Cara ADUC
Applicazione canone concordato in comune
Domanda
30 ottobre 2018
Buongiorno ADUC,
L'informazione che cerco è un po' puntigliosa, ma utile ai fini fiscali ed anche per quanto concerne le imposte imu e tasi.
La mia provincia (VA) rientra tra quelle in cui è prevista non solo l'applicazione della cedolare secca, ma anche del canone concordato, con minimi e massimi stabiliti in base agli azzonamenti ed ai mq degli immobili concessi in locazione.
Il comune (di circa 2000 abitanti) in cui è sito l'immobile non ha stabilito nessun accordo con le associazioni di categoria per il canone concordato. Ci sono però una ventina, degli oltre 100 comuni all'interno della provincia, che hanno stipulato gli accordi territoriali.
I minimi e i massimi di questi, fatta eccezione per un paio di comuni di 50k abitanti, sono gli stessi e prevedono solo un'unica area omogenea (e non zonizzazioni differenti se situati in zona centrale o periferica). Il canone annuale nel mio caso rientrerebbe abbondantemente all'interno del range, anche considerando comuni vicini con numero di abitanti simili.
Mi è stato detto che in realtà gli accordi esisterebbero, ma sono risalenti alla fine degli anni '90 e riguardavano la legge sull'equo canone.
In sostanza, si dovrebbero rivalutare ad oggi i valori all'epoca stabiliti oppure prendere come modello l'accordo di un comune vicino con caratteristiche demografiche simili.
Esistono soluzioni per evitare poi di dover pagare multe, visto che questo regime consente anche un bel risparmio di imu e tasi?
Grazie
Edoardo, dalla provincia di VA
L'informazione che cerco è un po' puntigliosa, ma utile ai fini fiscali ed anche per quanto concerne le imposte imu e tasi.
La mia provincia (VA) rientra tra quelle in cui è prevista non solo l'applicazione della cedolare secca, ma anche del canone concordato, con minimi e massimi stabiliti in base agli azzonamenti ed ai mq degli immobili concessi in locazione.
Il comune (di circa 2000 abitanti) in cui è sito l'immobile non ha stabilito nessun accordo con le associazioni di categoria per il canone concordato. Ci sono però una ventina, degli oltre 100 comuni all'interno della provincia, che hanno stipulato gli accordi territoriali.
I minimi e i massimi di questi, fatta eccezione per un paio di comuni di 50k abitanti, sono gli stessi e prevedono solo un'unica area omogenea (e non zonizzazioni differenti se situati in zona centrale o periferica). Il canone annuale nel mio caso rientrerebbe abbondantemente all'interno del range, anche considerando comuni vicini con numero di abitanti simili.
Mi è stato detto che in realtà gli accordi esisterebbero, ma sono risalenti alla fine degli anni '90 e riguardavano la legge sull'equo canone.
In sostanza, si dovrebbero rivalutare ad oggi i valori all'epoca stabiliti oppure prendere come modello l'accordo di un comune vicino con caratteristiche demografiche simili.
Esistono soluzioni per evitare poi di dover pagare multe, visto che questo regime consente anche un bel risparmio di imu e tasi?
Grazie
Edoardo, dalla provincia di VA
Risposta ADUC
Riduzione del 25% dell’Imu e della Tasi per i fabbricati concessi in locazione a canone concordato.
I commi 53 e 54 dell’articolo 1 della legge 208/2015 hanno previsto che, dal 2016, per gli immobili locati a canone concordato (definiti dalla legge 431 del 1998), i due tributi si determineranno applicando l’aliquota stabilita dal Comune nella misura ridotta al 75% per cento.
Innanzitutto occorre precisare che l’agevolazione in questione è di portata più ampia rispetto a quelle riconosciute in altri settori impositivi (quale, ad esempio, l’Irpef) in quanto richiede esclusivamente l’esistenza di un contratto di locazione convenzionato, a prescindere quindi da ulteriori requisiti.
È quindi sufficiente che il contratto sia stato stipulato nel rispetto degli accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative (articolo 2, comma 3, legge 431/1998).
Nei Comuni dove tali accordi non sono mai stati raggiunti, si può fare riferimento all’accordo in vigore nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale (decreto interministeriale 14 luglio 2004).
Quindi faccia istanza al Comune facendo riferimento alla normativa su esposta ed agli accordi dei comuni vicini, al fine di ottenere il ricalcolo dell'IMU e della TASI.
I commi 53 e 54 dell’articolo 1 della legge 208/2015 hanno previsto che, dal 2016, per gli immobili locati a canone concordato (definiti dalla legge 431 del 1998), i due tributi si determineranno applicando l’aliquota stabilita dal Comune nella misura ridotta al 75% per cento.
Innanzitutto occorre precisare che l’agevolazione in questione è di portata più ampia rispetto a quelle riconosciute in altri settori impositivi (quale, ad esempio, l’Irpef) in quanto richiede esclusivamente l’esistenza di un contratto di locazione convenzionato, a prescindere quindi da ulteriori requisiti.
È quindi sufficiente che il contratto sia stato stipulato nel rispetto degli accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative (articolo 2, comma 3, legge 431/1998).
Nei Comuni dove tali accordi non sono mai stati raggiunti, si può fare riferimento all’accordo in vigore nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale (decreto interministeriale 14 luglio 2004).
Quindi faccia istanza al Comune facendo riferimento alla normativa su esposta ed agli accordi dei comuni vicini, al fine di ottenere il ricalcolo dell'IMU e della TASI.
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