Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Carta di credito bancoposta e studio legale

2 luglio 2009
Domanda 2 luglio 2009
Sono ad inviarVi una doppia mail in quanto non riesco a spiegare con i soli caratteri di un modulo questo quesito spinoso. Il quesito legale riguarda mia figlia, (premetto che aveva già inoltrato una mail ad altroconsumo come ex abbonata ma non ha mai ricevuto risposta), che è da poco andata a convivere col compagno in un comune vicino nel quale da gennaio è residente anche se a tuttora (dato che la convivenza risulta complessa e ha intenzione di ritornare a vivere al mio domicilio) non ha comunicato il cambio di residenza alla posta e quasi tutte le comunicazioni arrivano quindi al mio indirizzo. Arrivano anche le comunicazioni inerenti il suo conto corrente postale, cointestato con me. Nel 2006 su questo stesso conto ha stipulato, a suo nome, una carta di credito "banco posta classica". Per la verità aveva richiesto uno scoperto sul conto per dei problemi economici momentanei ma le è stata vivamente consigliata la carta di credito con il limite di 1600,00 ¤ perché secondo l'operatrice che le ha fornito le informazioni, era la soluzione più conveniente. Da accordi con la dipendente che le ha rilasciato la carta, la restituzione del credito doveva avvenire ratealmente con l'addebito mensile in conto corrente ma i primi 4 estratti conto sono arrivati a saldo scalando tutto l'importo dovuto dal conto. L'ultimo estratto non è stato interamente saldato perché il conto era privo di disponibilità e la carta è stata bloccata per 5 mesi. Mia figlia ha provveduto a contattare il servizio assistenza clienti che le ha fornito come spiegazione il fatto che a loro la richiesta per l'emissione della carta era arrivata con l'autorizzazione di prelevare l'importo a saldo. E' stata fatta successivamente la richiesta di poter effettuare il rimborso in modo rateale, e si erano stipulate tramite call center rate da 50 ¤ mensili. Per riattivarla abbiamo aspettato mesi, oltre ad aver inviato fax e comunicazioni varie ed esserci sentiti dare dei "ladri" (perché l'ultimo pagamento non era, appunto, andato a buon fine) da un'operatrice del call center. L'ultima volta che la carta ha funzionato prima di essere riattivata a settembre 2007 è stato aprile 2007. A settembre 2008 è stata successivamente bloccata per l'ennesimo motivo, nel conto non c'erano sufficienti fondi per coprire la rata. Ma in questo caso, come per il mese precedente e quello prima, la rata non era tra i ¤50 e gli 89,00 ¤ come da accordo ma di circa 300 ¤. I due mesi successivi mia figlia ha lasciato nel conto solo i 50¤ previsti per la rata concordata. E per questi due mesi il conto è stato prosciugato il 28 del mese. A dicembre addirittura c'erano 18 euro, a gennaio 5 euro, e sono stati prelevati anche quelli. Dal 28 febbraio non è stato più prelevato alcunché. Non è pervenuta alcuna comunicazione in merito a spiegare il perché, né semplici comunicazioni, tantomeno raccomandate.
E' arrivato mercoledì (13/05/2009) un telegramma, che richiedeva un contatto urgente per evitare fini legali, senza alcuna spiegazione su chi chiamare e perché. Giovedì abbiamo contattato il numero indicato che appartiene ad uno studio di recupero crediti che ci ha informato che avevamo tempo fino al giorno 20/05/2009 per decidere se accettare il loro piano rientro altrimenti Deutsche Bank, titolare della carta di credito si sarebbe avvalsa dell'assicurazione ed avrebbe preso le vie legali. Il piano di recupero credito prevede un ammortamento dei 1640,00 euro dovuti in rate, pagabili con 24 cambiali da 79 ¤ mensili. Il costo delle cambiali di ¤ 30 sono a carico di mia figlia che deve pagare in tutto 1886 ¤. La prima domanda è se è legale tutto ciò. Noi abbiamo accettato, non avendo per l'appunto ricevuto alcuna comunicazione da altroconsumo, non abbiamo tempo di discuterne le clausole, veramente dovevamo per forza accettare questo piano entro il 20 per non incorrere in sanzioni legali? E' legale quanto fatto da Deustche Bank sul conto di mia figlia? Ci sono arrivate successivamente a casa le cambiali da reinviare firmate, a nostro carico, e la richiesta da parte dello studio legale di aggiungere alle cambiali 30 ¤ per le spese. Senza alcuna data termine. Due settimane più tardi è arrivato un telegramma in cui si minacciava nuovamente una sanzione legale, non avendo ancora ricevuto le cambiali. Spedite il lunedì, abbiamo contattato il personale per informarli di quanto fatto. Ora abbiamo inoltrato una mail in cui dicevamo allo studio di competenza che avremmo fatto visualizzare quanto da loro scritto ed inviatoci a degli avvocati o ad uno studio legale ed eventualmente contestato quanto fatto in quel momento, ma nessuna risposta da parte loro. Vi chiedo se potete aiutarci Voi prima del 30 agosto, data in cui mia figlia dovrà iniziare a pagare le cambiali. Sono disposta ad inviarVi i fax e gli estratti conto inerenti, la documentazione dello studio legale ed anche a versarVi gli eventuali oneri. Grazie
Norma, da Pedavena (BL)

Risposta ADUC
la brevita' non e' necessariamente un impedimento a spiegare la domanda che si pone... comunque... abbiamo letto il suo lungo messaggio e alcuni passaggi non sono molto chiari. Proviamo a rispondere a cio' che crediamo ci abbia chiesto. Se lei ha accettato di rimborsare il dovuto tramite cambiali, tranne accordi diversi, le spese sono a suo carico cosi' come i costi delle cambiali medesime, e se i numeri sono quelli che ci ha riportato non ci sembrano eccessivi.
Altro discorso, invece, sul fatto che vi eravate accordati per un tipo di pagamento (rateale) e invece vi siete trovati che i prelievi avvenivano direttamente dal conto rispetto alla disponibilita' dello stesso. Su questo potreste avviare una contestazione... ma avete qualcosa di scritto? Comunque, forse, vista la situazione, la soluzione delle cambiali non ci sembra malvagia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →