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Cara ADUC

Commissioni patenti a Roma

18 novembre 2008
Domanda 18 novembre 2008
Salve,
mi chiamo Maria Assunta e abito a Cerveteri, Roma. La notte del 23 dicembre 2005, dopo una cena fuori e un bicchiere di vino in più, sono stata fermata dai Carabinieri. Ritiro della patente e nell'agosto di questo anno Decreto Penale di condanna con sospensione condizionale della pena.
Premetto che non ho causato danni né incidenti, che prima di allora non avevo alcun tipo di precedente penale e che i punti sulla mia patente corrispondevano a 22. Ho 44 anni, vivo da sola in campagna e lavoro part-time come commessa e come donna delle pulizie. Insomma, sono una persona "normale", che ha vissuto questa esperienza con gran rimorso e vergogna.
Non è assolutamente mia intenzione discutere della parte penale bensì dell'aggravio morale ed economico causato da un'assurda trafila medica per riottenere la patente sospesa, trafila che ho scoperto essere del tutto "romana" grazie a un forum su internet il cui indirizzo è il seguente http://www.infoius.it/nuovo_forum/topic.asp?TOPIC_ID=337&whichpage=1)
La mia prima visita la feci presso la Commissione Medica di via Arimondi, Roma. Tempi di attesa lunghissimi per una ridicola convocazione dinnanzi alla commissione che, malgrado io sia stata fermata con la contestazione del reato 186 del C.S., mi prescrisse 3 analisi delle urine per alcool e droghe, con un costo che sfiorava i 150 euro, nonché una visita psichiatrica con un test della personalità detto Minnesota Test. Altri due mesi circa e riottenni la patente con una durata di anni uno. Insomma, riassunto del tutto circa 250 euro di spese, 8 giorni di ferie necessarie per un rinnovo di 1 anno e poi dover rifare tutto per un altro rinnovo valido 2 anni, poi un altro valido 5 e un altro ancora valido 10.
Dopo un anno, all'approssimarsi della scadenza, decisi di cambiar commissione e scegliere la più vicina a casa e optai per quella di Lungotevere della Vittoria, sempre in Roma. Dovetti rifare di nuovo la trafila come se fosse la mia prima visita poiché, a detta dell'impiegato, "tra commissioni romane non ci si parla", quando sarebbe bastato farsi inviare il mio fascicolo da via Arimondi. Pazientemente ho iniziato tutto da capo.
A febbraio 2010 avrò il rinnovo dei 5 anni e io starò per compiere 46. Poi avrò quello per i 10 anni e io ne avrò 51, allo scadere del quale ormai sessantunenne mi ritroverò in commissione per rifare la solita trafila di prelievi per vedere se sono un'alcolizzata e peggio ancora una drogata.
Non so neanche spiegarvi la mia vergogna!
In ogni città c'è una prassi diversa: a Brescia danno 6 mesi al primo rinnovo, a Genova danno un anno al primo e 10 al secondo, a Padova una visita alcoologica costa 300 euro! Insomma ogni città fa come vuole ma credo che tutti paghiamo oltremisura e soprattutto serviamo per alimentare un gran giro di soldi tra avvocati, medici, asl e psicologi come non mai.
Ho sbagliato e ho pagato con una fedina penale sporca e la condizionale andata così, ma mi sento in diritto ora a lamentare l'esagerazione di criminalizzare e punire oltre misura una donna che ha sempre fatto e fa una vita normalissima e che di fronte alla legge ha già pagato per il suo reato.
Scusate lo sfogo, ma spero che questa mia serva a sollevare dei ragionevoli dubbi sulla legittimità di tale trafila medica.
Grazie per la cortese attenzione,
Maria Assunta, da Cerveteri (RM)

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