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Cara ADUC

Cliente 'venduta' da Banca Intesa a Cariparma

3 settembre 2007
Domanda 3 settembre 2007
Spett. Aduc, sono una dei tanti correntisti che e' stato "venduto" da Banca Intesa a Cariparma. Ho ricevuto comunicazione con una semplice lettera, arrivata l'11 giugno 2007. Mi sono attivata IMMEDIATAMENTE e il giorno 12 giugno 2007 mi sono recata nella mia filiale di Banca Intesa (destinata a diventare Cariparma) e ho manifestato chiaramente la mia intenzione di NON diventare cliente Cariparma e di passare ad altra filiale Banca Intesa. Mi sono poi recata personalmente alla fiiliale piu' vicina di Banca Intesa, ho firmato un modulo nel quale davo disposizione di trasferire il mio conto. Mi e' stata data assicurazione che tutto sarebbe avvenuto nel giro di pochi giorni. Ero tranquilla: dopo il 1 luglio il mio bancomat Banca Intesa ha continuato a circolare come al solito. Con mia grande sorpresa nei giorni scorsi ho ricevuto da Cariparma una lettera di benvenuto con le nuove coordinate bancarie del mio conto... in CARIPARMA. Mi sono precipitata in entrambe le banche e mi sono trovata in una situazione che considero inaudita. La filiale di Banca Intesa dove intendevo trasferirmi ha tutta la documentazione della mia richiesta del 12 giugno: non sanno dirmi perche' il conto non e' stato trasferito. Dicono che loro hanno fatto tutto quello che potevano e gettano la responsabilita' su Cariparma. La filiale di Cariparma non da' spiegazioni plausibili su quanto accaduto e mi fa offerte perche' io resti dove - per ragioni operative personali - non intendo restare. Il problema e' che, essendo passato il 1 luglio, non posso piu' usufruire dell'opportunita' di mantenere il mio conto corrente restando in Banca Intesa (come invece avrei potuto fare passando il 12 giugno: ecco la ragione della ia sollecitudine). In pratica sia che vada in Cariparma, sia che resti in Banca Intesa, devo chiudere il conto precedente e aprirne uno del tutto nuovo, con nuove condizioni, con un nuovo numero da comunicare a tutte le mie controparti. L'inadempienza (volontaria o involontaria, ma una serie di circostanze inequivocabili depongono a favore della volontarieta') ricade tutta, come al solito, sul cliente. I due direttori, con i quali ho avuto un colloquio, cercano di allettare con disponibilita' e rassicurazioni, ma restano ciechi di fronte all'esigenza del cliente di non essere trattato come una pedina, di potere scegliere LIBERAMENTE e di vedere RISPETTATE le proprie disposizioni. Nonostante abbia rispettato tempi e modi, mi trovo a dovere aprire comunque un conto nuovo, con disagi e soprattutto vedendomi trattata come una cosa che si sposta o non si sposta solo per volonta' altrui. Non considero accettabile questo comportamento e chiedo come fare per poterlo contrastare e per poterlo denunciare con il dovuto vigore.
Monica, da Torino

Risposta ADUC
Presenti reclamo e poi, in caso di risposta negativa o assente dopo 60 giorni dalla ricezione (si parla di servizi bancari e non finanziari) si potra' rivolgere all'ombudsman: clicca qui
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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