Cara ADUC
Acquisto da societa' con sede all'estero
Domanda
13 settembre 2008
Salve,
nel mese di maggio mia sorella ha firmato un contratto per l'acquisto di una cucina, presso uno show room di Reggio Emilia. Premetto che la sede principale si trova a San Marino e che il contratto è stato stipulato secondo le leggi di San Marino. Nel mese di giugno le viene comunicato dal rappresentante della ditta di Reggio Emilia la data della consegna. Il pomeriggio della consegna mia sorella si organizza con le colleghe facendosi cambiare il turno lavorativo, ma la consegna non avviene. Contattata la ditta le viene detto che la cucina non le verrà consegnata perchè il prezzo concordato è ritenuto troppo basso. In seguito mia sorella ha inoltrata, su consiglio dell'avvocato, una lettera mezzo A/R alla sede principale per spiegazioni e per delibera contrattuale. Vi chiedo, considerato che a tutt'oggi mia sorella è senza cucina, quanto deve aspettare affinchè si consideri svincolata dal contratto che contiene la dicitura "consegna a pronto"? La legge prevede un tempo massimo di attesa o bisogna aspettare all'infinito? E' possibile stipulare un nuovo contratto con altra ditta nonostante ancora non sia stata restituita la caparra, (la restituzione è stata garantita solo a voce ma di fatto ancora non è stata accreditata) né firmata una liberatoria? Spero in una risposta positiva soprattutto perchè di mezzo c'è una mamma lavoratrice con famiglia e con un bimbo piccolo da allattare. Tralascio la parte di eventuali danni morali e materiali. Sperando in una Vostra risposta, Vi ringrazio anticipatamente.
Denise, da Catania (CT)
nel mese di maggio mia sorella ha firmato un contratto per l'acquisto di una cucina, presso uno show room di Reggio Emilia. Premetto che la sede principale si trova a San Marino e che il contratto è stato stipulato secondo le leggi di San Marino. Nel mese di giugno le viene comunicato dal rappresentante della ditta di Reggio Emilia la data della consegna. Il pomeriggio della consegna mia sorella si organizza con le colleghe facendosi cambiare il turno lavorativo, ma la consegna non avviene. Contattata la ditta le viene detto che la cucina non le verrà consegnata perchè il prezzo concordato è ritenuto troppo basso. In seguito mia sorella ha inoltrata, su consiglio dell'avvocato, una lettera mezzo A/R alla sede principale per spiegazioni e per delibera contrattuale. Vi chiedo, considerato che a tutt'oggi mia sorella è senza cucina, quanto deve aspettare affinchè si consideri svincolata dal contratto che contiene la dicitura "consegna a pronto"? La legge prevede un tempo massimo di attesa o bisogna aspettare all'infinito? E' possibile stipulare un nuovo contratto con altra ditta nonostante ancora non sia stata restituita la caparra, (la restituzione è stata garantita solo a voce ma di fatto ancora non è stata accreditata) né firmata una liberatoria? Spero in una risposta positiva soprattutto perchè di mezzo c'è una mamma lavoratrice con famiglia e con un bimbo piccolo da allattare. Tralascio la parte di eventuali danni morali e materiali. Sperando in una Vostra risposta, Vi ringrazio anticipatamente.
Denise, da Catania (CT)
Risposta ADUC
essendo lei un consumatore riteniamo che si applichi la normativa italiana:
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Richieda dunque il rimborso di quanto versato ed il risarcimento del danno, tramite racc. a/r di messa in mora:
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