Cara ADUC
Asili nido
Domanda
23 gennaio 2008
Gent.mi Signori,
ho un bimbo nato a maggio 2006, ovvero dopo che le iscrizioni agli asili nido del mio comune si erano chiuse.
Prima della sua nascita mi sono informata presso l'amministrazione comunale su come avrei dovuto comportarmi dato che la maternità è assicurata pienamente solo fino al quarto mese massimo del bambino ed al 30% per altri sei mesi. Mi è stato risposto che non c'erano soluzioni praticabili se non attendere la riapertura delle iscrizioni a marzo 2007 e l'eventuale inserimento a settembre 2007.
Non avendo altre alternative (non posso permettermi un nido privato) con mio marito abbiamo optato per un periodo di aspettativa non retribuita.
Una volta fatta l'iscrizione ho atteso la pubblicazione delle graduatorie.
Ho verificato che mio figlio non era stato preso.
Ho richiesto spiegazioni al competente ufficio. Mi è stato spiegato che mio figlio in effetti era il primo degli iscritti di quest'anno ma che i bambini in lista di attesa dall'anno precedente avevano la priorità. Tale priorità non era stata mai citata in alcun documento fornito al momento dell'iscrizione.
Ho inoltre appurato che una bambina non accettata (di cui sono in grado di fornire l'identità) è stata poi inserita in barba alle graduatorie.
Sono stata obbligata ad accettare un voucher presso una struttura privata accreditata il cui livello reputo offensivamente basso. Il funzionario comunale mi ha detto (purtroppo in un colloquio privato e senza testimoni) che sebbene io avessi ragione, testuali parole, "O così o niente".
Mi è stato imposto in conformità al regolamento per la concessione del voucher, di rinunciare per tutto l'anno all'inserimento di mio figlio presso il nido comunale che gli spettava.
Mi sono rivolta al difensore civico ma senza risultato.
La priorità non dichiarata dei bimbi in lista di attesa, dato che nel caso specifico il numero di costoro era superiore ai posti disponibili per il nuovo anno scolastico, nega nei fatti il diritto alla frequenza ai nuovi iscritti.
Altro particolare, la cifra che mi viene accreditata è inferiore a quella pattuita perché le spese di bonifico del comune vengono stornate da quanto pattuito, senza che questo sia precisato nel contratto che l'amministrazione ha firmato con me e di cui io conservo copia.
Laura, da Sesto San Giovanni (MI)
ho un bimbo nato a maggio 2006, ovvero dopo che le iscrizioni agli asili nido del mio comune si erano chiuse.
Prima della sua nascita mi sono informata presso l'amministrazione comunale su come avrei dovuto comportarmi dato che la maternità è assicurata pienamente solo fino al quarto mese massimo del bambino ed al 30% per altri sei mesi. Mi è stato risposto che non c'erano soluzioni praticabili se non attendere la riapertura delle iscrizioni a marzo 2007 e l'eventuale inserimento a settembre 2007.
Non avendo altre alternative (non posso permettermi un nido privato) con mio marito abbiamo optato per un periodo di aspettativa non retribuita.
Una volta fatta l'iscrizione ho atteso la pubblicazione delle graduatorie.
Ho verificato che mio figlio non era stato preso.
Ho richiesto spiegazioni al competente ufficio. Mi è stato spiegato che mio figlio in effetti era il primo degli iscritti di quest'anno ma che i bambini in lista di attesa dall'anno precedente avevano la priorità. Tale priorità non era stata mai citata in alcun documento fornito al momento dell'iscrizione.
Ho inoltre appurato che una bambina non accettata (di cui sono in grado di fornire l'identità) è stata poi inserita in barba alle graduatorie.
Sono stata obbligata ad accettare un voucher presso una struttura privata accreditata il cui livello reputo offensivamente basso. Il funzionario comunale mi ha detto (purtroppo in un colloquio privato e senza testimoni) che sebbene io avessi ragione, testuali parole, "O così o niente".
Mi è stato imposto in conformità al regolamento per la concessione del voucher, di rinunciare per tutto l'anno all'inserimento di mio figlio presso il nido comunale che gli spettava.
Mi sono rivolta al difensore civico ma senza risultato.
La priorità non dichiarata dei bimbi in lista di attesa, dato che nel caso specifico il numero di costoro era superiore ai posti disponibili per il nuovo anno scolastico, nega nei fatti il diritto alla frequenza ai nuovi iscritti.
Altro particolare, la cifra che mi viene accreditata è inferiore a quella pattuita perché le spese di bonifico del comune vengono stornate da quanto pattuito, senza che questo sia precisato nel contratto che l'amministrazione ha firmato con me e di cui io conservo copia.
Laura, da Sesto San Giovanni (MI)
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