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Cara ADUC

Agenti animati da banditismo

4 dicembre 2008
Domanda 4 dicembre 2008
Mi rivolgo alla vostra associazione nella speranza di avere delle informazioni adeguate al mio caso che non credo sia né unico né particolare, bensì rappresenta un malcostume dei gestori di telefonia italiani purtroppo tollerato dalle autorità competenti. Cercherò di riassumere per quanto sia possibile gli eventi.
Il 1° settembre 2008, previo accordo telefonico, si presenta a casa il sig. XXXXX del quale non conosco altre generalità oltre al n° di cellulare(yyyyyyyyyy) affidatomi dal medesimo. Mi consiglia di stipulare con la Wind-Infostrada un nuovo contratto di telefonia fissa che comprenda sia la linea ADSL attiva in quel momento con la stessa Wind sia di fonia che al momento era gestita da Tele2. La mia reticenza è vinta, oltre che dall'effettiva convenienza, dal fatto che scopro in quel momento che, oltre la normale canone per la flat, mi viene addebitata in bolletta da parecchi mesi una non definita linea dati che nessuno ha mai attivato e che automaticamente verrebbe dismessa con il nuovo contratto.
Ho ancora delle perplessità in quanto temo di avere delle interruzioni del servizio ADSL che, per la particolare situazione famigliare (figlio frequentemente all'estero ha necessità di collegarsi al suo PC di casa per lavoro) ma il sig. Xxxxx non ha dubbi "il collegamento non avrà una interruzione superiore alle 48 ore in quanto si tratta di una variazione di contratto a soggetto già cliente". Evidentemente non stato proprio così visto che a tutt'oggi non ho ancora un a connessione ADSL. E' lo stesso agente ha stendere la bozza di disdetta del vecchio contratto che viene spedito il giorno stesso con raccomandata A.R.. Infatti il giorno 3 ottobre vengo disconnesso dal gestore Wind per la rete internet. Con il palese intento di avere conferma della breve interruzione il giorno 4/10 chiamo il fatidico 155, che invece mi comunica che la mia connessione non potrà essere attiva prima di gg. 30. Peggio non si riesce a stabilire da quando decorrono i 30 giorni. Infatti da quando ho firmato il nuovo contratto(01/09) i termini sono trascorsi. Da quel giorno non sentito altro che il termine "prenotato". Chiamo anche l'attore(Xxxxx) principe di questa farsa, il quale, una prima volta, con il candore tipico degli imbecilli disonesti, mi risponde affermando che "al 155 non sanno niente" e tutto si sistemerà tra qualche giorno ma in seguito non risponderà più. Il giorno 10/10 poi faccio una ulteriore scoperta; una gentile operatrice del servizio clienti Wind (155) mi comunica che la mia posizione è ulteriormente cambiata, non sono nemmeno più prenotato. Quel contratto stipulato a casa è stato annullato. Da chi? Non mi è dato di sapere. Ora i tempi inevitabilmente si allungano. Su consiglio dello stesso servizio clienti tento un ulteriore contratto telefonico comprensivo di voce e ADSL che mi dicono abbiano tempi di realizzo di circa 20 gg. Il 13/10 faccio il contratto telefonico con relativa registrazione e 3 giorni dopo comunico il codice migrazione avuto dal precedente gestore della fonia (Tele2) ed invio con il fax copia dei contratti firmati. Tutti i giorni ho almeno 2 desolanti consultazioni con con il 155 e sempre ipotesi diverse. In una di queste vengo invitato a registrare un ulteriore consenso. Sembra tutto regolare ma la mia posizione è sempre solo prenotata. Ho chiamato persino 5 volte in un sol giorno ricevendo 5 spiegazioni diverse. In questi che chiamano call center, quando non c'è mala fede, domina l'ignoranza. Ma siamo ancora lontani dal peggio. Il giorno 17 mi viene disconnessa l'utenza in voce. Nessuna comunicazione da parte di nessuno. Tele2 non sa dirmi se trattasi di guasto oppure di normale conseguenza della mia richiesta di migrazione in quanto "amministrativamente", questo mi si dice, "sembrerebbe ancora con noi". Per 5 giorni quindi senza linea vocale ma quando il telefono ritorna ha funzionare non so chi mi fornisce il servizio. Ore al telefono con i rispettivi servizi clienti di Wind, che accusa il gestore di provenienza di fare ostruzionismo nel liberare la linea in voce senza la quale non è possibile attivare l'intero pacchetto da me sottoscritto, e di Tele2 che rigettando quelle accuse per il fatto che dopo aver comunicato il codice migrazione loro non possono più trattenere nessuno, ma mi annovera "amministrativamente" tra i loro clienti. Dopo centinai di conversazioni convulse e a volte roventi spunta un terzo soggetto nel gioco di rimbalzo, ma non è l'arbitro. Un operatore un poco più sveglio del solito mi indica in modo univoco come scoprire l'arcano. Un numero verde, un automatismo telefonico mi dice il suo attuale gestore è Telecom. Ora io parlo con un gestore che non ho ne contattato e neppure scelto ma mi si dice non consenta a Wind di attivare i contratti con me stipulati. Infatti Wind sostiene di aver espresso richiesta il giorno 05/11 ed avendo ricevuto risposta negativa averla riproposta il 26/10 senza aver avuto ancora risposta. Nel frattempo i miei problemi restano e si aggravano. Sono inoltre titolare di una piccola falegnameria e tramite la rete svolgo quelle operazioni di gestione che ora sono indispensabili anche ad una piccola attività (pagamento di tasse e contributi, ricevimento e spedizione fatture, operazioni presso la banca, ed altro). Vi ho esposto il mio caso con il principale scopo di conoscere quali possono essere gli strumenti di difesa da parte del consumatore. Ho saputo che qualche mese fa è stata presentata una proposta di legge per ampliare le competenze del giudice di pace che potrebbe estendere il suo giudizio a casi simili ma non ho informazioni aggiornate al riguardo.
Distinti saluti
Italo, da Oleggio (NO)

Risposta ADUC
le consigliamo di essere piu' stringato e fornire solo gli elementi essenziali, troppi dettagli inficiano la possibilita' di fornire consigli adeguati.
Per prima cosa le consigliamo di ufficializzare la situazione tramite lettera raccomandata A/R di messa in mora:
clicca qui
in cui intima la risoluzione dei problemi (sottolinei a Wind) dovuti ad un loro venditore, e richiede un risarcimento danni.
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui
(Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio, come in Sardegna, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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