Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Calvario con il canone Rai

23 ottobre 2009
Domanda 23 ottobre 2009
RingraziandoLa anticipatamente per quanto svolto da Lei e dall'Associazione
di cui fa parte, desidererei sottoporre alla Sua cortese attenzione una
problematica che mi sta ormai da mesi letteralmente "sfiancando", anche se
il mio intento è non demordere, anche alla luce dei recenti episodi ben noti
alla cronaca di tutti i giorni. Orbene, la questione è legata al famigerato "canone Rai", che asserisco di non dover pagare in quanto non possiedo alla data odierna alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi radiotelevisivi. Mi permetto di descriverLe brevemente un excursus che sarà utile per una corretta valutazione dei fatti allo stato degli atti:
1) Nell'anno 2007 (novembre) acquisto la mia "prima casa", ove trasferisco la
residenza nel giugno 2008, così come previsto dalla legge in materia di
benefici ed agevolazioni fiscali;
2) Prima del cambio di residenza, convivevo con mia madre che regolarmente
pagava e paga il canone Rai;
3) In data 30 marzo 2009, inizia il mio "calvario" con una lettera inviatami
dal S.A.T. della Rai, che mi richiedeva il pagamento del canone Rai per
l'anno 2009 (lettera semplice, non racc. R/A);
4) In data 10.04.2009 invio al S.A.T. una comunicazione scritta (autocertificazione) con racc. A/R, in cui dichiaro di non possedere al momento apparecchiature la cui detenzione farebbe scaturire l'obbligo al pagamento del canone, dichiarando, altresì, che l'appartamento da me acquistato è interessato da lavori di ristrutturazione che quindi non mi permettono di goderne appieno (TV compresa), ma che sarebbe stata mia cura informarli tempestivamente di un acquisto di apparecchi di cui sopra, al fine di regolarizzare la mia posizione contributiva.
5) Per tutta risposta (sempre con lettera semplice), mi dicono che la mia
comunicazione è "inefficacie"(?) perché avrei dovuto chiedere la "disdetta"
dell'abbonamento mediante SUGGELLAMENTO o CESSIONE dell'apparecchio (che non
ho!);
6) In data 07.09.2009 il S.A.T (sempre con lettera semplice) mi intima il
pagamento dell'abbonamento entro 20 gg., pena iscrizione a ruolo e
trasferimento al concessionario per la riscossione (l'oggetto di quest'ultima lettera è "PREAVVISO DI ISCRIZIONE A RUOLO A FRONTE DI MANCATO PAGAMENTO DEL CANONE DI ABBONAMENTO ALLA TELEVISIONE"), con tanto di minacce di sanzioni, e quant'altro;
7) A questo punto invio una mia missiva con racc. A/R al S.A.T., DIFFIDANDOLI dal procedere all'iscrizione a ruolo per mancanza di presupposti oggettivo-soggettivi, il tutto in data 22.09.2009: ho utilizzato un Vs modulo "DIFFIDA", e Vi ringrazio per questo;
8) In data 13.10.2009, laconicamente il S.A.T. mi riscrive (sempre con lettera semplice) intimandomi ancora di pagare entro il 30 ottobre, pena iscrizione a ruolo (oggetto lettera: "PREAVVISO TRASMISSIONE PRATICA AL CONCESSIONARIO DELLA RISCOSSIONE"). Al momento sto valutando l'ipotesi di continuare ad inviare DIFFIDE mediante racc. A/R (che costano!), o lasciar correre, visto che comunque 1) non dichiaro il falso, 2) perché ho già risposto abbondantemente con le mie precedenti lettere. La domanda che Le pongo attiene alla mia "strategia" in merito ad accuse (praticamente per loro sono un evasore fiscale) e richieste prive di ogni fondamento: devo insistere con le raccomandate (che a quanto pare neanche leggono!) o lascio correre ed aspetto che loro mi inviino una raccomandata per poi adire il giudice? La ringrazio vivamente per un Suo parere illuminante su questa questione che ha davvero del misterioso - per non dire altro. Cordiali saluti.

Risposta ADUC
lei ha gia' detto quanto doveva a mezzo AR. Insistere con altre raccomandate e' inutile. Decida lei se "attendere" i loro passi, o se muoversi separatamente con un giudizio civile per il risarcimento dei danni che sta subendo:
http://www.aduc.it/comunicato/canone+tassa+rai+rai+continua+minacciare+mancato_11590.php
Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →