Cara ADUC
Un'altra polizza che ha reso moltissimo...solo a chi l'ha venduta
Domanda
26 marzo 2005
Con la presente vi chiedo un parere su quella che ritengo una truffa da parte di una compagnia assicurativa nei miei confronti, come immagino nei confronti di tanti altri consumatori. Ho contratto un'assicurazione di capitale differito a premio annuo costante con contro assicurazione e con rivalutazione annua del capitale, con minimo garantito del 4%, nel dicembre 1997. Verso ogni anno a dicembre € 1291 di cui € 31 di tasse quindi a rendita vanno € 1260. La compagnia mi comunica annualmente con lettera il tasso di rendimento della gestione e quindi di rivalutazione, che ovviamente e' progressivamente calata nel tempo. Di seguito riporto tutti i tassi che mi sono stati comunicati:.
Alla fine del primo anno, nel dicembre 1998, 7,21%.
Alla fine del secondo, nel dicembre 1999, 6,3%.
Alla fine del terzo, nel dicembre 2000, 6,26%.
Alla fine del quarto, nel dicembre 2001, 4,76%.
Alla fine del quinto, nel dicembre 2002, 4,61%.
Alla fine del sesto, nel dicembre 2003, 5,32%.
Alla fine del settimo, nel dicembre 2004, 4%.
Per continuare presumibilmente con lo stesso tasso minimo garantito fino alla fine del quattordicesimo anno, cioe' nel dicembre 2011. A questo punto ho verificato la resa reale del mio capitale con le formule della matematica finanziaria ed ho scoperto che la resa ipotizzata costante al netto di tasse, e' del 2%, in altre parole la meta' del loro minimo garantito, visto che la cifra che mi sara' riconosciuta alla data nel dicembre del 2011 e' pari a € 21623 come riportato nell'ultimo prospetto che mi hanno inviato. Ho chiesto loro verbalmente di quantificarmi i caricamenti (che dovrebbero essere le spese che mi addebitano?) per verificare i conti e non mi hanno risposto, sono obbligati a farlo? Visto che non mi rispondevano ho provato a calcolarmeli da solo per tentativi, dovrebbero essere circa il 12% del versamento annuo, cioe' € 150 annui! Mi sembrano percentuali da usurai! Considerando che questi "caricamenti" esagerati erano occulti, cioe' non concordati, pensate abbia speranza di farmi riconoscere i tassi da loro dichiarati promuovendo una causa? La differenza non e' poca. Nell'attesa di un parere e di un suggerimento vi ringrazio anticipatamente per la vostra utile attivita' a tutela dei consumatori, c'e n'e' veramente tanto bisogno.
Stefano, a Forli'
Alla fine del primo anno, nel dicembre 1998, 7,21%.
Alla fine del secondo, nel dicembre 1999, 6,3%.
Alla fine del terzo, nel dicembre 2000, 6,26%.
Alla fine del quarto, nel dicembre 2001, 4,76%.
Alla fine del quinto, nel dicembre 2002, 4,61%.
Alla fine del sesto, nel dicembre 2003, 5,32%.
Alla fine del settimo, nel dicembre 2004, 4%.
Per continuare presumibilmente con lo stesso tasso minimo garantito fino alla fine del quattordicesimo anno, cioe' nel dicembre 2011. A questo punto ho verificato la resa reale del mio capitale con le formule della matematica finanziaria ed ho scoperto che la resa ipotizzata costante al netto di tasse, e' del 2%, in altre parole la meta' del loro minimo garantito, visto che la cifra che mi sara' riconosciuta alla data nel dicembre del 2011 e' pari a € 21623 come riportato nell'ultimo prospetto che mi hanno inviato. Ho chiesto loro verbalmente di quantificarmi i caricamenti (che dovrebbero essere le spese che mi addebitano?) per verificare i conti e non mi hanno risposto, sono obbligati a farlo? Visto che non mi rispondevano ho provato a calcolarmeli da solo per tentativi, dovrebbero essere circa il 12% del versamento annuo, cioe' € 150 annui! Mi sembrano percentuali da usurai! Considerando che questi "caricamenti" esagerati erano occulti, cioe' non concordati, pensate abbia speranza di farmi riconoscere i tassi da loro dichiarati promuovendo una causa? La differenza non e' poca. Nell'attesa di un parere e di un suggerimento vi ringrazio anticipatamente per la vostra utile attivita' a tutela dei consumatori, c'e n'e' veramente tanto bisogno.
Stefano, a Forli'
Risposta ADUC
Non si tratta di una truffa, ma di normale amministrazione avallata dalle norme: clicca qui. Le polizze finanziarie, sotto qualsiasi veste (più o meno moderna), sono colme di costi impliciti che il cliente non sa calcolare e che il venditore si guarda bene dal comunicare. Si figuri che i costi non devono essere indicati nemmeno nel contratto: un incredibile regalo normativo che l'attivita' di lobby politica riesce a mantenere intatto nel tempo. La compagnia deve comunicare i caricamenti solo se il cliente lo richiede per iscritto (comunicare sempre e solo per iscritto: regola che vale sempre e comunque).
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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