (oltre me) in cui tra le varie perplessità esprime disaccordo sulla "nuova" ripartizione delle spese di pulizia ed energia elettrica delle parti comuni. Si può capire solo che in assemblea era stato deciso di modificare la ripartizione di queste spese non più su base millesimale ma dividendole in parti uguali sui 4 condomini. (faccio presente che il laboratorio "vale" 21.31 millesimi mentre secondo la deliberazione che non conoscevo per queste spese sarebbero diventate 250 millesimi).
5) esprimo le mie perplessità via e-mail all'amministratore e chiedo una maggiore informazione (finora non ho avuto risposta)
6) in data 04.12.2008 mi arriva finalmente una seconda raccomandata (datata 03.11.2008 e spedita giorno 11.11.2008 alle ore 10.00) con il verbale d'assemblea e la prima rata da pagare in cui si svela "l'arcano" (tutte le date sono certificate e dimostrabili):
l'amministratore dopo una deliberazione dell'assemblea sul punto 4 all'OdG di cui sopra ("Nella gestione 2008/09 le spese di pulizia ed energia elettrica verranno ripartite a testa e non a millesimi") non tiene conto né del preventivo che aveva inviato prima dell'assemblea (ripartizione a millesimi come in tutti gli esercizi precedenti) né dell'interpretazione del condomino che chiedeva la ripartizione "a testa" sui 4 proprietari, ma divide queste spese per 9, perché tante sono le unità immobiliari accatastate (3 Appartamenti, 3 Box e 3 Laboratori). Evidentemente in assemblea non era stata approvata una tabella di ripartizione di queste spese ma solo un principio di ripartizione male inteso perlomeno da uno dei 3 partecipanti.
COSA POSSO FARE?
Premetto che non sono di natura litigiosa e cerco sempre la conciliazione e l'accordo. Ho consultato già le vostre "schede" in merito, il codice civile, e mi sono fatto qualche idea in merito ai niei diritti. Per il quieto vivere farei anche qualche concessione (ma si sa,... si comincia col dito e poi.... si arriva al braccio!) secondo il sistema millesimale pagherei queste spese 66.00 euro, dividendo per 9 pagherei 344.44 euro, dividendo per 4 pagherei 775.00 euro).
1) E' possibile proporre un sistema "equo" sulla base del codice civile?
2) Nel caso di opposizione (per ora non legale) è meglio impugnare la delibera per nullità dell'assemblea a causa di una non corretta procedura di convocazione, oppure perché questo genere di deliberazione è soggetta all'approvazione unanime dei condomini (e non dei partecipanti all'assemblea)?
3) Come mi devo comportare con il pagamento delle rate ricalcolate dall'amministratore sulla base di una ripartizione fatta "a posteriori" rispetto a una deliberazione d'assemblea ambigua, senza la specificazione di una chiara tabella di ripartizione (per 4 piuttosto che per 9)?
Spero di essere stato chiaro e attendo la vostra risposta (posso impugnare la deliberazione solo entro la fine dell'anno).
Cordiali Saluti
1) La convocazione all'assemblea dell'amministratore, datata 20.10.2008 (lunedì), è stata spedita via raccomandata il 24.10.2008 (venerdì) alle ore 10.58 da Milano (fa fede il timbro postale), arriva a Como e viene ricevuta il 31.10.2008 (venerdì) (data del timbro postale).
2) L'assemblea era fissata in seconda convocazione il 30.10.2008 alle ore 18.00 e l'amministratore, pur essendo a conoscenza dei miei recapiti telefonici e di cellulare non ha ritenuto necessario avvisarmi anche per questa via.
3) sembrava comunque una normale assemblea con le solite tabelle (spese sostenute, consuntivo, preventivo, ecc...), non si riscontravano cambiamenti particolari rispetto all'anno precedente, senonché al punto 4 (e ultimo) all'OdG si leggeva: "Esame ed Approvazione Preventivo spese di gestione ordinaria 2008/09 e relativo stato di riparto" (la sottolineatura e mia).
Attendo il verbale, passo da Milano, ho modo di vedere uno dei condomini che mi parla vagamente di problemi con l'amministratore e che un "piccolo" diverbio sulle spese di pulizia delle parti comuni sarebbe comunque stato risolto "amichevolmente tra di noi".
4) Arriva via posta prioritaria una lettera dell'amministratore del 25.11.2008 (spedita il 28.11.2008 alle ore 11.16) con allegata una lettera di un altro dei 3 rimanenti condomini (oltre me) in cui tra le varie perplessità esprime disaccordo sulla "nuova" ripartizione delle spese di pulizia ed energia elettrica delle parti comuni. Si può capire solo che in assemblea era stato deciso di modificare la ripartizione di queste spese non più su base millesimale ma dividendole in parti uguali sui 4 condomini. (faccio presente che il laboratorio "vale" 21.31 millesimi mentre secondo la deliberazione che non conoscevo per queste spese sarebbero diventate 250 millesimi).
5) esprimo le mie perplessità via e-mail all'amministratore e chiedo una maggiore informazione (finora non ho avuto risposta)
6) in data 04.12.2008 mi arriva finalmente una seconda raccomandata (datata 03.11.2008 e spedita giorno 11.11.2008 alle ore 10.00) con il verbale d'assemblea e la prima rata da pagare in cui si svela "l'arcano" (tutte le date sono certificate e dimostrabili):
l'amministratore dopo una deliberazione dell'assemblea sul punto 4 all'OdG di cui sopra ("Nella gestione 2008/09 le spese di pulizia ed energia elettrica verranno ripartite a testa e non a millesimi") non tiene conto né del preventivo che aveva inviato prima dell'assemblea (ripartizione a millesimi come in tutti gli esercizi precedenti) né dell'interpretazione del condomino che chiedeva la ripartizione "a testa" sui 4 proprietari, ma divide queste spese per 9, perché tante sono le unità immobiliari accatastate (3 Appartamenti, 3 Box e 3 Laboratori). Evidentemente in assemblea non era stata approvata una tabella di ripartizione di queste spese ma solo un principio di ripartizione male inteso perlomeno da uno dei 3 partecipanti.
COSA POSSO FARE?
Premetto che non sono di natura litigiosa e cerco sempre la conciliazione e l'accordo. Ho consultato già le vostre "schede" in merito, il codice civile, e mi sono fatto qualche idea in merito ai niei diritti. Per il quieto vivere farei anche qualche concessione (ma si sa,... si comincia col dito e poi.... si arriva al braccio!) secondo il sistema millesimale pagherei queste spese 66.00 euro, dividendo per 9 pagherei 344.44 euro, dividendo per 4 pagherei 775.00 euro).
1) E' possibile proporre un sistema "equo" sulla base del codice civile?
2) Nel caso di opposizione (per ora non legale) è meglio impugnare la delibera per nullità dell'assemblea a causa di una non corretta procedura di convocazione, oppure perché questo genere di deliberazione è soggetta all'approvazione unanime dei condomini (e non dei partecipanti all'assemblea)?
3) Come mi devo comportare con il pagamento delle rate ricalcolate dall'amministratore sulla base di una ripartizione fatta "a posteriori" rispetto a una deliberazione d'assemblea ambigua, senza la specificazione di una chiara tabella di ripartizione (per 4 piuttosto che per 9)?
Spero di essere stato chiaro e attendo la vostra risposta (posso impugnare la deliberazione solo entro la fine dell'anno).
Cordiali Saluti
Risposta ADUC
per quello che ci dice, ha tempo fino al 4 gennaio per proporre impugnazione davanti all'autorita' giudiziaria affinche' sia dichiarata l'illegittimita' della delibera. Faccia presente la cosa all'amministratore cosi' da provare a far riconvocare l'assemblea per sanare i vizi di forma e sostanziali. In mancanza la impugni davanti al giudice.
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Ha risposto Alessandro Gallucci: clicca qui
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