Cara ADUC
Autovelox - mi fermo e il vigile non è in grado di contestare l'infrazione
Domanda
17 marzo 2009
Spet.le ADUC
il sottoscritto transitando con la sua autovettura sul Lungolago di Polline (SP12b), si è imbattuto in un'autopattuglia della Polizia municipale del Comune di Trevignano (RM) con un dispositivo autovelox, pertanto, benché la mia velocità non fosse elevata, nel dubbio di aver superato il limite di velocità consentito mi sono fermato e ho chiesto all'agente di polizia municipale responsabile del funzionamento del dispositivo di verificare se avessi commesso l'infrazione ed eventualmente di aver subito contestata la violazione onde evitare l'ulteriore balzello delle spese di accertamento e notifica. Tuttavia, l'agente di polizia municipale mi comunicava che il dispositivo autovelox non gli permetteva di verificare se fossi incorso o meno nella violazione del limite di velocità (era seduto dentro la macchina) e pertanto benché mi fossi fermato e reso disponibile a fornire sia i dati personali, sia quelli del veicolo non era nelle condizioni di poter procedere alla immediata contestazione dell'eventuale infrazione (riferiva che non poteva controllare lo scatto e ricordare la velocita' registrata ogni volta che passava una macchina). Alla mia domanda, relativa alla motivazione della mancata contestazione immediata che sarebbe stata scritta sul verbale nell'eventualità che all'atto dello sviluppo delle foto fosse stata accertata la violazione, l'agente riferiva che sarebbe stata citato il classico riferimento all'art. 384 reg. CdS "accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari".
Naturalmente per cautelarmi e poter dimostrare che mi ero prontamente fermato e avevo messo l'agente di polizia municipale in condizione di contestare la violazione ho provveduto a documentare fotograficamente tutta la situazione.
Quanto sopra avveniva con un certo imbarazzo da parte dell'agente di polizia comunale che a mio parere aveva ricevuto disposizioni dalle autorita' comunali di piazzare l'autovelox al solo scopo di arrotondare il bilancio comunale. La settimana seguente il fatto, telefonando al comando di polizia municipale del comune di Trevignano Romano, mi veniva comunicato che purtroppo lo sviluppo delle foto aveva confermato anche se di poco il superamento dei limiti e quindi l'infrazione.
Per quanto sopra descritto desidererei sapere se oltre ai presupposti per un ricorso in sede civile si possano riscontrare estremi di natura penale nel caso sul verbale venga sostenuta l'impossibilità della contestazione immediata esclusivamente in base all'art. 384 reg. CdS.
Cordiali saluti
Eric Gustavo, da Roma (RM)
il sottoscritto transitando con la sua autovettura sul Lungolago di Polline (SP12b), si è imbattuto in un'autopattuglia della Polizia municipale del Comune di Trevignano (RM) con un dispositivo autovelox, pertanto, benché la mia velocità non fosse elevata, nel dubbio di aver superato il limite di velocità consentito mi sono fermato e ho chiesto all'agente di polizia municipale responsabile del funzionamento del dispositivo di verificare se avessi commesso l'infrazione ed eventualmente di aver subito contestata la violazione onde evitare l'ulteriore balzello delle spese di accertamento e notifica. Tuttavia, l'agente di polizia municipale mi comunicava che il dispositivo autovelox non gli permetteva di verificare se fossi incorso o meno nella violazione del limite di velocità (era seduto dentro la macchina) e pertanto benché mi fossi fermato e reso disponibile a fornire sia i dati personali, sia quelli del veicolo non era nelle condizioni di poter procedere alla immediata contestazione dell'eventuale infrazione (riferiva che non poteva controllare lo scatto e ricordare la velocita' registrata ogni volta che passava una macchina). Alla mia domanda, relativa alla motivazione della mancata contestazione immediata che sarebbe stata scritta sul verbale nell'eventualità che all'atto dello sviluppo delle foto fosse stata accertata la violazione, l'agente riferiva che sarebbe stata citato il classico riferimento all'art. 384 reg. CdS "accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari".
Naturalmente per cautelarmi e poter dimostrare che mi ero prontamente fermato e avevo messo l'agente di polizia municipale in condizione di contestare la violazione ho provveduto a documentare fotograficamente tutta la situazione.
Quanto sopra avveniva con un certo imbarazzo da parte dell'agente di polizia comunale che a mio parere aveva ricevuto disposizioni dalle autorita' comunali di piazzare l'autovelox al solo scopo di arrotondare il bilancio comunale. La settimana seguente il fatto, telefonando al comando di polizia municipale del comune di Trevignano Romano, mi veniva comunicato che purtroppo lo sviluppo delle foto aveva confermato anche se di poco il superamento dei limiti e quindi l'infrazione.
Per quanto sopra descritto desidererei sapere se oltre ai presupposti per un ricorso in sede civile si possano riscontrare estremi di natura penale nel caso sul verbale venga sostenuta l'impossibilità della contestazione immediata esclusivamente in base all'art. 384 reg. CdS.
Cordiali saluti
Eric Gustavo, da Roma (RM)
Risposta ADUC
riteniamo di no, non essendo obbligatoria in questo caso la contestazione immediata (art. 200 CdS):
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