Cara ADUC
Canone RAI: ingiunzione di pagamento
Domanda
12 agosto 2009
1.In data 23 novembre 2003, preso visione di quanto allora illustrato sul sito della RAI: www.abbonamenti.rai.it, ho provveduto a compilare apposita domanda di esenzione;
2. In particolare la normativa di allora specificava che tra il personale esentato dal pagamento del canone rientravano gli appartenenti alle Forze NATO, previa presentazione di specifica attestazione di servizio e documentazione di riconoscimento, regolarmente inviata. (pagine in copia scaricata del sito di allora sono state inviate in allegato alla domanda). Con specifico riferimento a questo punto, vorrei sottolineare come allora non sussistesse distinguo alcuno tra personale nazionale e/o straniero.
3. Tale domanda è stata inoltrata il 23 novembre 2003 e ricevuta in data 17 dicembre 2003, senza che al riguardo sia stata inviata alcuna obiezione.
4. Successivamente, a partire dal 2005, sempre sul sito della RAI, tale normativa è stata modificata, così qual è disponibile a tutt'oggi, specificando come il personale appartenente alla NATO esentato dal pagamento sia solo quello di cittadinanza straniera, e pertanto a seguito di questa variante e nel rispetto della normativa vigente, a decorrere dall'anno 2005 ho pertanto provveduto, nuovamente alla regolarizzazione della mia posizione con il pagamento del canone RAI.
6. In data 21 maggio 2008 la RAI mi ingiungeva di regolarizzare il pagamento relativo all'anno 2004. rimarcando che valeva quanto indicato sul sito modificato nel 2005 nonostante nel 2004 non fosse specificata la distinzione tra personale di cittadinanza italiana od estera.
7. Il sottoscritto provvedeva ad inviare una Raccomandata, nuovamente con tutti i documenti allegati, specificando che il pagamento relativo al 2004 era stato sospeso in virtù di quanto indicato nel loro sito, ed inoltre lamentava che la propria domanda inoltrata in data 23 novembre non aveva ricevuto rilievo o contestazione alcuna fino al 21 maggio 2008, giustificandone l'interpretazione di accettazione per silenzio/assenso.
8. In data 7 agosto nuovamente mi è giunta, priva ancora una volta di commento alcuno un'ingiunzione di pagamento maggiorata.
Chiedo ora se è lecito e legale da parte dell'azienda in oggetto far valere con prepotenza e con preclusione totale ad ogni chiarimento il proprio operato tramite ingiunzione da parte dell'ESATRI, partendo da una propria posizione di monopolio e imponendo un pagamento che appare palesemente come un abuso burocratico, laddove l'errore, del caso specifico è stato nella presentazione di un sito esplicativo su diritti e doveri dell'utente approssimativamente compilato.
Tale atteggiamento a parer mio si basa sul fatto che difficilmente l'utente ricorrerà alle vie legali per una cifra pari a 156 euro, garantendo l'impunità del funzionario allora responsabile del sito stesso e nella certezza della posizione di forza quale azienda di Stato. Chiedo una cortese delucidazione ed indicazioni su come regolarmi in merito. Grazie!
Marco, da Olgiate Olona (VA)
2. In particolare la normativa di allora specificava che tra il personale esentato dal pagamento del canone rientravano gli appartenenti alle Forze NATO, previa presentazione di specifica attestazione di servizio e documentazione di riconoscimento, regolarmente inviata. (pagine in copia scaricata del sito di allora sono state inviate in allegato alla domanda). Con specifico riferimento a questo punto, vorrei sottolineare come allora non sussistesse distinguo alcuno tra personale nazionale e/o straniero.
3. Tale domanda è stata inoltrata il 23 novembre 2003 e ricevuta in data 17 dicembre 2003, senza che al riguardo sia stata inviata alcuna obiezione.
4. Successivamente, a partire dal 2005, sempre sul sito della RAI, tale normativa è stata modificata, così qual è disponibile a tutt'oggi, specificando come il personale appartenente alla NATO esentato dal pagamento sia solo quello di cittadinanza straniera, e pertanto a seguito di questa variante e nel rispetto della normativa vigente, a decorrere dall'anno 2005 ho pertanto provveduto, nuovamente alla regolarizzazione della mia posizione con il pagamento del canone RAI.
6. In data 21 maggio 2008 la RAI mi ingiungeva di regolarizzare il pagamento relativo all'anno 2004. rimarcando che valeva quanto indicato sul sito modificato nel 2005 nonostante nel 2004 non fosse specificata la distinzione tra personale di cittadinanza italiana od estera.
7. Il sottoscritto provvedeva ad inviare una Raccomandata, nuovamente con tutti i documenti allegati, specificando che il pagamento relativo al 2004 era stato sospeso in virtù di quanto indicato nel loro sito, ed inoltre lamentava che la propria domanda inoltrata in data 23 novembre non aveva ricevuto rilievo o contestazione alcuna fino al 21 maggio 2008, giustificandone l'interpretazione di accettazione per silenzio/assenso.
8. In data 7 agosto nuovamente mi è giunta, priva ancora una volta di commento alcuno un'ingiunzione di pagamento maggiorata.
Chiedo ora se è lecito e legale da parte dell'azienda in oggetto far valere con prepotenza e con preclusione totale ad ogni chiarimento il proprio operato tramite ingiunzione da parte dell'ESATRI, partendo da una propria posizione di monopolio e imponendo un pagamento che appare palesemente come un abuso burocratico, laddove l'errore, del caso specifico è stato nella presentazione di un sito esplicativo su diritti e doveri dell'utente approssimativamente compilato.
Tale atteggiamento a parer mio si basa sul fatto che difficilmente l'utente ricorrerà alle vie legali per una cifra pari a 156 euro, garantendo l'impunità del funzionario allora responsabile del sito stesso e nella certezza della posizione di forza quale azienda di Stato. Chiedo una cortese delucidazione ed indicazioni su come regolarmi in merito. Grazie!
Marco, da Olgiate Olona (VA)
Risposta ADUC
il problema e' tutto nel dimostrare che sul sito Rai, in quel periodo per cui le chiedono il pagamento, non era specificato che l'esenzione era solo per cittadini stranieri appartenenti alla Nato. Non crediamo che la norma sia cambiata nel tempo ma che la Rai avesse fatto un errore nel riportare l'esenzione cosi' come indicato dalla convenzione di Londra del 1951 (clicca qui) e poi abbia provveduto a rimediarvi. Quindi la richiesta sarebbe legittima, come pero' sarebbe legittima la sua richiesta danni alla Rai. Se non riesce a trovare un accordo bonario (contatti la sede regionale della Rai dove lei ha l'abitazione, che' in genere sono uffici con cui e' possibile interloquire), verificato che la norma non e' cambiata, dovrebbe pagare e poi citare la Rai per danni (grazie anche alla documentazione a suo tempo inviata e alle schermate Internet da lei conservate), a partire da una messa in mora:
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