Cara ADUC
Canone rai
Domanda
12 marzo 2008
Spett.le ADUC,
Ho ricevuto nel maggio dello scorso anno la visita informativa di un agente della RAI il quale su espressa richiesta del sottoscritto di effettuare una verifica diretta all'interno dell'appartamento al fine di verificare la presenza o meno di un apparecchio televisivo, ha detto che non era tenuto a farlo limitandosi ad un breve colloquio via citofono.
Il sottoscritto ha comunicato più volte di non essere in possesso di alcun apparecchio televisivo in quanto vivendo da solo trascorre gran parte del proprio tempo libero lontano dalla propria abitazione e di dedicarsi soprattutto alla lettura ed all'uso del computer.
La RAI ha risposto che una legge del 1938 prevede che il canone di abbonamento è dovuto a seguito della detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle trasmissione televisive affermando che io riceverei le trasmissioni mediante un personal computer.
Alla suddetta risposta è allegato un bollettino di pagamento dal maggio 2007 ( mese in cui è venuto l'agente RAI che non ha voluto fare l'accertamento diretto ) al dicembre 2008 per un importo complessivo pari ad euro 178,06.
Il sottoscritto non possiede alcun computer e non ha alcuna linea telefonica presso la propria abitazione ed utilizza per la navigazione in internet i vari internet point sparsi per la città di Firenze.
Come devo comportarmi secondo Voi?
Grazie per la collaborazione e complimenti per il Vostro lavoro di professionisti qualificati e soprattutto indipendenti.
Distinti saluti.
Roberto, da Firenze (FI)
Ho ricevuto nel maggio dello scorso anno la visita informativa di un agente della RAI il quale su espressa richiesta del sottoscritto di effettuare una verifica diretta all'interno dell'appartamento al fine di verificare la presenza o meno di un apparecchio televisivo, ha detto che non era tenuto a farlo limitandosi ad un breve colloquio via citofono.
Il sottoscritto ha comunicato più volte di non essere in possesso di alcun apparecchio televisivo in quanto vivendo da solo trascorre gran parte del proprio tempo libero lontano dalla propria abitazione e di dedicarsi soprattutto alla lettura ed all'uso del computer.
La RAI ha risposto che una legge del 1938 prevede che il canone di abbonamento è dovuto a seguito della detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle trasmissione televisive affermando che io riceverei le trasmissioni mediante un personal computer.
Alla suddetta risposta è allegato un bollettino di pagamento dal maggio 2007 ( mese in cui è venuto l'agente RAI che non ha voluto fare l'accertamento diretto ) al dicembre 2008 per un importo complessivo pari ad euro 178,06.
Il sottoscritto non possiede alcun computer e non ha alcuna linea telefonica presso la propria abitazione ed utilizza per la navigazione in internet i vari internet point sparsi per la città di Firenze.
Come devo comportarmi secondo Voi?
Grazie per la collaborazione e complimenti per il Vostro lavoro di professionisti qualificati e soprattutto indipendenti.
Distinti saluti.
Roberto, da Firenze (FI)
Risposta ADUC
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In questa sede, aggiunga anche che oltre alla Tv non ha alcun apparecchio atto o adattabile (tra cui personal computer).
Faccia anche una segnalazione alla Corte dei Conti della sua Regione per lo sperpero di denaro pubblico dovuto a richieste assurde: clicca qui
In questa sede, aggiunga anche che oltre alla Tv non ha alcun apparecchio atto o adattabile (tra cui personal computer).
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