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Cara ADUC

A che serve la diversificazione?

12 giugno 2006
Domanda 12 giugno 2006
Buongiorno quando cominciai ad interessarmi su come gestire in autonomia i miei risparmi, mi fu subito chiaro che uno dei pilastri basilari del buon investire e' la diversificazione. Si riduce il rischio di perdite, si aumenta la probabilita' di cogliere occasioni. Con questo principio ben in mente, ho investito in fondi e etf italiani, tedeschi, sudamericani e dell'Europa dall'est. Bene, negli ultimi tre giorni ho perso in media l' 8% del capitale, con percentuali comprese fra il 5 fino ad arrivare a 10%, a causa del petrolio, del dollaro e dei timori sull'inflazione. Ora, e' vero che comunque il risultato globale del portafoglio e' positivo grazie ai rendimenti passati, ed e' vero anche che l'america latina e l'Europa dell'est non sono i mercati piu' tranquilli che ci siano, ma una considerazione mi viene spontanea: quando le cose vanno male, non c'e' diversificazione che tenga, a meno che non si abbiano in portafoglio solo pronti contro termine e poco altro... Grazie per l'attenzione.
Stefano

Risposta ADUC
La diversificazione e' uno dei concetti piu' mistificati dell'investimento (insieme al concetto della "gestione attiva"). Ci sono molti modi per diversificare, alcuni effettivamente molto utili ed altri meno, altri ancora non solo non sono utili ma sono dannosi. Vediamo qualche esempio. Acquistando un ETF invece di singoli titoli ha fatto una buona diversificazione che le ha evitato di assumere i rischi specifici dei singoli titoli. Il risultato e' che il suo portafoglio e' meno volatile e non esposto ai rischi legati ai singoli titoli. Acquistanto diversi tipi di ETF azionari, non sta diversificando poi molto all'interno del comparto azionario del suo portafoglio. Le azioni sono fortemente correlate fra loro. Quando scendono scendono tutti (alcuni un po' di piu' alcuni un po' meno) e viceversa. Dal punto di vista del portafoglio (e non del singolo comparto) una diversificazione utile e' quella che inserisce nel portafoglio strumenti finanziari che abbiamo "driver" di rendimento diversi (ad esempio: obbligazioni, azioni, materie prime, hedge fund, beni rifugio, ecc.) cioe' che aumentino di valore per ragioni tra loro non direttamente collegate. Purtroppo le classi d'investimento che sono piu' accessibili ai normali risparmiatori sono solo azioni ed obbligazioni (oltre alla liquidita', ovviamente). Le materie prime stanno affacciandosi da poco tempo fra le opzioni disponibili al normale investitore. Fra l'altro, ultimamente, stanno smentendo quanto appena detto perche' hanno avuto un andamento piuttosto correlato con i mercati (ma si tratta di una fase di breve periodo). Anche cosi' facendo, possono esserci vari periodi nei quali alcune classi d'investimento abbiano andamenti correlati (ad esempio scendono o salgono sia le azioni che le obbligazioni). Esiste poi la "diversificazione dannosa" che e' quella che consigliano spesso molti venditori di prodotti finanziari: la "diversificazione" per tipologia di strumento d'investimento. Acquistare diverse "scatole" (fondi comuni d'investimento, gestioni, unit-linked, ecc.) che investono negli stessi mercati di riferimento non aggiunge assolutamente niente al portafoglio e toglie i molti costi connessi a queste scatole.
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