Cara ADUC
Canone RAI - ennesimo bluff?
Domanda
30 ottobre 2010
Spett.le ADUC,
non avendo trovato nulla di attinente nella vostra preziosa documentazione, mi permetto di scrivervi per segnalarvi questa ennesima casistica dei rapporti RAI-contribuente.
A seguito di cambio residenza con contestuale avvio di un nuovo stato di famiglia, ricevo svariati solleciti di pagamento da parte della RAI, ai primi dei quali rispondo, tramite raccomandata, che non posseggo tv (o altri apparecchi abilitati…).
Qualche settimana fa ricevo invece la visita di un funzionario RAI il quale – oltre a ricordarmi che il possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione mi impone il pagamento della tassa – insinua che “al giorno d’oggi, grazie alle nuove tecnologie (definizione alquanto generica, che prova solo vagamente a declinare in: acquisto di pc, decoder, abbonamenti internet, ecc…) è più facile per la RAI, tramite l’incrocio dei dati relativi ad abbonamenti od estratti-conto creditizi, risalire a chi sia in possesso di suddetti apparecchi che impongono il pagamento della tassa”.
Non credo alle mie orecchie!!! La RAI che incrocia i miei dati con quelli di FastWeb? Ma soprattutto: la RAI che accede al mio conto corrente bancario??? Ma chi la autorizza???
Sono stato al gioco e, guardandomi bene dal firmare qualsiasi cosa, ho accettato la notifica di pagamento che mi ha voluto consegnare, in cui si attesta – manco a dirlo – che SONO IN POSSESSO DI UN TELEVISORE.
Ho successivamente scritto all’Agenzia delle Entrate – come da voi suggerito – la quale mi ha risposto nel giro di una ventina di giorni, assumendo il ben noto atteggiamento Pilatesco, rinviando al Ministero dello Sviluppo Economico l’onere di dirimere la questione.
Vi chiedo a questo punto se debba limitarmi al silenzio, o procedere intimando alla RAI di produrmi le evidenze di tali accertamenti…
Grazie in anticipo,
Andrea, da Fanano (MO)
non avendo trovato nulla di attinente nella vostra preziosa documentazione, mi permetto di scrivervi per segnalarvi questa ennesima casistica dei rapporti RAI-contribuente.
A seguito di cambio residenza con contestuale avvio di un nuovo stato di famiglia, ricevo svariati solleciti di pagamento da parte della RAI, ai primi dei quali rispondo, tramite raccomandata, che non posseggo tv (o altri apparecchi abilitati…).
Qualche settimana fa ricevo invece la visita di un funzionario RAI il quale – oltre a ricordarmi che il possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione mi impone il pagamento della tassa – insinua che “al giorno d’oggi, grazie alle nuove tecnologie (definizione alquanto generica, che prova solo vagamente a declinare in: acquisto di pc, decoder, abbonamenti internet, ecc…) è più facile per la RAI, tramite l’incrocio dei dati relativi ad abbonamenti od estratti-conto creditizi, risalire a chi sia in possesso di suddetti apparecchi che impongono il pagamento della tassa”.
Non credo alle mie orecchie!!! La RAI che incrocia i miei dati con quelli di FastWeb? Ma soprattutto: la RAI che accede al mio conto corrente bancario??? Ma chi la autorizza???
Sono stato al gioco e, guardandomi bene dal firmare qualsiasi cosa, ho accettato la notifica di pagamento che mi ha voluto consegnare, in cui si attesta – manco a dirlo – che SONO IN POSSESSO DI UN TELEVISORE.
Ho successivamente scritto all’Agenzia delle Entrate – come da voi suggerito – la quale mi ha risposto nel giro di una ventina di giorni, assumendo il ben noto atteggiamento Pilatesco, rinviando al Ministero dello Sviluppo Economico l’onere di dirimere la questione.
Vi chiedo a questo punto se debba limitarmi al silenzio, o procedere intimando alla RAI di produrmi le evidenze di tali accertamenti…
Grazie in anticipo,
Andrea, da Fanano (MO)
Risposta ADUC
diremmo che ha fatto tutto quello che poteva fare. Per quanto riguarda gli accertamenti della Rai, puo' solo controllare i dati già in loro possesso. Non possono invece ottenere dati da gestori telefonici o banche. Cercano solo di "spaventare".
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