Cara ADUC
Canone rai - riferimenti normativi 2
Domanda
21 marzo 2008
Cara ADUC,
innanzitutto Vi ringrazio per la Vs. pronta risposta.
Però, come già avevo immaginato, una tale giustificazione è molto labile e priva di alcun riferimento normativo.
Che la RAI stabilisca sul proprio sito che è tenuto al pagamento del canone ogni nucleo familiare, non vuol dire che ciò sia legge, anzi costituisce eccesso di potere. Infatti, unico soggetto competente a emanare le leggi in materia tributaria è il parlamento.
Orbene, se nell'art. 6 del RD 246/38 si parla di residenza (tra l'altro con riferimento al libretto dell'abbonato), da ciò non si può in alcun modo far derivare che ogni nucleo familiare convivente nel medesimo appartamento sia tenuto in proprio al pagamento del canone.
Infatti, principio della norma è che sia tenuto al pagamento esclusivamente chi detiene l'apparecchio.
Orbene, seppure per "detenzione" nell'attuale codificazione si intende un mero potere di fatto sulla cosa non accompagnato dall'intenzione di esercitare una attività corrispondente ad un diritto reale, non si può dimenticare che il RD è del 1938, il codice civile è del 1942.
La detenzione del 1938 è chiaramente da intendersi come titolo di proprietà, altrimenti si dovrebbe ritenere che il legislatore volesse che in un nucleo familiare di 5 persone pagassero in 5.
Allora due sono le alternative: o il nucleo di cinque persone paga 5 canoni (secondo la lettera della legge) oppure è dovuto un solo canone per abitazione, indipendentemente dal numero delle famiglie anagrafiche di cui all'art. 4 del DPR 223/89.
Sarà poi la RAI a verificare se la residenza di più famiglie in una sola abitazione sia fittizia, al fine di pagare un solo canone, o reale.
Distinti saluti.
Stefano, da Roma (RM)
innanzitutto Vi ringrazio per la Vs. pronta risposta.
Però, come già avevo immaginato, una tale giustificazione è molto labile e priva di alcun riferimento normativo.
Che la RAI stabilisca sul proprio sito che è tenuto al pagamento del canone ogni nucleo familiare, non vuol dire che ciò sia legge, anzi costituisce eccesso di potere. Infatti, unico soggetto competente a emanare le leggi in materia tributaria è il parlamento.
Orbene, se nell'art. 6 del RD 246/38 si parla di residenza (tra l'altro con riferimento al libretto dell'abbonato), da ciò non si può in alcun modo far derivare che ogni nucleo familiare convivente nel medesimo appartamento sia tenuto in proprio al pagamento del canone.
Infatti, principio della norma è che sia tenuto al pagamento esclusivamente chi detiene l'apparecchio.
Orbene, seppure per "detenzione" nell'attuale codificazione si intende un mero potere di fatto sulla cosa non accompagnato dall'intenzione di esercitare una attività corrispondente ad un diritto reale, non si può dimenticare che il RD è del 1938, il codice civile è del 1942.
La detenzione del 1938 è chiaramente da intendersi come titolo di proprietà, altrimenti si dovrebbe ritenere che il legislatore volesse che in un nucleo familiare di 5 persone pagassero in 5.
Allora due sono le alternative: o il nucleo di cinque persone paga 5 canoni (secondo la lettera della legge) oppure è dovuto un solo canone per abitazione, indipendentemente dal numero delle famiglie anagrafiche di cui all'art. 4 del DPR 223/89.
Sarà poi la RAI a verificare se la residenza di più famiglie in una sola abitazione sia fittizia, al fine di pagare un solo canone, o reale.
Distinti saluti.
Stefano, da Roma (RM)
Risposta ADUC
ci sono anche sentenze di Corte Costituzionale che avvalorano l'azione della Rai rispetto al pagamento per ogni residente. Trova tutto qui: clicca qui
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