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Cara ADUC

Argentina: vari quesiti sull'offerta

31 gennaio 2005
Domanda 31 gennaio 2005
Sia io che mia madre possediamo obbligazioni argentine. Premetto di non essere intenzionato a sostituire le mie obbligazioni con delle nuove, ma vorrei delle delucidazioni relative all'offerta di scambio presentata dal governo argentino in questi giorni. Desidererei conoscere quale tipo di scenario si presentera' a chi decida di rifiutare la suddetta offerta nel caso di una massiccia adesione (intorno all'80%), per questo di seguito elenchero' alcuni quesiti con preghiera di risposta: i) Il possessore delle vecchie obbligazioni come potra' continuare a far valere il proprio credito in considerazione del fatto che a quel punto i possessori saranno ormai in numero esiguo?
ii) Sara' possibile cambiare (ed a quali condizioni) le vecchie obbligazioni con delle nuove emesse dopo la data del 25 febbraio, data di ultimazione del periodo di accettazione dell'offerta?
iii) Chi ha sottoscritto due o piu' tipologie di obbligazioni in default ciascuna delle quali per un importo inferiore ai 40.000 euro potra' riferirsi all'offerta di sostituzione con delle obbligazioni alla pari (par bond)?
Nel caso di scarsa adesione, intorno al 20-30%, l'Argentina e' tenuta a presentare una nuova offerta?
Grazie.
Moris, da Monte Roberto

Risposta ADUC
Rispondo alle Sue domande.
1-2) Molto dipende dall'esito dell'offerta: in caso di adesioni sotto l'80% le pressioni verso l'Argentina saranno fortissime. In caso di adesioni molto elevate, comunque, l'Argentina potrebbe decidere di riaprire l'offerta per i ritardatari: trova questa ed altre risposte alla pagina clicca qui
3) Il limite di 50mila dollari/40mila euro si riferisce all'intera adesione all'offerta da parte di un singolo investitore. L'importo assegnato, inoltre, dipendera' dal riparto (le obbligazioni "par" sono poche e non soddisferanno appieno la domanda) e saranno privilegiati gli investitori che avranno aderito entro il 4 febbraio.
4) L'Argentina non potra' di certo considerare riuscita l'offerta se non raggiungera' come minimo l'80%. Tutte le precedenti ristrutturazioni da parte di Stati sovrani si sono risolte con adesioni superiori al 90%, ad esempio.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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