Cara ADUC
Chiusura conto corrente
Domanda
24 maggio 2008
Buonasera
Vi scrivo in merito a un disservizio che sto ricevendo da parte di Banca Fineco.
Nel 2001 avevo aperto un conto personale.
Dal momento che subito dopo ho cominciato a lavorare con Partita IVA ho richiesto un secondo conto a Fineco. Mi è stato detto che non potevano aprire due conti identici alla stessa persona, ma comunque c'erano altre possibilità, come per esempio un conto cointestato.
Seguii il suggerimento e chiesi un conto cointestato con mia mamma che utilizzai fino al 2006.
Poi, purtroppo, mia mamma venne a mancare. Smisi immediatamente di utilizzare il conto (limitandomi soltanto a qualche ricarica telefonica) e tornai ad utilizzare esclusivamente il conto personale. Dopo un bel po' di tempo ho cominciato a informarmi sul come chiudere quel conto.
In particolare nel novembre 2007, inviai una lettera raccomandata alla banca in cui dichiaravo che mia mamma era defunta e che in conseguenza di questo chiedevo la chiusura del conto.
Fui contattato alcuni giorni dopo da una persona del supporto che mi chiese di integrare la documentazione con un atto notorio, un certificato di morte di mia mamma e con le fotocopie delle carte di identità di mio papà e mio fratello.
Per ragioni di tempo e impegni non riuscii ad occuparmi della cosa.
Avendo recentemente smaltito il carico di attività che mi impegnavano, sono tornato alla carica (avendo anche verificato che dal conto mi venivano ancora detratti i bolli statali).
Chiamai il call center e chiesi di parlare con qualcuno che si occupasse della chiusura conti.
Spiegai che avevo questo conto da chiudere e l'operatrice mi consigliò di compilare e inviare il modello che loro usano per la chiusura dei conti e di tacere su mia mamma dal momento che basta la volontà di uno dei correntisti per chiudere il conto.
Così feci e inviai nuova raccomandata. Mi fu inviata mail di avvenuta ricezione e di sospensione della pratica dal momento che non avevo indicato su quale conto girare i soldi del conto titoli. Chiamai il call center e spiegai che non avevo titoli. Mi fu detto che non dovevo preoccuparmi e che ci avrebbero pensato loro.
Oggi in data 21 maggio mi è stata inviata una mail in cui venivo informato del fatto che la pratica di chiusura conto era stata annullata. Nessuna spiegazione mi è stata fornita, nessuna ulteriore informazione su come potevo chiudere il conto mi è stata fornita. Ho già scritto due volte nella giornata odierna senza nemmeno ricevere alcuna risposta.
Mi chiedo se un istituto bancario possa "costringermi" a tenere aperto un conto contro la mia volontà causandomi pertanto delle spese (sia pur piccole).
Mi chiedo altresì se non faccia già fede la raccomandata che io inviai ai primi di novembre del 2007 in cui dichiaravo la mia volontà di chiudere il conto.
Devo far intervenire un avvocato per chiudere un conto?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Salvatore Guglielmo, da Cesano Boscone (MI)
Vi scrivo in merito a un disservizio che sto ricevendo da parte di Banca Fineco.
Nel 2001 avevo aperto un conto personale.
Dal momento che subito dopo ho cominciato a lavorare con Partita IVA ho richiesto un secondo conto a Fineco. Mi è stato detto che non potevano aprire due conti identici alla stessa persona, ma comunque c'erano altre possibilità, come per esempio un conto cointestato.
Seguii il suggerimento e chiesi un conto cointestato con mia mamma che utilizzai fino al 2006.
Poi, purtroppo, mia mamma venne a mancare. Smisi immediatamente di utilizzare il conto (limitandomi soltanto a qualche ricarica telefonica) e tornai ad utilizzare esclusivamente il conto personale. Dopo un bel po' di tempo ho cominciato a informarmi sul come chiudere quel conto.
In particolare nel novembre 2007, inviai una lettera raccomandata alla banca in cui dichiaravo che mia mamma era defunta e che in conseguenza di questo chiedevo la chiusura del conto.
Fui contattato alcuni giorni dopo da una persona del supporto che mi chiese di integrare la documentazione con un atto notorio, un certificato di morte di mia mamma e con le fotocopie delle carte di identità di mio papà e mio fratello.
Per ragioni di tempo e impegni non riuscii ad occuparmi della cosa.
Avendo recentemente smaltito il carico di attività che mi impegnavano, sono tornato alla carica (avendo anche verificato che dal conto mi venivano ancora detratti i bolli statali).
Chiamai il call center e chiesi di parlare con qualcuno che si occupasse della chiusura conti.
Spiegai che avevo questo conto da chiudere e l'operatrice mi consigliò di compilare e inviare il modello che loro usano per la chiusura dei conti e di tacere su mia mamma dal momento che basta la volontà di uno dei correntisti per chiudere il conto.
Così feci e inviai nuova raccomandata. Mi fu inviata mail di avvenuta ricezione e di sospensione della pratica dal momento che non avevo indicato su quale conto girare i soldi del conto titoli. Chiamai il call center e spiegai che non avevo titoli. Mi fu detto che non dovevo preoccuparmi e che ci avrebbero pensato loro.
Oggi in data 21 maggio mi è stata inviata una mail in cui venivo informato del fatto che la pratica di chiusura conto era stata annullata. Nessuna spiegazione mi è stata fornita, nessuna ulteriore informazione su come potevo chiudere il conto mi è stata fornita. Ho già scritto due volte nella giornata odierna senza nemmeno ricevere alcuna risposta.
Mi chiedo se un istituto bancario possa "costringermi" a tenere aperto un conto contro la mia volontà causandomi pertanto delle spese (sia pur piccole).
Mi chiedo altresì se non faccia già fede la raccomandata che io inviai ai primi di novembre del 2007 in cui dichiaravo la mia volontà di chiudere il conto.
Devo far intervenire un avvocato per chiudere un conto?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Salvatore Guglielmo, da Cesano Boscone (MI)
Risposta ADUC
a parte le cose illegali, non ci sembra poi tanto strano che per chiudere un conto di cui un cointestatario e' morto, ci voglia un certificato di morte e il consenso dei suoi co-eredi.
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