Cara ADUC
Clausole contrattuali guasti ADSL Telecom
Domanda
17 giugno 2008
Spett.le Associazione,
Sono impiegata presso un'agenzia di assicurazioni che ha sede nella città di Alessandria. L'ufficio è di proprietà della famiglia di cui faccio parte; oltre a me, vi lavorano mio padre e mio fratello. Come società abbiamo sottoscritto nel 2003 un contratto con Telecom Italia per una connessione Internet (abbiamo un solo computer collegato in rete). Nel corso degli anni abbiamo concordato alcune modifiche al piano tariffario e alle modalità di connessione; dall'anno 2006 utilizziamo una linea ADSL con contratto Alice Business Flat che non ha mai generato problemi di sorta, ad esclusione di rarissimi momenti di interruzione.
A partire dal 20/03/2008, però, si sono susseguiti alcuni guasti sulla linea ADSL che hanno causato numerosi giorni di mancata connessione Internet con conseguenze immaginabili per la nostra attività. Infatti, i programmi di emissione polizze assicurative di ultima generazione operano direttamente "on web" e per noi anche solo due giorni di fermo costituiscono un grosso problema. Taluni guasti sono stati risolti a fine giornata, altri il giorno successivo alla nostra chiamata di segnalazione al 191. L'ultima interruzione si è verificata venerdì 23/05 e la linea è stata riparata solo mercoledì 28/05. In ogni caso, i giorni di lavoro persi a causa di ogni interruzione risultano complessivamente una decina; non sono stati calcolati esattamente perché non abbiamo tenuto il conto preciso di ogni telefonata all'operatore Telecom, cosa che ci ripromettiamo di fare in futuro se tali disguidi dovessero ricapitare.
A problema risolto abbiamo presentato in due tempi diversi richiesta di risarcimento per il danno sofferto, dato che non abbiamo utilizzato completamente l'abbonamento pagato. Ci è stato risposto via mail che, da clausole contrattuali (Art. 7.2 delle Condizioni Generali di Abbonamento), non abbiamo diritto ad alcun rimborso. Perché? Per ottenerlo, il tempo di interruzione linea Internet deve essere superiore ai due giorni lavorativi a partire dalla segnalazione all'operatore del 191. Nel nostro ultimo caso, anche se la sconnessione si è verificata dal 23/05 al 28/05, non abbiamo ugualmente diritto a recuperare alcuna somma poiché vi sono due giorni festivi in mezzo a tale periodo (ma può il sabato essere considerato festivo?) e il rimborso, in questo caso, scatterebbe dopo il quarto giorno successivo alla chiamata. Nota Bene: I "due giorni" menzionati nelle nuove normative della Compagnia corrispondono a 60 ore e non alle universali 48!
In quanto operante nel settore assicurativo, ho avuto conferma del fatto che bisogna sempre leggere attentamente ogni clausola prima di firmare un contratto; purtroppo mio padre settantenne, che all'epoca si occupò della trattativa, non fece richiesta delle norme inerenti né gli fu segnalato che esse potevano essere tranquillamente scaricate dal sito Telecom. Certo, mio padre avrebbe dovuto pretendere la loro visione all'atto della sottoscrizione e noi, in questi ultimi due mesi, avremmo dovuto essere più precisi e prendere nota esattamente di tutte le chiamate effettuate all'assistenza per il calcolo delle giornate di sconnessione ADSL. Pertanto non procederemo per vie legali contro la Compagnia, né faremo ricorso per pochi euro; ma permettetemi alcune considerazioni. Perché non conteggiare nell'eventuale rimborso i giorni festivi di mancato funzionamento dato che paghiamo un abbonamento mensile per tutti i giorni della settimana? Soprattutto, soffermiamoci sulla "perversione" del ragionamento Telecom. Poniamo caso che un ufficio, in un mese, subisca 10 giorni di guasto sulla linea Internet ma non consecutivi, bensì sparsi singolarmente nelle quattro settimane; non ritenete che abbia comunque sofferto serissimi disagi nello svolgimento della propria attività? E se tale situazione dovesse ripetersi puntuale il mese successivo? Ore e ore di attese, disguidi con i clienti. e, da clausole, nemmeno un risarcimento.
Non Vi sto scrivendo per perorare la causa della nostra agenzia né per avere una qualche forma di consulenza; credo di avere imparato la lezione. Tuttavia, ci tengo a segnalare il nostro caso e a pregarVi, per tutti coloro che in futuro potrebbero subire un tale trattamento, di combattere come associazione che difende i diritti di noi consumatori; di premere, come avete sempre fatto, presso le società telefoniche (può darsi che Telecom non sia la sola) affinché simili gravi scorrettezze contrattuali non vengano più permesse. Se è vero che ogni cittadino maggiorenne e capace di intendere e di volere è libero o meno di sottoscrivere un contratto, è altresì vero che bisogna mettere tale cittadino nelle condizioni di operare una scelta accettabile per se stesso, soprattutto in ambito lavorativo. Il fatto che una compagnia telefonica, in caso di cattivo funzionamento di un servizio a pagamento, non preveda alcuna somma a titolo di risarcimento o la preveda a condizioni inaccettabili (dopo più di tre giorni consecutivi di interruzione linea, è palese che certe aziende possono tranquillamente chiudere) è vergognoso. Vi sono società come la nostra che, a causa di un cattivo funzionamento della connessione Internet, perdono ben più dei miseri ¤ 5 al giorno proposti in sede contrattuale. Non è pensabile, per il cliente, neppure il ricorso a vie legali; le spese inerenti sarebbero di gran lunga superiori all'indennizzo che se ne ricaverebbe. Probabilmente la Compagnia telefonica lo sa e, forte di questo fatto, ne approfitta per proporre modalità e tempistiche risarcitorie totalmente inadeguate.
Vi ringrazio fin da ora per l'attenzione e per l'impegno dimostrato. Vi porgo un augurio di buon lavoro e i miei più cordiali saluti.
Barbara Cristina, da Alessandria (AL)
Sono impiegata presso un'agenzia di assicurazioni che ha sede nella città di Alessandria. L'ufficio è di proprietà della famiglia di cui faccio parte; oltre a me, vi lavorano mio padre e mio fratello. Come società abbiamo sottoscritto nel 2003 un contratto con Telecom Italia per una connessione Internet (abbiamo un solo computer collegato in rete). Nel corso degli anni abbiamo concordato alcune modifiche al piano tariffario e alle modalità di connessione; dall'anno 2006 utilizziamo una linea ADSL con contratto Alice Business Flat che non ha mai generato problemi di sorta, ad esclusione di rarissimi momenti di interruzione.
A partire dal 20/03/2008, però, si sono susseguiti alcuni guasti sulla linea ADSL che hanno causato numerosi giorni di mancata connessione Internet con conseguenze immaginabili per la nostra attività. Infatti, i programmi di emissione polizze assicurative di ultima generazione operano direttamente "on web" e per noi anche solo due giorni di fermo costituiscono un grosso problema. Taluni guasti sono stati risolti a fine giornata, altri il giorno successivo alla nostra chiamata di segnalazione al 191. L'ultima interruzione si è verificata venerdì 23/05 e la linea è stata riparata solo mercoledì 28/05. In ogni caso, i giorni di lavoro persi a causa di ogni interruzione risultano complessivamente una decina; non sono stati calcolati esattamente perché non abbiamo tenuto il conto preciso di ogni telefonata all'operatore Telecom, cosa che ci ripromettiamo di fare in futuro se tali disguidi dovessero ricapitare.
A problema risolto abbiamo presentato in due tempi diversi richiesta di risarcimento per il danno sofferto, dato che non abbiamo utilizzato completamente l'abbonamento pagato. Ci è stato risposto via mail che, da clausole contrattuali (Art. 7.2 delle Condizioni Generali di Abbonamento), non abbiamo diritto ad alcun rimborso. Perché? Per ottenerlo, il tempo di interruzione linea Internet deve essere superiore ai due giorni lavorativi a partire dalla segnalazione all'operatore del 191. Nel nostro ultimo caso, anche se la sconnessione si è verificata dal 23/05 al 28/05, non abbiamo ugualmente diritto a recuperare alcuna somma poiché vi sono due giorni festivi in mezzo a tale periodo (ma può il sabato essere considerato festivo?) e il rimborso, in questo caso, scatterebbe dopo il quarto giorno successivo alla chiamata. Nota Bene: I "due giorni" menzionati nelle nuove normative della Compagnia corrispondono a 60 ore e non alle universali 48!
In quanto operante nel settore assicurativo, ho avuto conferma del fatto che bisogna sempre leggere attentamente ogni clausola prima di firmare un contratto; purtroppo mio padre settantenne, che all'epoca si occupò della trattativa, non fece richiesta delle norme inerenti né gli fu segnalato che esse potevano essere tranquillamente scaricate dal sito Telecom. Certo, mio padre avrebbe dovuto pretendere la loro visione all'atto della sottoscrizione e noi, in questi ultimi due mesi, avremmo dovuto essere più precisi e prendere nota esattamente di tutte le chiamate effettuate all'assistenza per il calcolo delle giornate di sconnessione ADSL. Pertanto non procederemo per vie legali contro la Compagnia, né faremo ricorso per pochi euro; ma permettetemi alcune considerazioni. Perché non conteggiare nell'eventuale rimborso i giorni festivi di mancato funzionamento dato che paghiamo un abbonamento mensile per tutti i giorni della settimana? Soprattutto, soffermiamoci sulla "perversione" del ragionamento Telecom. Poniamo caso che un ufficio, in un mese, subisca 10 giorni di guasto sulla linea Internet ma non consecutivi, bensì sparsi singolarmente nelle quattro settimane; non ritenete che abbia comunque sofferto serissimi disagi nello svolgimento della propria attività? E se tale situazione dovesse ripetersi puntuale il mese successivo? Ore e ore di attese, disguidi con i clienti. e, da clausole, nemmeno un risarcimento.
Non Vi sto scrivendo per perorare la causa della nostra agenzia né per avere una qualche forma di consulenza; credo di avere imparato la lezione. Tuttavia, ci tengo a segnalare il nostro caso e a pregarVi, per tutti coloro che in futuro potrebbero subire un tale trattamento, di combattere come associazione che difende i diritti di noi consumatori; di premere, come avete sempre fatto, presso le società telefoniche (può darsi che Telecom non sia la sola) affinché simili gravi scorrettezze contrattuali non vengano più permesse. Se è vero che ogni cittadino maggiorenne e capace di intendere e di volere è libero o meno di sottoscrivere un contratto, è altresì vero che bisogna mettere tale cittadino nelle condizioni di operare una scelta accettabile per se stesso, soprattutto in ambito lavorativo. Il fatto che una compagnia telefonica, in caso di cattivo funzionamento di un servizio a pagamento, non preveda alcuna somma a titolo di risarcimento o la preveda a condizioni inaccettabili (dopo più di tre giorni consecutivi di interruzione linea, è palese che certe aziende possono tranquillamente chiudere) è vergognoso. Vi sono società come la nostra che, a causa di un cattivo funzionamento della connessione Internet, perdono ben più dei miseri ¤ 5 al giorno proposti in sede contrattuale. Non è pensabile, per il cliente, neppure il ricorso a vie legali; le spese inerenti sarebbero di gran lunga superiori all'indennizzo che se ne ricaverebbe. Probabilmente la Compagnia telefonica lo sa e, forte di questo fatto, ne approfitta per proporre modalità e tempistiche risarcitorie totalmente inadeguate.
Vi ringrazio fin da ora per l'attenzione e per l'impegno dimostrato. Vi porgo un augurio di buon lavoro e i miei più cordiali saluti.
Barbara Cristina, da Alessandria (AL)
Risposta ADUC
il fatto che i contratti dicano certe cose, non vuol dire che una delle due parti possa violarlo in continuazione pur attenendosi alle clausole. Noi consigliamo di agire.
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