Cara ADUC
Canone RAI e visita incaricato
Domanda
17 settembre 2008
Buongiorno,
un sabato mattina di maggio di questo anno (03/05/08) una persona suona al mio citofono, e senza presentarsi, chiede di scendere per la consegna di qualche documento, come solitamente chiede un qualsiasi postino. Mia moglie scende al mio posto, in quanto ero occopato in altra attività, le viene chiesto di firmare un foglio, e quella persona consegna una ricevuta di cui riporto quanto scritto: "Per la detenzione del TV in suo possesso, il sottoscritto, è stato informato di versare l'importo sopra indicato, non avendo ancora provveduto a contrarre il relativo abbonamento", e in allegato un bollettino per provvedere al pagamento entro 10 giorni. Tornata mia moglie, mi informa e mi riporta quanto detto dall'incaricato della RAI, ovvero che se non siamo possessori di televisore, ignoriamo il bollettino.
Il 27 maggio 2008 troviamo nella casella della posta una lettera della Rai (sede di Milano), in cui si fa riferimento alla visita del suo incaricato e a provvedere al pagamento con il bollettino allegato, se non avessi già provveduto alla stipulazione dell'abbonamento. Ignoriamo ancora la lettera.
Il 01 luglio 2008 giunge un'altra comunicazione dalla Rai (sede di Milano), per conto dell'Amministrazione Finanziaria-Sportello Abbonamenti TV, in cui si afferma che il mio nominativo, segnalatogli a seguito della visita informativa effettuata da un loro agente, non risulta presente negli elenchi degli abbonati. Segue invito a provvedere al più presto, per non incorrere in ulteriori oneri, interessi e sanzioni. Ignoriamo la lettera.
Il 02 settembre 2008 giunge un'altra lettera della RAI (sede di Milano), in cui mi comunica che non è pervenuta alcuna risposta utile alla chiusura della mia pratica. Più avanti mi chiedono di fornire loro indicazioni, che consentano di regolarizzare la mia posizione, altrimenti l'Amministrazione Finanziaria procederà ai necessari controlli.
A questo punto mi chiedo se devo agire e in che modo. Innanzitutto il mio dubbio è che la ricevuta dell'incaricato della RAI, (che non è mai salito in casa), sia in realtà una dichiarazione di possesso del televisore, e questo spiegherebbe le successive e frequenti comunicazioni. Chiedo a voi se rispondere adesso con raccomandata tipo il modulo "Non ho il televisore e non vi pago" abbia ancora senso, o se è inevitabile il controllo a domicilio.
Mi permetto solamente di sottolineare i metodi a dir poco non trasparenti con cui un incaricato di un ente pubblico citofona un sabato mattina senza presentarsi, facendo leva sulla buona fede delle persone (o ingenuità), per la riscossione di una tassa di 100¤. Dall'altra parte mia moglie, titolare e maestra di un asilo nido privato convenzionato con un comune, per più di anno non ha percepito reddito, in quanto il comune ritardava a deliberare il pagamento delle rette degli utenti convenzionati di un ammontare intorno a 50.000 di euro. Ad oggi il comune ha saldato il 2006 e il 2007, mentre siamo ancora in attesa di quanto di competenza del 2008. Quest'ultima, solo per raccontare come il rapporto tra cittadino e Stato (leggi istituzioni pubbliche), non solo è sbilanciato totalmente a favore di quest'ultimo a livello teorico, ma anche nella sostanza: recuperare 100 euro (e chissà a quale costo!) per lo Stato è un credito insignificante; recuperare per una piccola società 50.000 euro (con cui si pagano stipendi, spese e ammortamenti) ne vale la sopravvivenza per la società stessa che per le famiglie delle persone che ci lavorano. La questione non è solo monetaria, ma innanzitutto una questione di un corretto rapporto persona/Stato, di libertà e quindi di diritto.
In attesa di un Vostro prezioso consiglio, porgo i miei più sinceri saluti.
Massimo, da Bollate (MI)
un sabato mattina di maggio di questo anno (03/05/08) una persona suona al mio citofono, e senza presentarsi, chiede di scendere per la consegna di qualche documento, come solitamente chiede un qualsiasi postino. Mia moglie scende al mio posto, in quanto ero occopato in altra attività, le viene chiesto di firmare un foglio, e quella persona consegna una ricevuta di cui riporto quanto scritto: "Per la detenzione del TV in suo possesso, il sottoscritto, è stato informato di versare l'importo sopra indicato, non avendo ancora provveduto a contrarre il relativo abbonamento", e in allegato un bollettino per provvedere al pagamento entro 10 giorni. Tornata mia moglie, mi informa e mi riporta quanto detto dall'incaricato della RAI, ovvero che se non siamo possessori di televisore, ignoriamo il bollettino.
Il 27 maggio 2008 troviamo nella casella della posta una lettera della Rai (sede di Milano), in cui si fa riferimento alla visita del suo incaricato e a provvedere al pagamento con il bollettino allegato, se non avessi già provveduto alla stipulazione dell'abbonamento. Ignoriamo ancora la lettera.
Il 01 luglio 2008 giunge un'altra comunicazione dalla Rai (sede di Milano), per conto dell'Amministrazione Finanziaria-Sportello Abbonamenti TV, in cui si afferma che il mio nominativo, segnalatogli a seguito della visita informativa effettuata da un loro agente, non risulta presente negli elenchi degli abbonati. Segue invito a provvedere al più presto, per non incorrere in ulteriori oneri, interessi e sanzioni. Ignoriamo la lettera.
Il 02 settembre 2008 giunge un'altra lettera della RAI (sede di Milano), in cui mi comunica che non è pervenuta alcuna risposta utile alla chiusura della mia pratica. Più avanti mi chiedono di fornire loro indicazioni, che consentano di regolarizzare la mia posizione, altrimenti l'Amministrazione Finanziaria procederà ai necessari controlli.
A questo punto mi chiedo se devo agire e in che modo. Innanzitutto il mio dubbio è che la ricevuta dell'incaricato della RAI, (che non è mai salito in casa), sia in realtà una dichiarazione di possesso del televisore, e questo spiegherebbe le successive e frequenti comunicazioni. Chiedo a voi se rispondere adesso con raccomandata tipo il modulo "Non ho il televisore e non vi pago" abbia ancora senso, o se è inevitabile il controllo a domicilio.
Mi permetto solamente di sottolineare i metodi a dir poco non trasparenti con cui un incaricato di un ente pubblico citofona un sabato mattina senza presentarsi, facendo leva sulla buona fede delle persone (o ingenuità), per la riscossione di una tassa di 100¤. Dall'altra parte mia moglie, titolare e maestra di un asilo nido privato convenzionato con un comune, per più di anno non ha percepito reddito, in quanto il comune ritardava a deliberare il pagamento delle rette degli utenti convenzionati di un ammontare intorno a 50.000 di euro. Ad oggi il comune ha saldato il 2006 e il 2007, mentre siamo ancora in attesa di quanto di competenza del 2008. Quest'ultima, solo per raccontare come il rapporto tra cittadino e Stato (leggi istituzioni pubbliche), non solo è sbilanciato totalmente a favore di quest'ultimo a livello teorico, ma anche nella sostanza: recuperare 100 euro (e chissà a quale costo!) per lo Stato è un credito insignificante; recuperare per una piccola società 50.000 euro (con cui si pagano stipendi, spese e ammortamenti) ne vale la sopravvivenza per la società stessa che per le famiglie delle persone che ci lavorano. La questione non è solo monetaria, ma innanzitutto una questione di un corretto rapporto persona/Stato, di libertà e quindi di diritto.
In attesa di un Vostro prezioso consiglio, porgo i miei più sinceri saluti.
Massimo, da Bollate (MI)
Risposta ADUC
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti