Cara ADUC
Ci si puo' fidare ancora di qualcuno?
Domanda
17 febbraio 2004
Egregi dottori, innanzitutto voglio complimentarmi per la chiarezza degli argomenti trattati, e per la grandissima utilita' del vostro servizio.
La mia storia: nel 1999 sono andato in pensione, e mi sono ritrovato con una certa somma da investire. Avendo poca esperienza in merito (avevo sempre investito quel poco che avanzava prima in titoli di stato), mi son rivolto ad un promotore amico di famiglia, chiedendo se fosse possibile avere un rendimento maggiore dei BOT, ma senza rischiare nulla del mio capitale, frutto di una vita di lavoro. Mi furono consigliati dei fondi obbligazionari, dicendomi che, investendo tali fondi in titoli di stato, il mio capitale sarebbe stato al sicuro, ed avrei preso un miglior rendimento rispetto ai BOT dato dalla gestione professionale della banca. Bene, dopo poco piu' di un anno, non solo non avevo interessi, ma avevo perso anche circa il 6% di cio' che avevo investito. Amareggiato, decido di chiudere i rapporti con il promotore, e mi rivolgo direttamente in banca, per chiedere consigli. Qui mi furono fatti vedere gli alti rendimenti avuti nello stesso periodo dai mercati azionari, e fui convinto ad investire una parte (circa un terzo) del mio capitale in un fondo azionario, il resto in obbligazioni della stessa banca. Confidando nella preparazione che dovrebbe avere un consulente che lavora per una grossa banca, mi fidai. Inutile dirvi che ad oggi le mie perdite sono molto alte, e che se non fosse per il grosso nome dell'istituto bancario, avrei timori anche per le obbligazioni, sulla base di cio' che e' successo alla Parmalat.
Ci si puo' fidare ancora di qualcuno?
Cordiali saluti.
Giuliano, da brindisi
La mia storia: nel 1999 sono andato in pensione, e mi sono ritrovato con una certa somma da investire. Avendo poca esperienza in merito (avevo sempre investito quel poco che avanzava prima in titoli di stato), mi son rivolto ad un promotore amico di famiglia, chiedendo se fosse possibile avere un rendimento maggiore dei BOT, ma senza rischiare nulla del mio capitale, frutto di una vita di lavoro. Mi furono consigliati dei fondi obbligazionari, dicendomi che, investendo tali fondi in titoli di stato, il mio capitale sarebbe stato al sicuro, ed avrei preso un miglior rendimento rispetto ai BOT dato dalla gestione professionale della banca. Bene, dopo poco piu' di un anno, non solo non avevo interessi, ma avevo perso anche circa il 6% di cio' che avevo investito. Amareggiato, decido di chiudere i rapporti con il promotore, e mi rivolgo direttamente in banca, per chiedere consigli. Qui mi furono fatti vedere gli alti rendimenti avuti nello stesso periodo dai mercati azionari, e fui convinto ad investire una parte (circa un terzo) del mio capitale in un fondo azionario, il resto in obbligazioni della stessa banca. Confidando nella preparazione che dovrebbe avere un consulente che lavora per una grossa banca, mi fidai. Inutile dirvi che ad oggi le mie perdite sono molto alte, e che se non fosse per il grosso nome dell'istituto bancario, avrei timori anche per le obbligazioni, sulla base di cio' che e' successo alla Parmalat.
Ci si puo' fidare ancora di qualcuno?
Cordiali saluti.
Giuliano, da brindisi
Risposta ADUC
comprensibilissimo il tono provocatorio della sua domanda. Lei e' passato, come si suol dire, dalla padella alla brace. A fronte di
una sua esplicita richiesta, quella di non rischiare il capitale, il promotore, invece di consigliarle strumenti a reddito e capitale certo, come possono essere i titoli di stato (non di paesi a rischio) sui quali
ovviamente non avrebbe guadagnato granche', ha preferito indirizzarla verso il risparmio gestito, fonte (per lui) di maggiori ritorni
provvigionali e di management fee. Un fondo obbligazionario investe anch'esso per lo piu' in titoli di stato ma, a seconda della sua
duration (e degli alti costi di gestione a cui e' sottoposto), puo' subire oscillazioni in alcuni periodi che possono anche diventare
negative, come e' appunto accaduto a Lei. Credendo quindi di affidarsi ad una persona piu' obiettiva, si e' rivolto ad un consulente interno presso una banca. Ovviamente, anche qui si e' reso subito conto che l'imparzialita' di consiglio non era il fine ultimo di tale consulente, visto tra l'altro che, in un vastissimo parco di titoli obbligazionari a disposizione sul mercato, ha ritenuto preferibile consigliare proprio
quelli dell'istituto per il quale lavora. Evitiamo di entrare nel merito della scelta di entrare nei mercati azionari nel 2000, poiche' risulta sempre facile giudicare ex-post. Dalla sua lettera si deduce comunque che, almeno in questo, Lei abbia inteso il tipo di investimento, ed allettato dai guadagni facili solertemente dimostrati dal consulente, abbia deciso di rischiare. Paradossalmente, se la stessa decisione l'avesse presa l'anno prima con il promotore, ed avesse poi avuto il buon senso di monetizzare i guadagni avuti, oggi forse non avrebbe scritto questa lettera. Il problema, come spesso ripetiamo, e' quello di comprendere per bene cio' che si vuole dai propri risparmi, analizzare bene le proprie esigenze, e quindi indirizzarsi verso la
forma di investimento che maggiormente possa soddisfarle. Ed in questo, ci scusera' se ci ripetiamo, affidarsi ad un professionista che non abbia conflitti di interesse negli strumenti che consiglia.
..............
Ha risposto Massimiliano Capone.
clicca qui
una sua esplicita richiesta, quella di non rischiare il capitale, il promotore, invece di consigliarle strumenti a reddito e capitale certo, come possono essere i titoli di stato (non di paesi a rischio) sui quali
ovviamente non avrebbe guadagnato granche', ha preferito indirizzarla verso il risparmio gestito, fonte (per lui) di maggiori ritorni
provvigionali e di management fee. Un fondo obbligazionario investe anch'esso per lo piu' in titoli di stato ma, a seconda della sua
duration (e degli alti costi di gestione a cui e' sottoposto), puo' subire oscillazioni in alcuni periodi che possono anche diventare
negative, come e' appunto accaduto a Lei. Credendo quindi di affidarsi ad una persona piu' obiettiva, si e' rivolto ad un consulente interno presso una banca. Ovviamente, anche qui si e' reso subito conto che l'imparzialita' di consiglio non era il fine ultimo di tale consulente, visto tra l'altro che, in un vastissimo parco di titoli obbligazionari a disposizione sul mercato, ha ritenuto preferibile consigliare proprio
quelli dell'istituto per il quale lavora. Evitiamo di entrare nel merito della scelta di entrare nei mercati azionari nel 2000, poiche' risulta sempre facile giudicare ex-post. Dalla sua lettera si deduce comunque che, almeno in questo, Lei abbia inteso il tipo di investimento, ed allettato dai guadagni facili solertemente dimostrati dal consulente, abbia deciso di rischiare. Paradossalmente, se la stessa decisione l'avesse presa l'anno prima con il promotore, ed avesse poi avuto il buon senso di monetizzare i guadagni avuti, oggi forse non avrebbe scritto questa lettera. Il problema, come spesso ripetiamo, e' quello di comprendere per bene cio' che si vuole dai propri risparmi, analizzare bene le proprie esigenze, e quindi indirizzarsi verso la
forma di investimento che maggiormente possa soddisfarle. Ed in questo, ci scusera' se ci ripetiamo, affidarsi ad un professionista che non abbia conflitti di interesse negli strumenti che consiglia.
..............
Ha risposto Massimiliano Capone.
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti