Cara ADUC
Assogestioni ed il disco rotto sul risparmio gestito
Domanda
13 febbraio 2006
Gentile Aduc mi sono "imbattuto" in quest'articolo sul sito internet www.miaeconomia.it, dove vengono riportate alcune battute del presidente di Assogestioni che con un notevole sforzo ironico definirei "esilaranti". Non ho potuto resistere alla tentazione di passare il tutto anche a voi sperando possa essere pubblicato per il "bene" di tutti. Mi piacerebbe, se possibile, anche un Vs. commento sul tema... ad esempio: cosa ne pensate del fatto che si sbandierino i risultati dei fondi azionari, (6.5% annuo) ma non quello dell'indice di riferimento "total return". Che poi il risparmio gestito abbia difeso i consumatori dai vari crac finanziari preferisco non commentare (anche uno sprovveduto comprando, come i fondi, decine e decine di titoli, avrebbe avuto, nell'insieme, un danno limitatissimo). Grazie della cortesia.
Giuseppe, da Carrara
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'I fondi proteggono dai crac' (10/02/2006). Due forti accuse. E due le risposte dettagliate che Guido Cammarano, presidente di Assogestioni, l'associazione che rappresenta le societa' di gestione del risparmio, detta sulle pagine del "Sole 24 Ore". Scarsa concorrenza. E performance appiattite sui benchmark. Questi, tra gli altri, i punti dolenti di un settore che sarebbe troppo legato alle banche controllanti, con i distributori che collocano solo i prodotti fatti in casa. Bene. Lui risponde con i numeri. Secondo il numero uno di Assogestioni, infatti, l'industria del risparmio gestito serve 10 milioni di famiglie italiane (nonostante un 2006 partito male con una raccolta netta negativa per 1 miliardo e 350 milioni) e contribuisce al fisco per ben 5 miliardi di euro ogni anno. "Un risparmiatore italiano che avesse investito in un fondo azionario i propri risparmi dal 1995 - sottolinea - a oggi avrebbe ottenuto un rendimento netto annuo composto del 6,5%". Ma non solo perche' lo stesso evidenzia anche la capacita' dei fondi comuni di investimento di tenersi fuori sia direttamente che indirettamente dai crac. "La societa' di gestione della Banca Popolare Italiana - dice -, nonostante una governance perlomeno carente a livello di capogruppo, e' risultata a oggi completamente estranea alle indagini della magistratura". I crac Parmalat, Cirio e Argentina hanno invece dimostrato la competenza dei fondi comuni di investimento nel fiutare la cattiva aria che arrivava dalle azioni e dai bond poi caduti in default. Ancora numeri per rispondere alle accuse di eccesso di integrazione con le banche controllanti. Alcuni interventi sullo stesso Sole 24 Ore hanno, infatti, puntato il dito contro i distributori bancari che venderebbero solo i prodotti fatti in casa esponendo le societa' di gestione del risparmio a scarsa concorrenza: "Nel 2005 - puntualizza - i distributori hanno collocato direttamente o attraverso le gestioni patrimoniali piu' fondi concorrenti che non prodotti di casa propria".
Giuseppe, da Carrara
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'I fondi proteggono dai crac' (10/02/2006). Due forti accuse. E due le risposte dettagliate che Guido Cammarano, presidente di Assogestioni, l'associazione che rappresenta le societa' di gestione del risparmio, detta sulle pagine del "Sole 24 Ore". Scarsa concorrenza. E performance appiattite sui benchmark. Questi, tra gli altri, i punti dolenti di un settore che sarebbe troppo legato alle banche controllanti, con i distributori che collocano solo i prodotti fatti in casa. Bene. Lui risponde con i numeri. Secondo il numero uno di Assogestioni, infatti, l'industria del risparmio gestito serve 10 milioni di famiglie italiane (nonostante un 2006 partito male con una raccolta netta negativa per 1 miliardo e 350 milioni) e contribuisce al fisco per ben 5 miliardi di euro ogni anno. "Un risparmiatore italiano che avesse investito in un fondo azionario i propri risparmi dal 1995 - sottolinea - a oggi avrebbe ottenuto un rendimento netto annuo composto del 6,5%". Ma non solo perche' lo stesso evidenzia anche la capacita' dei fondi comuni di investimento di tenersi fuori sia direttamente che indirettamente dai crac. "La societa' di gestione della Banca Popolare Italiana - dice -, nonostante una governance perlomeno carente a livello di capogruppo, e' risultata a oggi completamente estranea alle indagini della magistratura". I crac Parmalat, Cirio e Argentina hanno invece dimostrato la competenza dei fondi comuni di investimento nel fiutare la cattiva aria che arrivava dalle azioni e dai bond poi caduti in default. Ancora numeri per rispondere alle accuse di eccesso di integrazione con le banche controllanti. Alcuni interventi sullo stesso Sole 24 Ore hanno, infatti, puntato il dito contro i distributori bancari che venderebbero solo i prodotti fatti in casa esponendo le societa' di gestione del risparmio a scarsa concorrenza: "Nel 2005 - puntualizza - i distributori hanno collocato direttamente o attraverso le gestioni patrimoniali piu' fondi concorrenti che non prodotti di casa propria".
Risposta ADUC
Il signor Cammarano appare sempre sorridente (con tutti i loro guadagni...) e ripete sempre le stesse frasi.
- I fondi proteggono dai crack? Andiamolo a raccontare alla massa degli investitori cui sono stati venduti ai massimi delle borse e lasciati tenere "per il lungo periodo". Da tre anni (marzo 2003) stiamo vivendo un vero boom delle borse ma la massa non se ne e' accorta perche' incastrata nei fondi dai massimi del 2000 o, ancora peggio, in prodotti strutturati.
- "Ne vendiamo un sacco": tipico ragionamento da venditore. Anziche' parlare di efficienza (clicca qui) si parla delle vendite. In fondo, dal suo punto di vista ha ragione: a loro interessa solo vendere, per il resto i clienti si possono arrangiare. In cio' sono aiutati dai media che, vivendo della pubblicita' di banche, sim, assicurazioni e poste, certo non possono criticarne i prodotti. Molto spesso, leggendo i giornali ma anche alcuni siti web mi domando se sto leggendo un articolo oppure uno spot pubblicitario. Io sono in grado di capire che si tratta di pubblicita' mascherata, ma il grande pubblico no. Ed ecco che tutti corrono a comprare fondi e polizze.
- I fondi non falliscono: un'affermazione assurda, e comunque qualcuno e' tecnicamente fallito clicca qui
- Le societa' di gestione sono estranee a "giochetti"? Ad affermare il contrario ci sono casi eclatanti come la famosa emissione Parmalat da 300milioni di euro sottoscritta dal fondo Nextra e, peggio ancora, i tre fondi truccati da San Paolo Imi nel corso del 2000, uno scandalo enorme di cui i media hanno quasi sempre taciuto (e qui si torna al discorso precedente). Se tornasse in vigore l'obbligo di prospetto trimestrale con tutte le operazioni fatte dal fondo ne vedremmo delle belle, ed e' comunque scandaloso che nemmeno i clienti possano verificare la contabilita' del fondo dove hanno messo i propri soldi. Volendo, con internet non ci vuole niente e non costa quasi niente...ma da quest'orecchio Cammarano e le societa' di gestione non ci vogliono sentire.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
- I fondi proteggono dai crack? Andiamolo a raccontare alla massa degli investitori cui sono stati venduti ai massimi delle borse e lasciati tenere "per il lungo periodo". Da tre anni (marzo 2003) stiamo vivendo un vero boom delle borse ma la massa non se ne e' accorta perche' incastrata nei fondi dai massimi del 2000 o, ancora peggio, in prodotti strutturati.
- "Ne vendiamo un sacco": tipico ragionamento da venditore. Anziche' parlare di efficienza (clicca qui) si parla delle vendite. In fondo, dal suo punto di vista ha ragione: a loro interessa solo vendere, per il resto i clienti si possono arrangiare. In cio' sono aiutati dai media che, vivendo della pubblicita' di banche, sim, assicurazioni e poste, certo non possono criticarne i prodotti. Molto spesso, leggendo i giornali ma anche alcuni siti web mi domando se sto leggendo un articolo oppure uno spot pubblicitario. Io sono in grado di capire che si tratta di pubblicita' mascherata, ma il grande pubblico no. Ed ecco che tutti corrono a comprare fondi e polizze.
- I fondi non falliscono: un'affermazione assurda, e comunque qualcuno e' tecnicamente fallito clicca qui
- Le societa' di gestione sono estranee a "giochetti"? Ad affermare il contrario ci sono casi eclatanti come la famosa emissione Parmalat da 300milioni di euro sottoscritta dal fondo Nextra e, peggio ancora, i tre fondi truccati da San Paolo Imi nel corso del 2000, uno scandalo enorme di cui i media hanno quasi sempre taciuto (e qui si torna al discorso precedente). Se tornasse in vigore l'obbligo di prospetto trimestrale con tutte le operazioni fatte dal fondo ne vedremmo delle belle, ed e' comunque scandaloso che nemmeno i clienti possano verificare la contabilita' del fondo dove hanno messo i propri soldi. Volendo, con internet non ci vuole niente e non costa quasi niente...ma da quest'orecchio Cammarano e le societa' di gestione non ci vogliono sentire.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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