Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Ci allungano la vecchiaia... non la vita

17 luglio 2012
Domanda 17 luglio 2012
Buonasera, mia nonna e' stata ricoverata in struttura di lungo degenza per 6 mesi a suon di proroghe in quanto a dic le e' stata diagnosticata polmonite in entrambe i polmoni (il soggetto ha 94 anni). Mia nonna vive con mia madre divorziata in affitto in case dell'Opera Pia a Firenze e percepisce 600 euro di pensione. Mia madre ne percepisce 1000. Ci siamo dovute mettere in mano ad una assistente sociale zona S. Jacopino (come ahime' la prassi vuole) e anche nelle condizioni di indigenza in cui vertono, la persona assegnataci sembrava non sentire. Manca il riscaldamento e acqua calda. Mia nonna non e' piu' autosufficiente ne' per i bisogni fisiologici ne' per quanto concerne la deambulazione in piu' e' insulina dipendente e presenta piaghe da decupito zona sacro lombare ossigeno dipendente e il punteggio assegnatole, su una scala di 5 e' 4. L'assistente sociale ci ha fatto presente che con questa situazione ci sarebbe assistenza sanitaria domiciliare di 2 ore giornaliere che non consentirebbero, aggiungo io, una vita dignitosa di mia nonna e di mia madre che non potrebbe provvedere da sola all'assistenza della madre. Per capirsi non si potrebbe allontanare da casa neanche per fare la spesa. Dall'11 di giugno e' ricoverata c/o RSA zona Peretola ma solo per 2 mesi come se poi facesse Lazzaro improvvisamente.. In aggiunta a questa grave situazione siamo, da 1 settimana, senza assistenza da parte di assistenti sociali in quanto quella che "ci seguiva" diciamo cosi' ha cessato il contratto di 3 mesi per la quale era stata assunta. Ogni giorno telefoniamo alla ASL competente per chiedere l'urgenza dell'assegnazione di un'altra assistente sociale anche non in zona perche' l'11 agosto, la settimana peggiore dell'anno dove tutta Italia si ferma, ci sarebbero le dimissioni della nonna e se non ci fossero proroghe dovrebbe tornare a casa con la situazione che ho appena descritto. In tutto questo ci risponde il portiere della ASL che ci dice che passera' l'informazione alla referente. La mia domanda e': possono darci delle proroghe in RSA? e se si' come? Il medico della mutua che ha in cura mia nonna in quanto ricoverata nell'RSA suddetta puo'/deve fare qualcosa oltre andare a visitarla e darle farmaci? Puo' aiutarci in tutto questo? Non vedo via di uscita da questa spirale di burocrazia inumana vi chiedo un aiuto per sciogliere questa situazione che ci sta' portando tutte all'esaurimento nervoso. Aggiungo che per questi 2 mesi mia nonna paga dalla sua pensione 180 euro e che il resto della retta (l'intero e' 1500 euro) viene messa da quota sociale e quota comunale. Abbiamo fatto richiesta di accompagnamento ma la visita e' coincisa con la data di trasferimento da lungo degenza a RSA e quindi ad oggi nessuno si e' presentato nella struttura attuale di ricovero della nonna. Inutile dire che non possiamo permetterci 1500 euro di retta io e mia madre...mi scuso per la lungaggine ma la cosa e' complessa. Vi ringrazio anticipatamente.
Alessia, da Firenze (FI)

Risposta ADUC
il suo caso, purtroppo non isolato, impone l'invio di una raccomandata ar di diffida all'rsa, comune e asl affinché non dimettano sua nonna se non trovano una adeguata sistemazione terapeutica per la stessa. II medico di famiglia può dichiarare, se ha visitato di recente la paziente, l'incapacità totale della stessa a provvedere ai suo bisogni e la necessità e l'urgenza di ricovero in struttura adeguata alle sue condizioni.
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