Cara ADUC
Canone Rai - richieste diverse agli stranieri
Domanda
4 ottobre 2008
Grazie per essere tornati ad occuparvi della questione del canone Rai.
Sono una firmataria della vostra prima petizione e desidero aggiungere una testimonianza ulteriore dei modi con cui la Rai si rivolge ai cittadini.
Da quando sono uscita dalla mia famiglia d'origine nel 1976 non ho mai posseduto un televisore e da oltre trent'anni cestino le ingiunzioni Rai in quanto vi si dà per scontato che ogni residente abbia un televisore o debba giustificarsi dimostrando il proprio status di parente convivente di qualche abbonato. Anche qui non è chiara la situazione delle coppie di fatto o delle persone che coabitano essendo usato indifferentemente il termine "nucleo anagrafico" nella lettera in italiano e "nucleo familiare" nella scheda di raccolta dati.
Poiché la possibilità di non possedere un televisore non è contemplata non mi sono sentita in obbligo di farla presente. Del resto in questa società sempre più orwelliana preferisco passare per una normale abusiva che per una pericolosa sovversiva. Questo mio atteggiamento non ha avuto finora altre conseguenze che il reiterato invio dell'ingiunzione e delle relative minacce.
Ma c'è una disgustosa evoluzione nell'ultima ingiunzione ricevuta che ho scannerizzato e che vi allego: una totale diversità di trattamento per italiani e stranieri. Mentre nella versione italiana si fa riferimento solo al televisore e non ad altri mezzi atti o adattabili alla ricezione dei canali Rai, nelle traduzioni francese e inglese (è da verificare il cinese e l'arabo) si legge chiaramente l'obbligo del canone per chi possiede anche solo il pc e gli altri multimedia. Anche agli stranieri si chiede di certificare il proprio status di conviventi con riferimento allo stato di famiglia. In altre parole se ho ben capito tre lavoratori regolari e singoli "capifamiglia" che per questioni economiche condividano un appartamento dovrebbero pagare tre canoni! Due canoni dovrebbero essere pagati anche da una coppia convivente e non sposata visto che solo i "dico" potrebbero far rientrare entrambi in un certificato di "famiglia". Siamo a questo punto???
Vi prego di far notare anche questa odiosa disparità di trattamento. Io con la Rai non parlo.
Grazie per tutto quanto potrete fare in difesa dei cittadini e della legalità.
P.S dato lo spazio limitato non riesco ad inviarvi la riproduzione scannerizzata citata. Se vi interessa ditemi come inviarla - Grazie
Lorena, da Sesto San Giovanni (MI)
Sono una firmataria della vostra prima petizione e desidero aggiungere una testimonianza ulteriore dei modi con cui la Rai si rivolge ai cittadini.
Da quando sono uscita dalla mia famiglia d'origine nel 1976 non ho mai posseduto un televisore e da oltre trent'anni cestino le ingiunzioni Rai in quanto vi si dà per scontato che ogni residente abbia un televisore o debba giustificarsi dimostrando il proprio status di parente convivente di qualche abbonato. Anche qui non è chiara la situazione delle coppie di fatto o delle persone che coabitano essendo usato indifferentemente il termine "nucleo anagrafico" nella lettera in italiano e "nucleo familiare" nella scheda di raccolta dati.
Poiché la possibilità di non possedere un televisore non è contemplata non mi sono sentita in obbligo di farla presente. Del resto in questa società sempre più orwelliana preferisco passare per una normale abusiva che per una pericolosa sovversiva. Questo mio atteggiamento non ha avuto finora altre conseguenze che il reiterato invio dell'ingiunzione e delle relative minacce.
Ma c'è una disgustosa evoluzione nell'ultima ingiunzione ricevuta che ho scannerizzato e che vi allego: una totale diversità di trattamento per italiani e stranieri. Mentre nella versione italiana si fa riferimento solo al televisore e non ad altri mezzi atti o adattabili alla ricezione dei canali Rai, nelle traduzioni francese e inglese (è da verificare il cinese e l'arabo) si legge chiaramente l'obbligo del canone per chi possiede anche solo il pc e gli altri multimedia. Anche agli stranieri si chiede di certificare il proprio status di conviventi con riferimento allo stato di famiglia. In altre parole se ho ben capito tre lavoratori regolari e singoli "capifamiglia" che per questioni economiche condividano un appartamento dovrebbero pagare tre canoni! Due canoni dovrebbero essere pagati anche da una coppia convivente e non sposata visto che solo i "dico" potrebbero far rientrare entrambi in un certificato di "famiglia". Siamo a questo punto???
Vi prego di far notare anche questa odiosa disparità di trattamento. Io con la Rai non parlo.
Grazie per tutto quanto potrete fare in difesa dei cittadini e della legalità.
P.S dato lo spazio limitato non riesco ad inviarvi la riproduzione scannerizzata citata. Se vi interessa ditemi come inviarla - Grazie
Lorena, da Sesto San Giovanni (MI)
Risposta ADUC
la ringraziamo della lettera che ci ha inviato. Conosciamo la questione:
clicca qui
Anche i conviventi, comunque, possono essere inseriti nello stesso nucleo familiare (occorre formalizzare la situazione presso il proprio comune).
ADUC Tlc - clicca qui
clicca qui
Anche i conviventi, comunque, possono essere inseriti nello stesso nucleo familiare (occorre formalizzare la situazione presso il proprio comune).
ADUC Tlc - clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti