Cara ADUC
Alice data Kit, carta di credito scaduta
Domanda
19 febbraio 2009
Gentile Aduc, in data 27/11/2007 ho richiesto ad un centro Tim il servizio Alice data kit 100 ore, il quale prevedeva un costo mensile di 20,00¤ per avere 100 ore di navigazione con un modem portatile. Il contratto prevedeva il vincolo di 24 mesi.
Il contratto è stato fatto a nome di mio padre perché io non sono titolare di carta di credito. A maggio è scaduta la carta di credito su cui era canalizzato il suddetto servizio e, a causa di problemi postali, la nuova carta è arrivata a settembre. Io non me ne sono accorta purtroppo. Mi sono invece accorta verso luglio che non riuscivo più a connettermi e che il credito della sim card si era esaurito. Ho chiamato il 119 e mi è stato detto di inviare la fotocopia della nuova carta di credito dichiarando di voler continuare la rateizzazione. (fin qui nessuna comunicazione scritta da parte di Tim).
Mi arriva una fattura della Tim di importo pari a 250,00¤.
Invio quindi il fax al 119 in data 29/08/2008, premettendo che non avevo richiesto la disattivazione del servizio, che ci sono stati problemi e ritardi nella consegna della nuova carta di credito, che confermavo la mia volontà di voler continuare i rapporti contrattuali; invio contestualmente la nuova carta di credito.
Successivamente a questo fax, ricevo una comunicazione da parte di Tim nella quale mi comunicano che non possono accogliere la mia richiesta.
Scaduta la prima carta di credito, su cui era canalizzato il servizio, attendiamo inutilmente la seconda carta. La banca dice di averla spedita ma a noi non arriva nulla. Facciamo solleciti e richiediamo una nuova carta. La banca procede all'invio e finalmente arriva la nuova carta.
Controllando l'estratto conto mensile della carta di credito, mi accorgo che nel mese di giugno/luglio ci sono 2 carte di credito: una corrisponde alla vecchia e l'altra è quella che sarebbe dovuta arrivare in sostituzione ma che non ci è mai pervenuta, e che quindi non abbiamo mai attivato.
La penale e le rate residue sono addebitate proprio su quest'ultima carta.
Quello che quindi mi chiedo: com'è possibile che la Tim possa sciogliere un contratto nonostante la manifesta volontà contraria del cliente a causa del "venir meno dell'associazione di una carta di credito convenzionata" quando per il pagamento della penale ha avuto libero accesso ad una carta che noi non abbiamo nemmeno avuto in mano? Non poteva allora addebitare i canoni sulla carta?
Vi ringrazio per il vostro servizio.
Lorena, da Grammichele (CT)
Il contratto è stato fatto a nome di mio padre perché io non sono titolare di carta di credito. A maggio è scaduta la carta di credito su cui era canalizzato il suddetto servizio e, a causa di problemi postali, la nuova carta è arrivata a settembre. Io non me ne sono accorta purtroppo. Mi sono invece accorta verso luglio che non riuscivo più a connettermi e che il credito della sim card si era esaurito. Ho chiamato il 119 e mi è stato detto di inviare la fotocopia della nuova carta di credito dichiarando di voler continuare la rateizzazione. (fin qui nessuna comunicazione scritta da parte di Tim).
Mi arriva una fattura della Tim di importo pari a 250,00¤.
Invio quindi il fax al 119 in data 29/08/2008, premettendo che non avevo richiesto la disattivazione del servizio, che ci sono stati problemi e ritardi nella consegna della nuova carta di credito, che confermavo la mia volontà di voler continuare i rapporti contrattuali; invio contestualmente la nuova carta di credito.
Successivamente a questo fax, ricevo una comunicazione da parte di Tim nella quale mi comunicano che non possono accogliere la mia richiesta.
Scaduta la prima carta di credito, su cui era canalizzato il servizio, attendiamo inutilmente la seconda carta. La banca dice di averla spedita ma a noi non arriva nulla. Facciamo solleciti e richiediamo una nuova carta. La banca procede all'invio e finalmente arriva la nuova carta.
Controllando l'estratto conto mensile della carta di credito, mi accorgo che nel mese di giugno/luglio ci sono 2 carte di credito: una corrisponde alla vecchia e l'altra è quella che sarebbe dovuta arrivare in sostituzione ma che non ci è mai pervenuta, e che quindi non abbiamo mai attivato.
La penale e le rate residue sono addebitate proprio su quest'ultima carta.
Quello che quindi mi chiedo: com'è possibile che la Tim possa sciogliere un contratto nonostante la manifesta volontà contraria del cliente a causa del "venir meno dell'associazione di una carta di credito convenzionata" quando per il pagamento della penale ha avuto libero accesso ad una carta che noi non abbiamo nemmeno avuto in mano? Non poteva allora addebitare i canoni sulla carta?
Vi ringrazio per il vostro servizio.
Lorena, da Grammichele (CT)
Risposta ADUC
concordiamo con le sue osservazioni. Il gestore al massimo puo' addebitarle le rate successive alla scadenza della prima carta, ma solo fino al momento in cui sono stati comunicati i dati relativi alla seconda carta. Formalizzi la contestazione tramite lettera raccomandata a/r di messa in mora chiedendo la rettifica degli importo addebitati (o il rimborso di quelli gia' indebitamente prelevati dalla carta di credito):
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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