Cara ADUC
Cittadinanza e modifiche legge
Domanda
27 luglio 2010
Buongiorno,
ho due domande da fare.
DOMANDA 1:
- sono una cittadina ucraina.
- sono sposata con un cittadino italiano dall'ottobre 2006.
- risiedo legalmente in Italia dal ottobre 2006.
- nel gennaio 2008 ho chiesto la cittadinanza.
- nel novembre 2009 ho firmato un'istanza di separazione consensuale davanti al
giudice, che e' stata poi omologata.
Mio marito, durante il nostro matrimonio, non ha mai spostato la
propria residenza nella casa dove abbiamo convissuto, e dove invece ho, attualmente, la residenza io.
Nel luglio 2010 sono stata chiamata in questura per portare questi documenti:
[N.B. dal gennaio 2008 fino a questa data non mi è arrivata alcuna
comunicazione negativa/ostativa, in realtà di alcun genere, da questure, etc,
riguardo alla mia richiesta di cittadinanza.]
- certificato di residenza storico
- stato di famiglia
- documenti d'identita'
In questura, ufficio cittadinanza, mi hanno detto che, poiché dai certificati di
residenza non risulta che io abito con mio marito, allora io non abito con mio
marito, e quindi non posso chiedere la cittadinanza.
Da quel che so, e comprese le aggiunte del decreto legge del 2009, il fatto che
le due residenze anagrafiche, di me e mio marito, non corrispondano, non
dovrebbe essere ostativo per la richiesta.
Ho provato a protestare, ma non c'era dialogo, hanno ignorato i miei argomenti e proteste.
Non hanno parlato di residenze, hanno detto proprio così:
"Lei non abita con suo marito, perché sul certificato non c'è
scritto, quindi non le possiamo dare un parere positivo, vuole andare avanti
con la pratica?"
Preciso che al comune di Milano non risulta la mia separazione, probabilmente
non è stata comunicata, essendoci sposati, io e mio marito, a Bobbio [PC].(Anche a Bobbio non risulta ancora trascritta).
Io non abito piu' con mio marito, ma d'altra parte nessuno è mai venuto a
controllare.
Il domicilio che ho indicato nella mia pratica di richiesta di cittadinanza
è quello della casa dove mio marito attualmente vive.
Non abbiamo figli.
La domanda è:
che cosa mi devo aspettare a questo punto ?
posso fare qualche protesta, diffida, ricorso?
Mio marito è pronto per partire con la causa contro il ministero, per aver
superato il limite dei 730 giorni.
DOMANDA 2:
Ho un PDS per motivi famigliari (in quanto coniugata con cittadino italiano),
della durata di 5 anni, che scade in ottobre 2011.
E' il mio primo PDS.
Visto che ora sono legalmente separata, che procedura dovrei seguire, per
rimanere in Italia dopo la scadenza del PDS?
Ha senso provare a chiedere il PDS permanente, come da testo unico
sull'immigrazione?
Grazie.
Veronika, da Milano (MI)
ho due domande da fare.
DOMANDA 1:
- sono una cittadina ucraina.
- sono sposata con un cittadino italiano dall'ottobre 2006.
- risiedo legalmente in Italia dal ottobre 2006.
- nel gennaio 2008 ho chiesto la cittadinanza.
- nel novembre 2009 ho firmato un'istanza di separazione consensuale davanti al
giudice, che e' stata poi omologata.
Mio marito, durante il nostro matrimonio, non ha mai spostato la
propria residenza nella casa dove abbiamo convissuto, e dove invece ho, attualmente, la residenza io.
Nel luglio 2010 sono stata chiamata in questura per portare questi documenti:
[N.B. dal gennaio 2008 fino a questa data non mi è arrivata alcuna
comunicazione negativa/ostativa, in realtà di alcun genere, da questure, etc,
riguardo alla mia richiesta di cittadinanza.]
- certificato di residenza storico
- stato di famiglia
- documenti d'identita'
In questura, ufficio cittadinanza, mi hanno detto che, poiché dai certificati di
residenza non risulta che io abito con mio marito, allora io non abito con mio
marito, e quindi non posso chiedere la cittadinanza.
Da quel che so, e comprese le aggiunte del decreto legge del 2009, il fatto che
le due residenze anagrafiche, di me e mio marito, non corrispondano, non
dovrebbe essere ostativo per la richiesta.
Ho provato a protestare, ma non c'era dialogo, hanno ignorato i miei argomenti e proteste.
Non hanno parlato di residenze, hanno detto proprio così:
"Lei non abita con suo marito, perché sul certificato non c'è
scritto, quindi non le possiamo dare un parere positivo, vuole andare avanti
con la pratica?"
Preciso che al comune di Milano non risulta la mia separazione, probabilmente
non è stata comunicata, essendoci sposati, io e mio marito, a Bobbio [PC].(Anche a Bobbio non risulta ancora trascritta).
Io non abito piu' con mio marito, ma d'altra parte nessuno è mai venuto a
controllare.
Il domicilio che ho indicato nella mia pratica di richiesta di cittadinanza
è quello della casa dove mio marito attualmente vive.
Non abbiamo figli.
La domanda è:
che cosa mi devo aspettare a questo punto ?
posso fare qualche protesta, diffida, ricorso?
Mio marito è pronto per partire con la causa contro il ministero, per aver
superato il limite dei 730 giorni.
DOMANDA 2:
Ho un PDS per motivi famigliari (in quanto coniugata con cittadino italiano),
della durata di 5 anni, che scade in ottobre 2011.
E' il mio primo PDS.
Visto che ora sono legalmente separata, che procedura dovrei seguire, per
rimanere in Italia dopo la scadenza del PDS?
Ha senso provare a chiedere il PDS permanente, come da testo unico
sull'immigrazione?
Grazie.
Veronika, da Milano (MI)
Risposta ADUC
1. In merito alla prima domanda occorre che dimostrino la sopravvenienza di una separazione per negarle la cittadinanza. Altrimenti non ve n'e' motivo.
2. Occorre convertire il permesso in motivi di lavoro dagli originari motivi di famiglia.
ADUC Immigrazione - http://immigrazione.aduc.it/
2. Occorre convertire il permesso in motivi di lavoro dagli originari motivi di famiglia.
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