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Cara ADUC

Capitale Subito e la liberatoria

16 aprile 2005
Domanda 16 aprile 2005
Gentilissimi, è la seconda volta che vi scrivo a proposito di Capitale subito. Dopo avervi illustrato le modalità con cui sono arrivata a sottoscrivere tale investimento, sono ora a chiedervi un consiglio o, comunque, ad esternare le mie perplessità dopo un incontro avuto con la Banca al fine proprio di risolvere la questione. Il Funzionario addetto si è mostrato molto comprensivo e disponibile nei confronti delle mie rimostranze su come mi era stato presentato il prodotto. La mia situazione attuale è che se decidessi di uscire ora perderei 5.000 euro a fronte di 13.000 sborsati (la famosa forbice...). Ecco la proposta che mi hanno fatto: per venire incontro al cliente e considerate le mutate condizioni, anche macro-economiche, rispetto a quelle del 2001 (anno di sottoscrizione dell'investimento), sono disponibili ad abbassare il tasso di interesse al 4.5%. In questo modo la mia rata mensile passerebbe da 306 euro (ho sottoscritto per un capitale di 50.000.000 di lire rimborsabile in dieci anni) a 283 euro circa. A parte l'amarezza che provo pensando che probabilmente da almeno un anno a questa parte sto pagando interessi inutilmente... c'è anche un però. Dovrei firmare una liberatoria con cui, in parole povere, ogni ulteriore discussione sarebbe chiusa in partenza. Il discorso -in banca- stava per chiudersi a tarallucci e vino ma io ho insistito per avere chiarimenti...ho chiesto testualmente: "ma se firmo questa liberatoria non è che poi non ho davvero più la possibilità di uscire (nemmeno rinunciando ai miei 5.000 euro o comunque a quelli della "forbice"), salvo incappare in azioni di tipo civilistico (inadempienza, risarcimento del danno ecc. ecc.)?" Ho spinto ulteriormente paventando, in considerazione del fatto che si tratta sostanzialmente di un mutuo, l'iscrizione nel bollettino dei protestati... Ho apprezzato la sincerità del funzionario che ha glissato ma non mi ha smentito, dicendo che comunque avrebbe parlato con il loro avvocato ed eventualmente fatto aggiungere una postilla che mi garantisse la possibilità di uscire comunque dall'investimento, pur restando a mio carico la famigerata forbice. Ho chiesto ancora per quale motivo dovessero tutelarsi con una liberatoria, dal momento che la loro garanzia è la mia firma in calce al contratto, la stessa che li tutela anche in questo momento, imponendomi l'esborso della forbice in caso di "recesso". Mi ha risposto che il motivo era dovuto alla modifica del contratto. Ho insistito chiedendo perchè non mi facessero solo sottoscrivere un assenso a detta modifica, ma mi è stato risposto che attualmente non è possibile perchè si tratta di un prodotto non più in vendita. Tra l'altro ho letto un pezzetto di questa liberatoria che mi ha colpito, in quanto recitava "rinuncio a qualunque domanda inerente l'investimento ecc." e voi capite che con un termine così neutro e generico come "qualunque domanda" si sottoscrive davvero una cambiale in bianco. Comunque, aldilà della lana caprina, vi sembra che ci siano motivazioni fondate a questa liberatoria e quindi sono io ad essere pacatamente- super diffidente oppure qualche dubbio è legittimo? Sono fermamente intenzionata a non firmare niente, nemmeno in presenza di postille aggiuntive. Sto valutando seriamente l'idea di chiudere tutto, salutando tristemente la mia forbice e con essa la banca. Grazie.
Alessandra, da Reggio Emilia

Risposta ADUC
E' evidente come lo scopo della Banca sia quello di evitarsi un'azione legale successiva. Le nuove condizioni potrebbero essere tranquillamente sancite senza bisogno di firmare alcuna liberatoria. Non conoscendo i dettagli del contratto non sarebbe serio, per noi, consigliarle una strada o l'altra. Le suggerirei di proporre la firma della liberatoria contro il rimborso di una parte consistente delle rate pagate e la chiusura del piano.
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