Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Carrozzine ortopediche

3 giugno 2002
Domanda 3 giugno 2002
Gentilissimo Signori,
La seguo con molta ammirazione, e so che un'infinità di altre persone La seguono, e altrettante sono costrette a tempestarLa per avere un aiuto nel doversi districarsi in questa Legislazione che risulta più intricata di una giungla.
Consapevole della mole di richieste che Le arriveranno, ho anche pensato, nello scriverLe, che forse sto bussando a un muro molto spesso, poichè moltissime saranno le persone che si rivolgono a Voi.
Forse Le sembrerà stupida questa mia richiesta, ma ciò nonostante, confido la grande speranza che possa soffermare lo sguardo sulla vicenda che cercherò di esporLe.
Una vicenda cominciata tranquillamente nel 1995.
Onesti erano i propositi per cui allora stava nascendo, ma che mi sta, adesso, trascinando in un vortice pericoloso.
Storia inverosimile, di anni passati a peregrinare da uno studio a un altro di avvocati, per aver desiderato, perchè mi risultava essere un mio diritto, una carrozzina elettrica personalizzata, con invece, conseguenze assurde
Sono una persona disabile, che per la disonestà della Ditta produttrice di Carrozzine Ortopediche [...], un pezzo della mia vita è stata contornata da rinunce, disagi, attese interminabili, ripetute telefonate, difficoltà nel non potermi muovere agevolmente per l'assenza di una carrozzina elettrica idonea, frustata per aver pagato più della metà una carrozzina elettrica personalizzata mai ricevuta.
Carrozzina mai ricevuta, nemmeno oltre i termini, prefissati, dallo stesso Signor [...].
Mi sento fortemente umiliata perché nessuno vuole riconoscere la grande importanza che ha un ausilio giusto e personalizzato, indispensabile per il raggiungimento dell'autonomia di una persona diversamente abile.
Avevo urgenza, nel 1995 di trovare una carrozzina elettrica estremamente ridotta nelle dimensioni, che mi consentisse il proseguimento del mio lavoro presso lo studio di un fiscalista, situato al 1° piano di uno stabile, avente, per l'appunto, un' ascensore di misure molto piccole.
La mia voglia di vivere, consistente nel raggiungimento di una piena autonomia, realizzabile in gran parte attraverso l'utilizzo di ausili personalizzati, mi fa giungere, dopo varie ricerche, nel maggio 1995, alla Ditta produttrice di Carrozzine Ortopediche [...] ( Reggio Emilia).
Non mi sento tranquilla dover scegliere attraverso il catalogo, ho bisogno di vedere quello che compro, di verificarne la veridicità della pubblicità e la reale praticità, per tale importante ragione, raggiungo il Signor [...].
Insieme, verifichiamo e concordiamo tutte le modifiche da apporre affinché la suddetta carrozzina elettrica corrisponda esattamente alle mie esigenze: dimensioni ridotte e di giusta postura, elementi, questi, importantissimi per il benessere della persona disabile, che non si devono assolutamente trascurare, dato che la suddetta deve stare seduta su di essa tutta la giornata, per 365 giorni l'anno e per gli anni che le sono destinati.
Il 28/10/96 il Signor [...]riconfermava via fax tutte le modifiche menzionate nel nostro incontro, indicandomi le modalità di pagamento.
A distanza di ben 6 anni peregrino da un avvocato a un altro.
Mi ritrovo inoltre a dover sostenere costi per gli avvocati del Signor [...], per indecisioni di competenze territoriali non affrontate e verificate all'inizio dell'iter, da parte dei professionisti a cui mi sono rivolta, particolari giuridici, lasciati cadere da taluni e ripresi da altri in un'altalena di udienze che non trovano fine.
Vorrei uscire da questo orribile incubo, non avere più a che fare con gli avvocati, se ho insistito è semplicemente perché ero certa di essere nel giusto: avevo pagato per avere un oggetto che mi era necessario, che mi facesse stare meglio.
Questo benessere non si è mai realizzato.
Perché di tutto questo non se ne tiene conto?
Mi ritrovo, invece, incapace di capire cosa mi sta succedendo, trovandomi a dover combattere con un mondo che mi è estraneo e freddo, doppiamente umiliata, perché ero certa con £ 5.000.000 che mi aveva regalato una amica, poter avere la mia carrozzina elettrica adattata alle mie esigenze e vivere la mia quotidianità con minor peso possibile.
Questa vicenda è ampiamente documentata.
Io ho rispettato i tempi, perché il signor [...]non ha fatto altrettanto?
La nostra Giustizia riesce a capire i danni morali e fisici che ho dovuto sostenere e continuo a sostenere per una grave mancanza del Signor [...]?
Come cittadina vorrei capire in cosa ho mancato?
Chiedo il Suo aiuto per sbloccare questa angosciosa situazione e alleggerire così, la già tortuosa mia vita.
SaluntandoLa cordialmente attendo fiduciosa.

Risposta ADUC
la sua lettera e' molto bella, ma non indica quale sia il problema.
Quello che possiamo fare e' cercare di indovinare che cosa possa essere avvenuto. Si presuppone non le sia stato consegnato quanto richiesto entro i termini contrattuali. Di conseguenza, ha fatto bene a citare in giudizio la controparte ed avrebbe dovuto vincere la causa. Perche' questo non sia avvenuto, e' un mistero -non specifica nulla- ad ogni modo essendo ormai in causa, anche sapendolo, presumibilmente potremmo rilevare gli errori, ma non esserle d'aiuto. In estrema sintesi, ci pare che forse l'unica cosa possibile sara' -al termine del procedimento- intentare causa allo Stato italiano per l'eccessiva lunghezza del procedimento, chiedendo di conseguenza il rimborso del danno.
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