Cara ADUC
Amministratore Condominiale che vuole revocare le dimissioni.
Domanda
23 ottobre 2019
Buongiorno,
nel mio condominio l’attuale Amministratore, in dissidio con parte dei condomini, nel corso dell’ultima Assemblea ordinaria annuale (anno 2018) aveva dichiarato a verbale che in occasione della seguente Assemblea ordinaria nel 2019 non si sarebbe più riproposto quale amministratore per l’esercizio futuro.
Siccome a breve avremo l’assemblea e pare che invece non voglia più abbandonare l’incarico sicuramente appellandosi a cavilli legali per poter proseguire da amministrare, sono a chiederVi se ciò sia possibile.
La volontà di non volersi ripresentare per l’anno 2020, espressa in occasione della scorsa Assemblea, ritengo sia una chiara dichiarazione di DIMISSIONI e pertanto quale atto unilaterale recettizio non necessita di ratifica o accettazione, ma semplicemente di presa d’atto. Quindi chiedo consiglio legale su:
1)Come dobbiamo considerare l’eventuale comportamento dell’amministratore di manifestare l’intento di revocare le precedenti dimissioni ? E’ possibile trattandosi (le dimissioni) di un atto unilaterale?
2)Premesso che nell’ordine del giorno recapitatoci non vi è alcuna indicazione che specifichi l’intento di revocare le citate dimissioni, a questo punto queste possono essere revocate nel corso dell’assemblea?
3)Può essere richiesto di mettere ai voti di rinnovargli il mandato, è possibile? e se sì, quanti voti (millesimi) servirebbero per riconfermare l’eventuale delibera per il nuovo mandato (più di 501 millesimi o la semplice maggioranza dei presenti)?
4)Al momento, purtroppo, non è ancora stato individuato dai condomini il sostituto, si attendeva l’Assemblea (in quanto non si riesce a raggiungere la quota minima di 501 millesimi), se non si dovesse individuare il nuovo amministratore (con un voto favorevole superiore a 501) lo scenario quale sarebbe?
5) L’attuale amministratore proseguirebbe in “prorogatio” fino alla nomina del sostituto da parte dell’assemblea in breve tempo?
6)Se invece si continuasse a non raggiungere la quota fatidica di 501 millesimi per la nuova nomina, è l’attuale amministratore che deve ricorrere all’Autorità Giudiziaria per la nomina del suo sostituto o può essere richiesto anche da un solo condomino l’intervento del Giudice per nominare il nuovo amministratore?
Ringraziando per la preziosa consulenza, porgo cordiali saluti.
Alberto, dalla provincia di BS
nel mio condominio l’attuale Amministratore, in dissidio con parte dei condomini, nel corso dell’ultima Assemblea ordinaria annuale (anno 2018) aveva dichiarato a verbale che in occasione della seguente Assemblea ordinaria nel 2019 non si sarebbe più riproposto quale amministratore per l’esercizio futuro.
Siccome a breve avremo l’assemblea e pare che invece non voglia più abbandonare l’incarico sicuramente appellandosi a cavilli legali per poter proseguire da amministrare, sono a chiederVi se ciò sia possibile.
La volontà di non volersi ripresentare per l’anno 2020, espressa in occasione della scorsa Assemblea, ritengo sia una chiara dichiarazione di DIMISSIONI e pertanto quale atto unilaterale recettizio non necessita di ratifica o accettazione, ma semplicemente di presa d’atto. Quindi chiedo consiglio legale su:
1)Come dobbiamo considerare l’eventuale comportamento dell’amministratore di manifestare l’intento di revocare le precedenti dimissioni ? E’ possibile trattandosi (le dimissioni) di un atto unilaterale?
2)Premesso che nell’ordine del giorno recapitatoci non vi è alcuna indicazione che specifichi l’intento di revocare le citate dimissioni, a questo punto queste possono essere revocate nel corso dell’assemblea?
3)Può essere richiesto di mettere ai voti di rinnovargli il mandato, è possibile? e se sì, quanti voti (millesimi) servirebbero per riconfermare l’eventuale delibera per il nuovo mandato (più di 501 millesimi o la semplice maggioranza dei presenti)?
4)Al momento, purtroppo, non è ancora stato individuato dai condomini il sostituto, si attendeva l’Assemblea (in quanto non si riesce a raggiungere la quota minima di 501 millesimi), se non si dovesse individuare il nuovo amministratore (con un voto favorevole superiore a 501) lo scenario quale sarebbe?
5) L’attuale amministratore proseguirebbe in “prorogatio” fino alla nomina del sostituto da parte dell’assemblea in breve tempo?
6)Se invece si continuasse a non raggiungere la quota fatidica di 501 millesimi per la nuova nomina, è l’attuale amministratore che deve ricorrere all’Autorità Giudiziaria per la nomina del suo sostituto o può essere richiesto anche da un solo condomino l’intervento del Giudice per nominare il nuovo amministratore?
Ringraziando per la preziosa consulenza, porgo cordiali saluti.
Alberto, dalla provincia di BS
Risposta ADUC
non ci è chiaro cosa sia stato scritto nel verbale dello scorso anno, ma proviamo a risponderle:
1) l'assemblea condominiale è sovrana in tema di nomina, conferma o revoca dell'amministratore. E' quindi l'assemblea che deve nominare, conferma o revocare l'amministratore. Ogni anno si dovrebbe infatti votare per confermare o revocare l'incarico. Dovrà quindi decidere l'assemblea, non già sulle dimissioni (che da quanto capiamo non sono state formalizzate), ma sulla conferma o sulla revoca; in breve, l'amministratore può anche dimettersi, ma nulla vieta che il condominio lo rielegga e questi accetti il nuovo incarico;
2) come detto, se l'assemblea lo conferma e lui accetta, le dimissioni o intenzioni di dimissioni passate non rilevano piu';
3) certo, ogni anno è obbligatorio farlo con queste maggioranze: "un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio";
4) se l'assemblea non revoca l'attuale amministratore (dimissioni o meno) il suo incarico si intende rinnovato per un altro anno;
5) no, se non viene nominato un nuovo amministratore, o quantomeno non viene revocato l'incarico all'attuale, quest'ultimo sarà rinnovato per un anno;
6) se l'attuale amministratore si dimette e riconsegna la documentazione, oppure se l'assemblea gli revoca il mandato e non nomina un nuovo amministratore, ogni condomino può agire per avere una nomina giudiziale.
1) l'assemblea condominiale è sovrana in tema di nomina, conferma o revoca dell'amministratore. E' quindi l'assemblea che deve nominare, conferma o revocare l'amministratore. Ogni anno si dovrebbe infatti votare per confermare o revocare l'incarico. Dovrà quindi decidere l'assemblea, non già sulle dimissioni (che da quanto capiamo non sono state formalizzate), ma sulla conferma o sulla revoca; in breve, l'amministratore può anche dimettersi, ma nulla vieta che il condominio lo rielegga e questi accetti il nuovo incarico;
2) come detto, se l'assemblea lo conferma e lui accetta, le dimissioni o intenzioni di dimissioni passate non rilevano piu';
3) certo, ogni anno è obbligatorio farlo con queste maggioranze: "un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio";
4) se l'assemblea non revoca l'attuale amministratore (dimissioni o meno) il suo incarico si intende rinnovato per un altro anno;
5) no, se non viene nominato un nuovo amministratore, o quantomeno non viene revocato l'incarico all'attuale, quest'ultimo sarà rinnovato per un anno;
6) se l'attuale amministratore si dimette e riconsegna la documentazione, oppure se l'assemblea gli revoca il mandato e non nomina un nuovo amministratore, ogni condomino può agire per avere una nomina giudiziale.
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