Cara ADUC
Aspecta: sarebbe stato meglio proseguire i versamenti
Domanda
18 aprile 2017
Nel luglio del 2008 ho sottoscritto una polizza/pac con Aspecta (“futuro in libertà” fondo Fidelity Europe Smaller) per 50/mese.
Poi incontrai il vostro sito (che da allora non ho mai abbandonato e che mi ha evitato vari passi falsi) e, finiti gli anni di versamento obbligatori, nel 2010 misi la polizza in riduzione con un valore finale di 2.500€.
Adesso aspetto il luglio di quest’anno (per non pagare le penalità di riscatto) e procederò al riscatto totale.
Ora vi faccio una domanda e mi piacerebbe capire se il mio ragionamento ha senso. Il 31/12/12 come da riepilogo fornitomi da Aspecta, al netto delle spese (almeno così mi pare di capire dal prospetto) avevo un valore/quote di 2.370€ (quindi negli anni precedenti ci avevo rimesso). Il 31/12/16 il valore è stato di 3.570€. Questo vuol dire che, tra gli alti e bassi che ci sono stati, il mio capitale è aumentato di 1.200€ in quattro anni. (oppure di 1.070€ in sei anni). Adesso, anche se guardando l’andamento del grafico per il periodo 2012/2016, mi mancherebbero forse un paio di cento euro, e tenendo sempre conto che in qualunque momento da qui a luglio ci potrebbe essere un crollo in borsa e io perdere il mio (piccolo) capitale, e non sapendo, quando chiederò il riscatto della polizza, se ci sono tasse e gabelle varie, forse mi sarebbe convenuto continuare a versare quei 50€. Sbaglio?
Questo per dire che, se sulle polizze vita tipo Ergo o simili con i vostri consigli ho limitato i danni, su questi prodotti, come forme di risparmio, forse si potrebbe essere meno prevenuti.
Ora vi faccio una domanda e mi piacerebbe capire se il mio ragionamento ha senso. Il 31/12/12 come da riepilogo fornitomi da Aspecta, al netto delle spese (almeno così mi pare di capire dal prospetto) avevo un valore/quote di 2.370€ (quindi negli anni precedenti ci avevo rimesso). Il 31/12/16 il valore è stato di 3.570€. Questo vuol dire che, tra gli alti e bassi che ci sono stati, il mio capitale è aumentato di 1.200€ in quattro anni. (oppure di 1.070€ in sei anni). Adesso, anche se guardando l’andamento del grafico per il periodo 2012/2016, mi mancherebbero forse un paio di cento euro, e tenendo sempre conto che in qualunque momento da qui a luglio ci potrebbe essere un crollo in borsa e io perdere il mio (piccolo) capitale, e non sapendo, quando chiederò il riscatto della polizza, se ci sono tasse e gabelle varie, forse mi sarebbe convenuto continuare a versare quei 50€. Sbaglio?
Questo per dire che, se sulle polizze vita tipo Ergo o simili con i vostri consigli ho limitato i danni, su questi prodotti, come forme di risparmio, forse si potrebbe essere meno prevenuti.
Risposta ADUC
Il ragionamento che ci sottopone è falsato da due basi errate.
Il primo punto è che si tratta di un ragionamento "ex post", vale a dire a cose fatte. A cose fatte, tutti possiamo facilmente dire che occorreva comprare quell'azione, o quel fondo, oppure lasciar perdere i titoli e comprare immobili, oppure -appunto- occorreva proseguire nei versamenti nella polizza. Seguendo l'errato ragionamento, se quei 2.370 euro, anziché diventare 3.570 euro fossero divenuti 1.100, noi saremmo dei maghi.
Il secondo, ancora più importante dal punto di vista tecnico ma ancor meno compreso dal largo pubblico rispetto all'altro, è che i nostri suggerimenti guardano l'efficienza dei prodotti e non il rendimento.
Investendo nella stessa maniera ma senza l'assurdo prodotto Aspecta avrebbe conseguito non solo un maggior rendimento per via degli assurdi costi che si sarebbe risparmiato, ma sarebbe stato meno vincolato.
Ed infatti, se anziché sospendere i versamenti nella polizza Aspecta, scelta ottima che suggeriamo sempre e comunque, avesse investito negli stessi sottostanti, ecco che oggi avrebbe conseguito un maggior rendimento ma, appunto, a parlare dopo sono bravi tutti.
L'errore eventuale è decidere di non investire (ma il sottostante deve essere efficiente, appunto) pur avendo le caratteristiche giuste.
Il primo punto è che si tratta di un ragionamento "ex post", vale a dire a cose fatte. A cose fatte, tutti possiamo facilmente dire che occorreva comprare quell'azione, o quel fondo, oppure lasciar perdere i titoli e comprare immobili, oppure -appunto- occorreva proseguire nei versamenti nella polizza. Seguendo l'errato ragionamento, se quei 2.370 euro, anziché diventare 3.570 euro fossero divenuti 1.100, noi saremmo dei maghi.
Il secondo, ancora più importante dal punto di vista tecnico ma ancor meno compreso dal largo pubblico rispetto all'altro, è che i nostri suggerimenti guardano l'efficienza dei prodotti e non il rendimento.
Investendo nella stessa maniera ma senza l'assurdo prodotto Aspecta avrebbe conseguito non solo un maggior rendimento per via degli assurdi costi che si sarebbe risparmiato, ma sarebbe stato meno vincolato.
Ed infatti, se anziché sospendere i versamenti nella polizza Aspecta, scelta ottima che suggeriamo sempre e comunque, avesse investito negli stessi sottostanti, ecco che oggi avrebbe conseguito un maggior rendimento ma, appunto, a parlare dopo sono bravi tutti.
L'errore eventuale è decidere di non investire (ma il sottostante deve essere efficiente, appunto) pur avendo le caratteristiche giuste.
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