Cara ADUC
BNL, prelevamento mai avvenuto
Domanda
11 febbraio 2008
Cara ADUC, scrivo in nome e per conto di mio padre il quale è una persona anziana.
Racconto in breve cosa gli è accaduto. Giorno 28.1.2008 si è recato presso l'agenzia BNL dove, da 10 anni circa, è correntista, per ritirare la nuova tessera bancomat ed un carnet di assegni. Ha apposto alcune firme per il disbrigo delle normali pratiche ed è stato invitato dal consulente, a recarsi presso lo sportello per ritirare il tutto. Qui gli veniva fatto firmare un altro documento e consegnato il bancomat con il libretto degli assegni. Uscendo dall'agenzia, controllava il funzionamento della nuova tessera bancomat richiedendo la stampa dell'estratto conto. Sin qui tutto regolare. Due giorni dopo, in data 30.1.2008, ritornava presso la banca per effettuare un prelevamento e, come sua abitudine, richiedeva nuovamente la stampa dell'estratto conto. Ebbene, amara sorpresa, risultava esserci stato un prelevamento di contante per cassa di euro 500 e, la data dell'operazione, era il 28 gennaio, giorno in cui si era recato in banca per le operazioni sopra descritte. A quel punto, chiedeva spiegazioni al direttore in quanto era sicurissimo di non aver mai prelevato quel contante ne', tanto meno, ne aveva mai fatto richiesta. Il cassiere forniva a mio padre copia della distinta, (giorno 28 tale copia non gli era stata consegnata). La copia della distinta recava effettivamente la sua firma ma egli """è certo""" di non aver mai ritirato quel denaro. Vani sono stati i tentativi di chiedere ragione al direttore ed al cassiere che sostiene di averglielo consegnato. Io stesso ho chiesto, nei giorni successivi e per telefono, dei chiarimenti al direttore (purtroppo vivo lontano da i miei anziani genitori), il quale mi ha fatto parlare anche col cassiere. Quest'ultimo mi ha confermato di aver fatto ogni controllo, e di non aver rilevato nessun avanzo di cassa per quella data. A quel punto, non potendo risolvere la questione in maniera benevola, ho comunicato al cassiere che avremmo agito per le vie legali. Nella stessa mattinata, un non meglio identificato impiegato della banca ha chiamato a casa dei miei dicendo a mia madre di voler parlare con mio padre, ma egli non c'era. A quel punto mia madre chiedeva all'interlocutore quale fosse il motivo della telefonata e questi le chiedeva se avessero conservato l'estratto conto del 28 febbraio, fatto presso il loro bancomat. Mia madre, molto candidamente rispondeva di si e aggiungeva che, se avessero voluto, suo marito gliene avrebbe fatto avere una copia. L'uomo al telefono però si congedava dicendole che non occorreva.
Adesso debbo chiederVi un'opinione sulla la strada più opportuna da percorrere, atteso che sappiamo in cuor nostro di avere ogni ragione? Pensate sia il caso di intraprendere un'azione legale per 500 euro? I miei sono afflitti e, soprattutto mio padre, che tra l'altro è cardiopatico e molto emotivo, non riesce a farsene una ragione. Io gli ho consigliato (oltre che chiudere prima possibile il conto) di non sporgere querela ma, al limite, di presentare un esposto alla Procura della Repubblica (e per conoscenza alla Vostra pregiatissima associazione), narrando con toni molto pacati e senza entrare nel merito, solo la verità sull'accaduto.
Sappiamo anche che non è facile credere a quanto narrato, ma Vi assicuro che quanto esposto è la pura e semplice verità.
Grati per il consiglio che saprete darci, ci è gradita l'occasione per augurarVi buon lavoro.
Stefano, da Lecce (LE)
Racconto in breve cosa gli è accaduto. Giorno 28.1.2008 si è recato presso l'agenzia BNL dove, da 10 anni circa, è correntista, per ritirare la nuova tessera bancomat ed un carnet di assegni. Ha apposto alcune firme per il disbrigo delle normali pratiche ed è stato invitato dal consulente, a recarsi presso lo sportello per ritirare il tutto. Qui gli veniva fatto firmare un altro documento e consegnato il bancomat con il libretto degli assegni. Uscendo dall'agenzia, controllava il funzionamento della nuova tessera bancomat richiedendo la stampa dell'estratto conto. Sin qui tutto regolare. Due giorni dopo, in data 30.1.2008, ritornava presso la banca per effettuare un prelevamento e, come sua abitudine, richiedeva nuovamente la stampa dell'estratto conto. Ebbene, amara sorpresa, risultava esserci stato un prelevamento di contante per cassa di euro 500 e, la data dell'operazione, era il 28 gennaio, giorno in cui si era recato in banca per le operazioni sopra descritte. A quel punto, chiedeva spiegazioni al direttore in quanto era sicurissimo di non aver mai prelevato quel contante ne', tanto meno, ne aveva mai fatto richiesta. Il cassiere forniva a mio padre copia della distinta, (giorno 28 tale copia non gli era stata consegnata). La copia della distinta recava effettivamente la sua firma ma egli """è certo""" di non aver mai ritirato quel denaro. Vani sono stati i tentativi di chiedere ragione al direttore ed al cassiere che sostiene di averglielo consegnato. Io stesso ho chiesto, nei giorni successivi e per telefono, dei chiarimenti al direttore (purtroppo vivo lontano da i miei anziani genitori), il quale mi ha fatto parlare anche col cassiere. Quest'ultimo mi ha confermato di aver fatto ogni controllo, e di non aver rilevato nessun avanzo di cassa per quella data. A quel punto, non potendo risolvere la questione in maniera benevola, ho comunicato al cassiere che avremmo agito per le vie legali. Nella stessa mattinata, un non meglio identificato impiegato della banca ha chiamato a casa dei miei dicendo a mia madre di voler parlare con mio padre, ma egli non c'era. A quel punto mia madre chiedeva all'interlocutore quale fosse il motivo della telefonata e questi le chiedeva se avessero conservato l'estratto conto del 28 febbraio, fatto presso il loro bancomat. Mia madre, molto candidamente rispondeva di si e aggiungeva che, se avessero voluto, suo marito gliene avrebbe fatto avere una copia. L'uomo al telefono però si congedava dicendole che non occorreva.
Adesso debbo chiederVi un'opinione sulla la strada più opportuna da percorrere, atteso che sappiamo in cuor nostro di avere ogni ragione? Pensate sia il caso di intraprendere un'azione legale per 500 euro? I miei sono afflitti e, soprattutto mio padre, che tra l'altro è cardiopatico e molto emotivo, non riesce a farsene una ragione. Io gli ho consigliato (oltre che chiudere prima possibile il conto) di non sporgere querela ma, al limite, di presentare un esposto alla Procura della Repubblica (e per conoscenza alla Vostra pregiatissima associazione), narrando con toni molto pacati e senza entrare nel merito, solo la verità sull'accaduto.
Sappiamo anche che non è facile credere a quanto narrato, ma Vi assicuro che quanto esposto è la pura e semplice verità.
Grati per il consiglio che saprete darci, ci è gradita l'occasione per augurarVi buon lavoro.
Stefano, da Lecce (LE)
Risposta ADUC
concordiamo con lei sulla necessita' di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Potreste anche procedere con una raccomandata AR di messa in mora alla banca, ma in caso di azione civile come provare che in realta' quei soldi suo padre non li ha mai avuti in mano?
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