Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Come fa un risparmiatore a scegliere i fondi migliori?

12 giugno 2006
Domanda 12 giugno 2006
Spett. Aduc E' sempre d'obbligo iniziare con un ringraziamento per l'attivita' che svolgete. Da tempo mi vado scervellando per tentare di individuare, attraverso le societa' di rating (es: Morningstar - Standard& Poor's - CFS), un modo abbastanza oggettivo ed univoco per classificare i fondi. Sono sconcertato perche' si puo' passare, in casi estremi, da 5 stelle a 2 sullo stesso fondo, e nello stesso periodo, con societa' di rating diverse. E' abbastanza frequente passare da 5 a 3 stelle. La spiegazione potrebbe essere che ogni societa' di rating usa classificazioni ed assegna benchmark diversi allo stesso fondo; quindi usa un metro di misura diverso. Ma l'investitore come fa ad individuare i fondi migliori partendo da dati abbastanza oggettivi? C'e' qualcuno che puo' fornire indicazioni piu' precise ed attendibili? Vi ringrazio per l'attenzione e porgo distinti saluti.
Alberto, da Vicenza

Risposta ADUC
La sua osservazione circa il rating dei fondi e' molto significativa. Oltre a ringraziare per i complimenti, in questo caso, siamo noi che facciamo i complimenti a lei. Lo sforzo nel cercare di individuare i prodotti migliori e' senza dubbio encomiabile. Il nostro punto di vista e' il seguente. In primo luogo bisogna sempre ricordarsi che la scelta di un fondo a gestione attiva non e' l'unica scelta possibile. E' possibile anche scegliere la gestione passiva (o indicizzata). In questo modo ci si preclude la possibilita' di fare meglio dell'indice, ma anche quella di fare peggio e ci si risparmia il problema della scelta del gestore. Se proprio si vuole fare la scelta della gestione attiva, allora diventa indispensabile fare delle analisi. E' bene essere consapevoli che ogni analisi che si fa e' fallibile. Nel futuro il fondo puo' comportarsi diversamente rispetto al passato (spesso cambiano gestori, oppure cambia il comportamento del mercato e dei gestori "bravi" a gestire un certo tipo di mercato -es: un mercato orso- diventano meno bravi a gestire un altro tipo di mercato - es: un mercato toro). Cio' non significa che sia inutile fare delle analisi e - soprattutto- continuare a verificare la bravura del gestore dopo la sottoscrizione del fondo.
Fra le societa' di rating che lei ha citato, i criteri utilizzati da S&P ci sembrano quelli piu' condivisibili ed in linea con le nostre metodologie di analisi. Cio' non significa che le altre siano prive di fondamento, tutt'altro. Si tratta di scelte. La cosa importante, a nostro avviso, e' di non continuare a stare in un fondo che sistematicamente fa peggio del mercato di riferimento. Non si riuscira' mai a trovare sempre il fondo migliore in assoluto (come non si riuscira' mai ad investire nel punto minimo e disinvestire nel picco del mercato), ma almeno verificare che il gestore faccia veramente gestione attiva (e questo lo si vede con il tracking-error volatility) e che, in passato, abbia fornito degli extra-rendimenti senza alzare eccessivamente la volatilita' rispetto al mercato di riferimento. Bisogna fare attenzione a confrontare sempre il fondo con un indice total return (cioe' che consideri anche i dividenti percepiti). Con questi criteri, si potra' vedere che i fondi rimasti saranno veramente pochi. E' vero che un normale investitore, di solito, non ha gli strumenti per fare tutte queste verifiche. Per questo noi consigliamo di non utilizzare fondi a gestione attiva ma ETF. Se invece un investitore vuole utlizzare fondi a gestione attiva, e' bene che li analizzi molto bene prima di sottoscriverli e - sopratutto- dopo averli sottoscritti per essere pronto a cambiarli quando iniziano a fare peggio.
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