Cara ADUC
Cambiamenti nei fondi comuni e scelte conseguenti
Domanda
14 agosto 2004
Ho dei fondi Unicredit sui quali perdo naturalmente. La Banca ora mi comunica che da Ottobre passeranno con Pioneer. Un fondo viene incorporato in un altro e altri due (azionario e bilanciato) cambiano denominazione. Ho imparato a non fidarmi e dal poco che ho capito l'operazione avviene disinvestendo i vecchi fondi e investendo nei nuovi, naturalmente realizzando la perdita secca. Chiedo alla Banca e mi dicono che non e' cosi' perche' comunque mi viene riconosciuto il valore attuale, sembra parlare con sordi e essere trattati da imbecilli. Se disinvesto e mi prendo i soldi e' meglio, o posso evitare di realizzare la perdita magari proibendo alla Banca di afre l'operazione che vuole fare? Ma non occorre comunque la mia approvazione, possono farlo senza mia firma. Grazie per la risposta.
Salvatore, da Napoli
Salvatore, da Napoli
Risposta ADUC
Le operazioni straordinarie che interessano fondi comuni sono decise dalla Societa' di Gestione e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Entrano in vigore soltanto 180 giorni dopo la pubblicazione in modo da permettere la massima pubblicita' possibile prima che avvengano. Quando ci sono operazioni straordinarie sui fondi posseduti occorre soprattutto valutare se, e quanto, le modifiche incidano sulla struttura del proprio portafoglio e sulle strategie di investimento poste in essere. Se viene cambiato solo il nome e nulla altro, ad esempio, la modifica non ha alcun impatto concreto. Diverso, invece, se ci sono cambiamenti nella tipologia di fondo (o comunque nelle finalita' e metodologie seguite) per via di una modifica ai regolamenti oppure in seguito a fusioni tra fondi. "Realizzare la perdita secca" e' un luogo comune finanziario, un comportamento non razionale da parte degli investitori, determinato soprattutto dalla storiella raccontata dai venditori secondo la quale "le perdite sono virtuali, solo vendendo si consolidano". Molti clienti sarebbero stati contenti di "consolidare" la perdita del solo anno 2000, ad esempio, senza mantenere i fondi anche nel corso degli anni successivi, magari "mediando al ribasso per abbassare il prezzo di carico", altro assurdo finanziario molto in voga tra i venditori di fondi comuni. Uno strumento si vende quando ci sono ragioni per vendere. Il cliente in perdita attende, magari media... e loro continuano ad incassare le commissioni. Ricordo di aver incontrato un promotore finanziario che era contento di avere tutti i clienti in perdita perche' "il cliente in perdita non vende perche' e' sotto, mentre il cliente in guadagno puo' lasciarti".
Anzi, proprio il caso della fusione fa comprendere come il "consolidare le perdite" sia una illusione ottica: il fondo viene incorporato in base al suo valore corrente e la fusione non comporta perdite ne' guadagni rispetto all'ultimo valore della quota.
Non e' sempre "naturale", infine, essere in perdita: molto spesso si e' in perdita per colpa di una "consulenza" interessata da parte del venditore che porta ad una errata costruzione del portafoglio.
------------------------------------------
Ha risposto Giuseppe D'Orta
clicca qui
Anzi, proprio il caso della fusione fa comprendere come il "consolidare le perdite" sia una illusione ottica: il fondo viene incorporato in base al suo valore corrente e la fusione non comporta perdite ne' guadagni rispetto all'ultimo valore della quota.
Non e' sempre "naturale", infine, essere in perdita: molto spesso si e' in perdita per colpa di una "consulenza" interessata da parte del venditore che porta ad una errata costruzione del portafoglio.
------------------------------------------
Ha risposto Giuseppe D'Orta
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti