Cara ADUC
BTP indicizzati all'inflazione
Domanda
25 aprile 2009
Leggendo alcuni articoli sul vostro sito relativi ai BTP indicizzati all'inflazione,credo di aver compreso l'importanza di tali titoli e ritengo necessaria la presenza degli stessi in un generico portafoglio titoli.
Ciò premesso vi chiedo:
in che percentuale dovrebbero essere detenuti tali titoli per un investitore con rischio basso e orizzonte temporale di circa otto anni?
volendo acquistarli sul mercato e facendo riferimento in particolare a due emissioni
BTPi 15/9/2014 2.15% Pz 101.08 rend.eff.lord 1.95
BTPi 15/9/2017 2.10% Pz 98.74 rend.eff.lordo 2.28
vi chiedo se la differenza di rendimento è dovuta solo alla diversa scadenza o cosa dovrebbe far propendere per l'uno o l'altro titolo?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Angelo, da Succivo (CE)
Ciò premesso vi chiedo:
in che percentuale dovrebbero essere detenuti tali titoli per un investitore con rischio basso e orizzonte temporale di circa otto anni?
volendo acquistarli sul mercato e facendo riferimento in particolare a due emissioni
BTPi 15/9/2014 2.15% Pz 101.08 rend.eff.lord 1.95
BTPi 15/9/2017 2.10% Pz 98.74 rend.eff.lordo 2.28
vi chiedo se la differenza di rendimento è dovuta solo alla diversa scadenza o cosa dovrebbe far propendere per l'uno o l'altro titolo?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Angelo, da Succivo (CE)
Risposta ADUC
non esiste una percentuale "giusta" per tutti di questi strumenti.
Parlare di "rischio basso", come fanno moltissimi anche presunti esperti, significa poco. Certamente questi strumenti sono del tutto compatibili con un profilo di rischio che solitamente si definisce "rischio basso".
Ciò non significa, a nostro avviso, che si consigliabile (come pure pensato persone anche molto competenti in materia) che si può dedicare a questi titoli percentuali molto rilevanti, anche vicino al 100% del proprio portafoglio.
Una ragionevole diversificazione fra strumenti consiglierebbe, a nostro avviso, di dedicare alle obbligazioni legate all'inflazione intorno ad un terzo del proprio patrimonio. In alcuni specifici casi, quando gli obiettivi di portafoglio sono chiaramente legate alla protezione del patrimonio ed alla produzione di un reddito REALE certo può essere consigliabile aumentare questa percentuale.
Ad ogni modo sono tutte tesi discutibili. Dipende fondamentalmente dalla propria filosofia d'investimento.
Venendo alla differenza di rendimento, tendenzialmente - in condizioni di curva dei tassi inclinata positivamente - le obbligazioni a piu' lunga scadenza hanno rendimenti piu' elevati al tempo stesso hanno una volatilità più elevata e quindi sono più "rischiosi" nel senso di oscillazione del prezzo durante la vita del titolo.
Parlare di "rischio basso", come fanno moltissimi anche presunti esperti, significa poco. Certamente questi strumenti sono del tutto compatibili con un profilo di rischio che solitamente si definisce "rischio basso".
Ciò non significa, a nostro avviso, che si consigliabile (come pure pensato persone anche molto competenti in materia) che si può dedicare a questi titoli percentuali molto rilevanti, anche vicino al 100% del proprio portafoglio.
Una ragionevole diversificazione fra strumenti consiglierebbe, a nostro avviso, di dedicare alle obbligazioni legate all'inflazione intorno ad un terzo del proprio patrimonio. In alcuni specifici casi, quando gli obiettivi di portafoglio sono chiaramente legate alla protezione del patrimonio ed alla produzione di un reddito REALE certo può essere consigliabile aumentare questa percentuale.
Ad ogni modo sono tutte tesi discutibili. Dipende fondamentalmente dalla propria filosofia d'investimento.
Venendo alla differenza di rendimento, tendenzialmente - in condizioni di curva dei tassi inclinata positivamente - le obbligazioni a piu' lunga scadenza hanno rendimenti piu' elevati al tempo stesso hanno una volatilità più elevata e quindi sono più "rischiosi" nel senso di oscillazione del prezzo durante la vita del titolo.
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