Cara ADUC
Agevolazioni acquisto prima casa e mantenimento residenza
Domanda
31 ottobre 2012
Con riferimento alla Vs. scheda pratica sulle agevolazioni fiscali
per l'acquisto della prima casa Vi sottopongo il seguente quesito:
Acquisto della prima casa in Comune diverso da quello di residenza. Per usufruire delle agevolazioni fiscali si trasferisce la propria residenza nel Comune dove è situato l'immobile, entro 18 mesi dal rogito notarile. La nuova residenza per quanto tempo deve essere mantenuta per non perdere i benefici fiscali connessi all'acquisto della prima casa? Nel caso di accertamento da parte dell'Amministrazione Finanziaria entro 4,5 anni dalla stipula (18 mesi + 3 anni) cosa accade se nel frattempo si é avuto un nuovo cambio di residenza in altro Comune, diverso da quello dove insiste l'immobile acquistato? Più precisamente vi é un termine di legge (o circolare specifica dell'Amministrazione) che stabilisca "in tre anni" il periodo di mantenimento della nuova residenza per non perdere i benefici fiscali e quindi non incorrere nel pagamento della maggiore imposta e della penale? Personalmente ho esposto già il presente quesito ad altri consulenti ottenendo, purtroppo, pareri contrastanti, nè l'esame della norma e delle circolari dell'Amministrazione Finanziaria (la 1/E del 2/3/94, la 19/E del 1/3/2001,la 69/E del 14/8/2002 e la 38/E del 12/8/2005) mi sono stati di aiuto perchè non contemplano, nè in modo esplicito, nè implicito, che la residenza debba essere mantenuta per almeno tre anni (o per altro periodo di tempo) dal trasferimento nel Comune dell'immobile acquistato. Vi è qualche riferimento normativo a me sfuggito? Nel qual caso vogliate cortesemente indicarmelo e darmi le opportune informazioni per procedere alla definizione della pratica prima che scatti l'accertamento da parte dell'Amministrazione (ravvedimento operoso?). Grazie e distinti saluti.
P.S. Ho effettuato il versamento di una donazione pari ad € 25,00.
Francesco, da Bari
Acquisto della prima casa in Comune diverso da quello di residenza. Per usufruire delle agevolazioni fiscali si trasferisce la propria residenza nel Comune dove è situato l'immobile, entro 18 mesi dal rogito notarile. La nuova residenza per quanto tempo deve essere mantenuta per non perdere i benefici fiscali connessi all'acquisto della prima casa? Nel caso di accertamento da parte dell'Amministrazione Finanziaria entro 4,5 anni dalla stipula (18 mesi + 3 anni) cosa accade se nel frattempo si é avuto un nuovo cambio di residenza in altro Comune, diverso da quello dove insiste l'immobile acquistato? Più precisamente vi é un termine di legge (o circolare specifica dell'Amministrazione) che stabilisca "in tre anni" il periodo di mantenimento della nuova residenza per non perdere i benefici fiscali e quindi non incorrere nel pagamento della maggiore imposta e della penale? Personalmente ho esposto già il presente quesito ad altri consulenti ottenendo, purtroppo, pareri contrastanti, nè l'esame della norma e delle circolari dell'Amministrazione Finanziaria (la 1/E del 2/3/94, la 19/E del 1/3/2001,la 69/E del 14/8/2002 e la 38/E del 12/8/2005) mi sono stati di aiuto perchè non contemplano, nè in modo esplicito, nè implicito, che la residenza debba essere mantenuta per almeno tre anni (o per altro periodo di tempo) dal trasferimento nel Comune dell'immobile acquistato. Vi è qualche riferimento normativo a me sfuggito? Nel qual caso vogliate cortesemente indicarmelo e darmi le opportune informazioni per procedere alla definizione della pratica prima che scatti l'accertamento da parte dell'Amministrazione (ravvedimento operoso?). Grazie e distinti saluti.
P.S. Ho effettuato il versamento di una donazione pari ad € 25,00.
Francesco, da Bari
Risposta ADUC
lei non ha trovato risposte certe perche' non esiste alcuna normativa che regola questo punto (ovvero il mantenimento della residenza per un certo tempo) ne' vi sono, a quanto ci risulta, pronunce dell'Agenzia delle entrate al riguardo. Si va quindi per interpretazione, e l'interpretazione (o meglio la deduzione) piu' diffusa e secondo noi anche piu' saggia e' quella di mantenere la residenza per il periodo durante il quale l'Agenzia delle entrate puo' fare accertamenti (quindi per i tre anni piu' diciotto mesi). In verita', volendo essere temerari, si puo' dire che la residenza puo' anche essere cambiata dopo poco tempo, ma NON vi devono essere sospetti riguardo ad un comportamento ambiguo del contribuente (per esempio uno spostamento "finto" con l'unico obiettivo di usufruire delle agevolazioni). Il nuovo cambio di residenza, quindi, deve essere all'occorrenza giustificabile. Diciamo questo anche in considerazione del fatto che per legge la decadenza dei benefici e' semmai legata al mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi. In questo caso scattano le sanzioni e l'addebito della differenza di imposta, e quindi in questo caso avrebbe senso un ravvedimento.
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