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Cara ADUC

Cattiva esperienza con un 'private banker'

18 aprile 2006
Domanda 18 aprile 2006
Buongiorno. Qualche giorno fa ho scoperto il vostro sito e, naturalmente, l'ho trovato molto interessante. Ho stampato diversi articoli e prospetti su vari argomenti con cui ho "studiato" un po' la materia. Cio' ha fatto nascere delle domande alle quali non ho trovato risposta nei vostri archivi e quindi vi scrivo per chiedere il vostro parere. Nell'occasione voglio anche portare una testimonianza sulla mia esperienza con banche e promotori finanziari perche' penso che possa essere utile a chi fosse convinto (come lo ero io) che certi costi non si possano togliere. Avendo la fortuna, di avere una piccola attivita' che, finora, ha generato qualche euro in eccesso rispetto alle necessita' quotidiane, ogni tanto nasce il "problema" di come investire quelle piccole somme che altrimenti stazionerebbero inutilmente sul conto corrente. Per la mia ignoranza e per una certa convinzione (sicuramente errata) che fosse materia per esperti o per veggenti col bernoccolo, pur sentendo l'impulso di fare per conto mio, ho sempre ceduto alle sirene del risparmio gestito da qualcun'altro. In particolare, fino a un paio d'anni fa, avevo solo una gestione fondi mista presso SPaolo con una composizione di: 60% obb - 40% azio (euro e non). Ovviamente ha vissuto un po' il bene e molto il male dell'andamento dei mercati degli ultimi anni ma, sinceramente, non ho ancora fatto un'analisi comparativa con i rendimenti medi di quegli anni percio' non voglio esprimere giudizi gratuiti. Due anni fa, un ex direttore di filiale di una banca con cui ho lavorato (bene) con la mia azienda, dopo essere andato in pensione, mi si e' proposto come "private banker" Fideuram. Stanco delle continue vessazioni "automatiche" di Spaolo - spese aumentate 15 gg dopo aver concordato di meno con il responsabile di filiale; costi per "revisione fido" di fidi piccoli e mai variati; ecc. - ho deciso di provare a "usare" Fideuram come strumento per far abbassare la cresta (i costi) a Spaolo. Per le spese del cc personale le cose hanno funzionato bene (storni a tutto andare) e per i costi diretti degli investimenti anche meglio. Infatti ho sottoscritto una polizza a capitale garantito "Consolida" (orrore, ora lo so) e Spaolo prontamente mi ha restituito completamente i costi di ingresso (2%). Dico restituito perche' "la procedura nel computer non accetta di proseguire se metto i costi di ingresso a zero pero' te li storno dopo ma con pari valuta": capito? Con Fideuram poi ho fatto diverse operazione con commissioni piu' basse che con Sp (ENEL az e obb e PT a 3 mesi). Infine, sempre con F. ho investito in un "inflation linked" ma solo quando anche loro mi hanno accordato l'ingresso a costo zero (qui non c'e' stato bisogno di manfrine). Un'altro costo "negoziabile" e' il costo dei diritti di custodia qual'ora si rendessero necessari: se chiedete offerte a qualche altra banca, probabilmente, per tenervi, ve li abbassano o ve ne stornano una parte. Volere e' potere, spesso. Ora, ho messo da parte un'altra piccola somma con la quale vorrei veramente provare il "fai da te" e, dopo aver fatto qualche simulazione ho qualche perplessita' che vorrei, se possibile, chiarire grazie al vostro aiuto. Sto pensando di creare una gestione passiva con gli stessi parametri della GPF che ho con Sp e cioe' 60o/40a. Per la parte azionaria vorrei utilizzare gli ETF cosi', dopo aver consultato un po' anche il sito di Borsaitaliana ho fatto la seguente ipotesi:
60% = zero coupon Spaolo = 2,40% - no custodia.
15% = ETF S&P euro.
25% = ETF S&P 500 (usa).
Per fare un confronto ho considerato i rendimenti medi del 2005:
ETF S&P euro = 26.1% circa (indice = 22.9% circa).
ETF S&P 500 = 21.3% circa (indice = 18.9% circa).
Con questi parametri, avrei ottenuto un rendimento al lordo delle commissioni d'acquisto di:
60 x 2,4% = 1.44.
15 x 22.9% = 3.91.
25 x 26.1% = 5.32.
totale = 10.67%.
La GPF Spaolo ha reso il 12,5% lordo (11,16% al netto di spese e imposte).
Domande:
1) Non ho ben chiaro se i valori di rendimento di zc. e ETF siano gia' netti di imposte o no.
2) Come vedreste la sostituzione della parte obb (o di una parte di essa) con ETF in obb corporate o con ETF in obb governative euro (non dal punto di vista della convenienza ma da quello dei rischi in confronto ai normali zero coupons non governativi)?
3) Dovrei considerare l'andamento dgli indici invece che quello effettivo degli ETF?
4) Ho fatto qualche grave errore nelle mie considerazioni?
Naturalmente so che non e' prevedibile l'andamento futuro dei prodotti azionari e quindi mi fermo alla simulazione sul 2005 senza pretendere che vada bene per il 2006.
Scusate la lunghezza e spero che riteniate le mie considerazioni di interesse comune. Grazie dell'attenzione.
Fabio

Risposta ADUC
I termini come "private banker", "financial planner", "personal advisor" ecc. servono solo a sviare il cliente. Alla fine si tratta sempre di dover vendere i prodotti che la banca-sim spinge a vendere. Altrimenti non si mangia. I costi di ingresso dei prodotti possono, volendo, sempre abbassarli ed anche azzerarli perche' quelle commissioni finiscono alla rete di vendita e non alla societa' di gestione. Per fare un'analisi dell'efficienza della gestione deve prendere il benchmark dichiarato dalla specifica gestione, e vedra' come la gestione ha reso molto meno per via dell'inefficienza dei fondi comuni che contiene, cui si aggiungono i costi della gestione stessa. Se fa modifiche, a quel punto cambia l'impostazione del portafoglio e quindi non puo' fare paragoni con la gestione. Al massimo puo' paragonarla con una gestione diversa, simile ai nuovi parametri. Ma assicuro che con nel mondo delle GPF, e con quelle San Paolo Imi ancora di piu', e' davvero difficile trovare prodotti validi. I rendimenti, comunque, sono lordi.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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