Cara ADUC
Bicicletta e multe
Domanda
6 agosto 2008
Cara ADUC sono un vostro lettore e vorrei mettervi al corrente di un increscioso fatto successori ieri sera mentre rientravo a casa dopo una lunga e stressante giornata di lavoro. Premetto che sono un ciclista che ogni giorno, estate ed inverno, si fa più di 23 Km. tra andata e ritorno al lavoro per risparmiare sul consumo della benzina e limitare inquinamento acustico, atmosferico e intasamenti stradali.
Ieri sera avvicinandomi ad un doppio semaforo pedonale (ormai poco utilizzato) in prossimità dell'ex ospedale Umberto Primo di Mestre, e vedendo scattare il rosso, mi sono fermato ad attendere che "nessuno" passasse. Se non che, vedendo che all'orizzonte non si stava avvicinando nessuno, decido (senza neanche pensarci) di ripartire un paio di secondi prima che scattasse il verde. Fatti circa 100m. mi si affianca una pattuglia della polizia municipale che mi invita ad accostare e a fermarmi. Serenamente mi fermo pensando che volessero chiedermi qualcosa ma con mia sgradevole sorpresa vengo accusato di ESSERE PASSATO COL ROSSO ed essendo su una strada senza pista ciclabile e quindi su una carreggiata a transito automobilistico, venivo multato con una sanzione pari a quella data eventualmente ad un automobilista alla guida di un autoveicolo, con l'unica eccezione che non mi venivano defalcati i punti sulla patente. A nulla sono valse le mie proteste, era vero, sono passato col rosso ma in che situazione e visto che loro avevano assistito tutta la scena potevano comprendere la non pericolosità del mio gesto. Io posso capire un rimprovero verbale, al massimo potrei anche accettare una contravvenzione simbolica di 20 o 30 euro ma appiopparmi una sanzione di ben 143 euro è una cosa inaccettabile, inverosimile, improponibile che ha dell'incredibile. Mi ci vogliono 3 giorni di lavoro per guadagnarmi una simile cifra o circa 3 mesi di risparmio benzina nell'andare a lavoro in bicicletta. Se il comune di Venezia si sta operando a creare nuove piste ciclabili per invogliare la gente a preferire la bici all'auto, questi comportamenti scoraggiano invece chi come me ha già fatto questa scelta da anni.
Spett. redazione, io sono un ciclista e me ne vanto e tale rimarrò ma quei 143 euro non riesco proprio a digerirli.
Chiedevo un vostro parere se quei 143 euro sono leciti e quindi val la pena affrontare un ricorso.
Ringrazio per la cortese attenzione e lo sfogo.
Cordiali saluti.
Vinicio, da Spinea (VE)
Ieri sera avvicinandomi ad un doppio semaforo pedonale (ormai poco utilizzato) in prossimità dell'ex ospedale Umberto Primo di Mestre, e vedendo scattare il rosso, mi sono fermato ad attendere che "nessuno" passasse. Se non che, vedendo che all'orizzonte non si stava avvicinando nessuno, decido (senza neanche pensarci) di ripartire un paio di secondi prima che scattasse il verde. Fatti circa 100m. mi si affianca una pattuglia della polizia municipale che mi invita ad accostare e a fermarmi. Serenamente mi fermo pensando che volessero chiedermi qualcosa ma con mia sgradevole sorpresa vengo accusato di ESSERE PASSATO COL ROSSO ed essendo su una strada senza pista ciclabile e quindi su una carreggiata a transito automobilistico, venivo multato con una sanzione pari a quella data eventualmente ad un automobilista alla guida di un autoveicolo, con l'unica eccezione che non mi venivano defalcati i punti sulla patente. A nulla sono valse le mie proteste, era vero, sono passato col rosso ma in che situazione e visto che loro avevano assistito tutta la scena potevano comprendere la non pericolosità del mio gesto. Io posso capire un rimprovero verbale, al massimo potrei anche accettare una contravvenzione simbolica di 20 o 30 euro ma appiopparmi una sanzione di ben 143 euro è una cosa inaccettabile, inverosimile, improponibile che ha dell'incredibile. Mi ci vogliono 3 giorni di lavoro per guadagnarmi una simile cifra o circa 3 mesi di risparmio benzina nell'andare a lavoro in bicicletta. Se il comune di Venezia si sta operando a creare nuove piste ciclabili per invogliare la gente a preferire la bici all'auto, questi comportamenti scoraggiano invece chi come me ha già fatto questa scelta da anni.
Spett. redazione, io sono un ciclista e me ne vanto e tale rimarrò ma quei 143 euro non riesco proprio a digerirli.
Chiedevo un vostro parere se quei 143 euro sono leciti e quindi val la pena affrontare un ricorso.
Ringrazio per la cortese attenzione e lo sfogo.
Cordiali saluti.
Vinicio, da Spinea (VE)
Risposta ADUC
puo' apparire strano, ma per le bici vale il codice della strada come per qualsiasi altro automezzo a motore.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti