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Cara ADUC

Aumento costi tenuta conto ed accessori

29 aprile 2009
Domanda 29 aprile 2009
Buongiorno,
ricevo in data 24 aprile una lettera (datata 1° aprile) dalla banca, tramite la quale, in maniera spiacevolmente approssimativa, mi viene notificato l'imminente incremento (> 20%) negli importi relativi alle competenze per taluni servizi. Nella missiva, la banca si premura di ricordare la scadenza di "60 giorni dal ricevimento della presente" per il mio eventuale recesso dal contratto in essere in caso di mancata accettazione degli aumenti menzionati; aumenti menzionati che, però, potrebbero (!!!) in effetti non riguardarmi, visto che - cito la missiva stessa - "non necessariamente tutte le voci sopra menzionate potrebbero riguardare il rapporto in oggetto". Ossia, in buona sostanza, mi viene richiesto di accettare (o meno) qualcosa che potrebbe riguardarmi... ma anche no. Nota bene: la missiva in questione non è raccomandata, nè tantomeno raccomandata A/R, ma semplice lettera.
Capita poi di leggere a caratteri cubitali su un quotidiano soltanto 2 giorni più tardi che la medesima banca presenta ai suoi azionisti il bilancio annuale 2008 con un incremento del 37% nell'utile sull'esercizio precedente. Non solo: nel medesimo articolo si legge inoltre che - cito testualmente - "(...) C'è da rilevare che (...) «il primo trimestre sta andando bene e guardiamo con fiducia al 2009» (...)".
Immediata la sensazione di presa in giro, in particolare da frasi - cito la missiva - quali "(...) a causa della costante crescita dei costi operativi e gestionali (...) il nostro Istituto si vede costretto ad adeguare il valore di alcune voci di spese e commissioni (...)", maturando quindi l'istinto di passare all'azione.
Vorrei a tal proposito chiederVi:
- Posso effettivamente respingere gli aumenti, se e quando questi dovessero effettivamente manifestarsi nel trattamento, non essendoci per la banca alcuna garanzia di ricezione da parte mia della missiva di notifica in questione, trattandosi di posta normale e non raccomandata?
- Posso effettivamente respingere gli aumenti, se e quando questi dovessero effettivamente manifestarsi nel trattamento, richiamandomi alle direttive Draghi sul contenimento dei costi per i servizi bancari, costi che - come più volte indicato dallo stesso Draghi in sede delle più recenti "considerazioni finali" della Banca centrale - in Italia sono già tra i più elevati in Europa (e che per quanto concerne questo rapporto sono già aumentati 3 volte nel giro di 5 anni)?
- Posso fare riferimento all'articolo qui riportato e/o (per esempio) al recente vistoso calo dell'inflazione (che peraltro magari a breve diverrà persino deflazione...) e chiedere giustificazione per gli asseriti maggiori costi?
Grazie in anticipo per ogni risposta.
Ogni Vs. suggerimento sulle modalità di azione eventualmente da intraprendere sarà ben gradito.
Cordiali saluti
P.
Pietro F., da Trieste (TS)

Risposta ADUC
- no, perche' probabilmente nei vostri accordi e' previsto che le informative lei le riceva in quel modo. L'unica cosa potrebbe essere una rivalsa per il tacito assenso se lei non da' alcun segnale di ricezione, ma l'effetto non sarebbe l'annullamento degli aumenti, quanto la partenza "ufficiale" del periodo entro il quale lei dovrebbe accettarli o scindere il rapporto.
- il richiamo non e' specifico, ma di tendenza generale. Per cui potrebbe intervenire sulle decisioni della banca ma non per questo impedire la loro liberta' di impresa.
- puo' anche chiedere giustificazioni... a parte che dubitiamo che le rispondano ma, quand'anche lo facessero, cosa le cambierebbe?
Crediamo che nei confronti di politiche non gradite come questa, il risparmiatore abbia solo un'arma -potente e spesso sottovalutata- l'abbandono di un fornitore esoso, arrogante e non trasparente verso altri ipoteticamente migliori... ma non creda di trovare chissa' cosa in giro....
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