Cara ADUC
Ancora su doppio canone RAI / convivente
Domanda
17 maggio 2008
Ad una prima richiesta di pagamento canone ricevuta nel 2005, ho risposto (racc.AR) che il canone era già corrisposto dal mio convivente. Dopo 2 anni di silenzio, la RAI è tornata alla carica quest'anno con identica lettera. Ho risposto per racc.AR che non detengo apparecchi TV e che l'unico apparecchio esistente è detenuto dal mio convivente che paga il relativo canone.
A fine aprile la RAI mi ha scritto che "la circostanza di avere domicilio presso altra persona già abbonata non La esonera di per sè dal pagamento del canone TV", comunque mi invita a restituire firmata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, stampata sul retro della lettera RAI, secondo cui dichiaro di "non essere in possesso di alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione dei programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparecchi multimediali". Ho intenzione di firmare una dichiarazione in tal senso non in forma di documento sostitutivo di atto di notorietà, ma ribattuta come normale dichiarazione, e di trasmetterla per raccomandata, come voi suggerite.
Ovviamente in casa vi è un personal compuer, ma va da sè che - come per la TV - è del mio convivente, anche se chiunque in casa lo utilizza. Spero che la questione in questo modo si possa chiudere definitivamente, perchè non ne posso più. Magari potremmo unire una dichiarazione del mio convivente secondo cui tutte le apparecchiature (TV ecc) sono di sua proprietà.
La soluzione di tipo "anagrafico" che voi suggerite ad altro soggetto che Vi scrive da Motta Visconti, non funziona in tutti i Comuni, infatti quel Comune si lava le mani suggerendo di fare l'autocertificazione; sono pochissimi i Comuni che certificano due soggetti non coniugati o legati da vincoli familiari nel medesimo Stato di Famiglia. Ci vorrebbe una bella benedizione sui "nuclei familiari di fatto"...
Gradirei 2 righe di commento; grazie e cordiali saluti
Gabriella, da Roma (RM)
A fine aprile la RAI mi ha scritto che "la circostanza di avere domicilio presso altra persona già abbonata non La esonera di per sè dal pagamento del canone TV", comunque mi invita a restituire firmata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, stampata sul retro della lettera RAI, secondo cui dichiaro di "non essere in possesso di alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione dei programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparecchi multimediali". Ho intenzione di firmare una dichiarazione in tal senso non in forma di documento sostitutivo di atto di notorietà, ma ribattuta come normale dichiarazione, e di trasmetterla per raccomandata, come voi suggerite.
Ovviamente in casa vi è un personal compuer, ma va da sè che - come per la TV - è del mio convivente, anche se chiunque in casa lo utilizza. Spero che la questione in questo modo si possa chiudere definitivamente, perchè non ne posso più. Magari potremmo unire una dichiarazione del mio convivente secondo cui tutte le apparecchiature (TV ecc) sono di sua proprietà.
La soluzione di tipo "anagrafico" che voi suggerite ad altro soggetto che Vi scrive da Motta Visconti, non funziona in tutti i Comuni, infatti quel Comune si lava le mani suggerendo di fare l'autocertificazione; sono pochissimi i Comuni che certificano due soggetti non coniugati o legati da vincoli familiari nel medesimo Stato di Famiglia. Ci vorrebbe una bella benedizione sui "nuclei familiari di fatto"...
Gradirei 2 righe di commento; grazie e cordiali saluti
Gabriella, da Roma (RM)
Risposta ADUC
si' invii la dichiarazione che le chiedono tramite raccomandata A/R, ma con la consapevolezza che, rispetto alle norme vigenti, lei dovrebbe pagare due "canoni". Va bene anche la dichiarazione del suo convivente, ma non per sostenere che gli apparecchi multimediali in casa sono di sua proprieta', ma che li possiede solo lui: l'imposta e' dovuto per il possesso non per la proprieta'.
In assenza della "benedizione" sulle coppie di fatto, i Comuni non possono esimersi da registrare in un unico nucleo famigliare (scheda anagrafica, come si chiama ora, col capofamiglia che si chiama caposcheda) chi ne fa richiesta. L'eventuale diniego sarebbe impugnabile davanti al Tar (ci rendiamo conto della difficolta' e del costo, ma siccome questa consapevolezza ce l'hanno pure i Comuni che negano queste registrazioni... e' proprio per questo che ci marciano e nascondono dietro finte norme i loro pruriti burocratico-ideologici).
In assenza della "benedizione" sulle coppie di fatto, i Comuni non possono esimersi da registrare in un unico nucleo famigliare (scheda anagrafica, come si chiama ora, col capofamiglia che si chiama caposcheda) chi ne fa richiesta. L'eventuale diniego sarebbe impugnabile davanti al Tar (ci rendiamo conto della difficolta' e del costo, ma siccome questa consapevolezza ce l'hanno pure i Comuni che negano queste registrazioni... e' proprio per questo che ci marciano e nascondono dietro finte norme i loro pruriti burocratico-ideologici).
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