Cara ADUC
Canone RAI e persone conviventi
Domanda
17 ottobre 2013
Gentilissimi,
dopo un cambio di residenza che mi ha fatto uscire dallo stato famiglia precedente, sono diventato anch'io oggetto di lettere da parte della RAI che mi sollecitano a pagare il canone.
Ora: io sono andato a vivere nella casa di proprietà della mia compagna e di suo padre. Loro pagano un canone (e lasciamo perdere che la RAI ha bersagliato anche lei fingendo di aver "accertato" che non fosse più nello stato famiglia del padre, per arrendersi in seconda battuta all'evidenza che lei è coperta dal canone pagato dal padre in quanto nello stesso stato famiglia). Anch'io avevo purtroppo ingenuamente risposto dicendo che il canone lo pagava già suo padre, al che loro mi han risposto dicendo che io non faccio parte del loro stesso stato famiglia e che devo pagare. Non avendo risposto, adesso mi dicono che "l'Amministrazione Finanziaria dello Stato procederà agli accertamenti previsti dalla legge a carico di detentori di apparecchi atti ecc."
Per quanto sia iniquo, so già che la legge permette alla RAI di esigere da me che paghi un secondo canone di abbonamento per guardare tutti e 3 la stessa tv (come da vostra FAQ).
Ora mi domando: ma visto che siamo due DIVERSE famiglie che abitano nella stessa casa e per legge dobbiamo pagare 2 "abbonamenti RAI", io posso slegare le mie scelte dalle loro? Ossia posso comunicare alla RAI che non possiedo alcuna TV e che non la guardo, e che vengano a ispezionare pure (la tv che troveranno è del padre della mia compagna, regolare abbonato)?
Perché non vorrei che la legge permettesse alla RAI di esigere 2 abbonamenti per gli stati di famiglia diversi, ma poi desse per scontato che io "detengo" una tv visto che vivo nello stesso appartamento di chi paga il canone. Cioè non è che se si tratta di pagare allora siamo due, e se si tratta di guardare allora siamo una cosa unica? Cioè io non posso avere una vita diversa dalla loro sebbene viviamo nello stesso appartamento e io non pago il canone perché non ho tv e non la guardo?
Nel caso si possa fare, che comunicazioni devo fare alla Rai visto che al momento non sono ancora iscritto a ruolo?
Grazie e scusate le ripetizioni, ma sono indignato da questo doppio binario che la legge italiana permette.
Cari saluti.
Federico, da Bassano Del Grappa (VI)
dopo un cambio di residenza che mi ha fatto uscire dallo stato famiglia precedente, sono diventato anch'io oggetto di lettere da parte della RAI che mi sollecitano a pagare il canone.
Ora: io sono andato a vivere nella casa di proprietà della mia compagna e di suo padre. Loro pagano un canone (e lasciamo perdere che la RAI ha bersagliato anche lei fingendo di aver "accertato" che non fosse più nello stato famiglia del padre, per arrendersi in seconda battuta all'evidenza che lei è coperta dal canone pagato dal padre in quanto nello stesso stato famiglia). Anch'io avevo purtroppo ingenuamente risposto dicendo che il canone lo pagava già suo padre, al che loro mi han risposto dicendo che io non faccio parte del loro stesso stato famiglia e che devo pagare. Non avendo risposto, adesso mi dicono che "l'Amministrazione Finanziaria dello Stato procederà agli accertamenti previsti dalla legge a carico di detentori di apparecchi atti ecc."
Per quanto sia iniquo, so già che la legge permette alla RAI di esigere da me che paghi un secondo canone di abbonamento per guardare tutti e 3 la stessa tv (come da vostra FAQ).
Ora mi domando: ma visto che siamo due DIVERSE famiglie che abitano nella stessa casa e per legge dobbiamo pagare 2 "abbonamenti RAI", io posso slegare le mie scelte dalle loro? Ossia posso comunicare alla RAI che non possiedo alcuna TV e che non la guardo, e che vengano a ispezionare pure (la tv che troveranno è del padre della mia compagna, regolare abbonato)?
Perché non vorrei che la legge permettesse alla RAI di esigere 2 abbonamenti per gli stati di famiglia diversi, ma poi desse per scontato che io "detengo" una tv visto che vivo nello stesso appartamento di chi paga il canone. Cioè non è che se si tratta di pagare allora siamo due, e se si tratta di guardare allora siamo una cosa unica? Cioè io non posso avere una vita diversa dalla loro sebbene viviamo nello stesso appartamento e io non pago il canone perché non ho tv e non la guardo?
Nel caso si possa fare, che comunicazioni devo fare alla Rai visto che al momento non sono ancora iscritto a ruolo?
Grazie e scusate le ripetizioni, ma sono indignato da questo doppio binario che la legge italiana permette.
Cari saluti.
Federico, da Bassano Del Grappa (VI)
Risposta ADUC
lei pone domande molto sensate, la cui risposta risiede nel concetto di "detenzione" di apparecchio TV. Per detenzione si intende "avere la disponibilità" di un apparecchio TV. In altri termini, non è un tributo sul televisore, ma un tributo su tutti coloro che in casa hanno la disponibilità di un televisore (indipendentemente dal fatto che lo utilizzino o meno).
L'unico caso in cui si potrebbe forse affermare di non detenere un apparecchio tv pur essendocene uno in casa, è se il televisore è ad esempio nella stanza da letto (non accessibile ad altri) di un coinquilino. E' il tipico caso degli studenti fuori sede che condividono un appartamento: se uno di loro in camera sua ha un televisore a cui solo lui puo' accedere, gli altri studenti possono affermare di non detenere alcun televisore. Altrimenti, se uno di questi studenti ha il televisore e lo mette in aree comuni (cucina, sala etc.), ecco che tutti "detengono" un televisore. Speriamo di esser stati chiari.
Nel suo caso, quindi, se il televisore non le è accessibile,
si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida spiegando di non detenere alcun televisore:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Altrimenti, le consigliamo di pagare il canone perché in questi casi la cartella esattoriale è praticamente certa.
L'unico caso in cui si potrebbe forse affermare di non detenere un apparecchio tv pur essendocene uno in casa, è se il televisore è ad esempio nella stanza da letto (non accessibile ad altri) di un coinquilino. E' il tipico caso degli studenti fuori sede che condividono un appartamento: se uno di loro in camera sua ha un televisore a cui solo lui puo' accedere, gli altri studenti possono affermare di non detenere alcun televisore. Altrimenti, se uno di questi studenti ha il televisore e lo mette in aree comuni (cucina, sala etc.), ecco che tutti "detengono" un televisore. Speriamo di esser stati chiari.
Nel suo caso, quindi, se il televisore non le è accessibile,
si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida spiegando di non detenere alcun televisore:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Altrimenti, le consigliamo di pagare il canone perché in questi casi la cartella esattoriale è praticamente certa.
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