Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

BTP e Bond Reali

9 aprile 2009
Domanda 9 aprile 2009
Complimenti per il sito e per i siti collegati come WWW.bondreali.it
Stavo valutando come allocare una parte consistente del mio patrimonio vista la scadenza di un'obbligazione consistente.
Ho già sottoscritto seguendo il sito a fine estate alcune obbligazioni indicizzate italiane e francesi (0,95-1,85-2,14 e un OAT)
Ora viste anche le Vostre perplessità segnalate negli ultimi articoli, e, visto il periodo di probabile bassa inflazione imminente, ero molto molto indeciso.
Andando sui classici BTP per spuntare tassi discreti a fronte di acquisto intorno ai 97 - 98 bisogna andare su scadenze lontane (2019-2034-2037) strappando rispettivamente un 4 pulito per il 2019 e ad oggi circa un 4,5 per le altre due scadenze.
Credo di poter mantenere i soldi fermi per quel periodo di tempo incassando pazientemente le cedole. Però le scadenze così lontane mi spaventano un po'.
Per il resto al momento rimane molto poco (Che Banca offre il 3,55% netto e non so se con un limite o meno?).
Cosa ne pensate? Vale la pena rischiare pur potendolo fare su un orizzonte così lungo correndo ovviamente il rischio con una ripresa dell'inflazione di vedere risalire i tassi ?
C'e' da dire che anche nell'ultimo periodo non siamo andati molto sopra il 4 -4,5%. E soprattutto c'e' da dire che chi ha sottoscritto bond trentennali( BTP 2016 ad esempio )nel 1993 si vede oggi riconoscere un 9% e ha in mano un titolo che vale 140 a fronte di un'emissione (all'epoca sotto la pari) di 93.
Ho anche notato che i Bot sono a 0,70-0,80. Meno dell'1%! E potrebbero andare a 0 a sentire taluni analisti...
A questo punto esistono alternative per un lungo orizzonte temporale e volendo comunque percepire una cedola ai bond reali o ai Btp a lunga scadenza ?
Grazie
Cordiali saluti
Simone, da Alessandria (AT)

Risposta ADUC
Francamente non abbiamo ben compreso il senso della sua domanda.
Le obbligazioni legate all'inflazione sono gli unici strumenti che proteggono contro l'inflazione inattesa.
Tale rischio e' molto più presente sulle scadenze piu' lunghe rispetto a quelle piu' corte.
Ci sembra, se non abbiamo capito male, che lei ha paura che sulla lunga distanza i tassi riprendano per effetto dell'inflazione. Se e' questo il timore (e non abbiamo capito male) e' infondato dal momento che la parte di aumento dei tassi dovuto all'incremento dell'inflazione non incidera' negativamente sul prezzo di queste obbligazioni per il meccanismo di indicizzazione.
Se si ha realmente un orizzonte temporale di lungo termine, le obbligazioni legate all'inflazione - anche con scadenza lunghe - rimangono ottimi strumenti.
Cio' non significa, ovviamente, che si debba mettere il 100% del portafoglio in questi strumenti.
E' sempre necessario diversificare fra le varie tipologie di strumenti finanziari in funzioni dei propri obiettivi d'investimento e dei vari scenari finanziari che si possono presentare nel futuro (e che sono ignoti).
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